Galbiate: 'Pomeriggio Antifascista' con il pensiero a Cuba

“Pomeriggio Antifascista”, quello di domenica, al Circo ARCI La Rossa, appuntamento promosso, in concomitanza con l'anniversario della caduta di Mussolini, in collaborazione con le sezioni ANPI di Galbiate e Oggiono. L'iniziativa ha unito l’intento aggregativo - con l’intrattenimento musicale a cura dei D’altroCanto e la cena conviviale -  ad un obiettivo concreto di solidarietà per Cuba.
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Al centro del programma, infatti, l’intervento di Mauro Castelli che ha portato ai presenti la propria testimonianza relativa alla recente missione a cui ha preso parte: European Convey for Cuba, condotta nell’ambito della campagna internazionale “Let Cuba Breathe”. La sua testimonianza si è concentrata sulle problematiche condizioni socio-economiche e sanitarie riscontrate sull’isola e agli obiettivi della delegazione, tra cui la consegna diretta di farmaci: ogni partecipante ha portato con sé, infatti, 40 chilogrammi di medicinali al posto del proprio bagaglio personale.
Castelli, già sindacalista, ha fatto particolare riferimento alla critica situazione energetica e alle difficoltà che questa si porta con sé: continui blackout che lasciano undici milioni di cubani senza energia elettrica per diverse ore nel corso della giornata, colpendo anche le strutture pubbliche, tra cui scuole e ospedali, nei quali i medici realizzano interventi chirurgici con la sola luce dei cellulari. A questo proposito uno degli impegni di “Let Cuba Breathe” è quello di raccogliere 55.000 euro (si è arrivati a quota 40.000) necessari per l’acquisto e l’installazione di un generatore elettrico da destinare ad un ospedale dell’isola. 
Ampio spazio poi all’analisi degli ostacoli commerciali e logistici derivanti dal blocco economico e dalle sanzioni internazionali. 
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Il resoconto è stato arricchito dalle esperienze dirette maturate nei vari incontri svolti dalla delegazione con i rappresentanti della società civile, delle istituzioni e delle attività locali, come la cooperativa “BioCuba Caffè”, un progetto agricolo che coinvolge circa 9.000 contadini nella coltivazione di caffè biologico di montagna, anch’esso costretto a misurarsi con il blocco dei macchinari necessari alla torrefazione dei chicchi di caffè. 
La testimonianza si è conclusa con un partecipato dibattito con il pubblico presente, che ha sottolineato l’interessamento dei più dei partecipanti, coinvolgendo tutti in un incontro di approfondimento e sensibilizzazione su una crisi complessa e forse poco raccontata. 
D.R.
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