La Ferrata Simone Contessi ancora alla ricerca di risorse

Quasi un anno di chiusura per la Ferrata Contessi al monte Due Mani. Risale infatti al 14 agosto dello scorso anno l’ordinanza di chiusura emessa dal sindaco di Ballabio Giovanni Bruno Bussola, dopo la piccola frana che si era verificata lungo la via attrezzata che dalla strada di Morterone raggiunge il sentiero di vetta superando 730 metri di dislivello e alcuni tratti di particolare difficoltà alpinistica.
La “risposta” del Cai Lecco con la sottosezione di Ballabio era stata peraltro immediata; si era infatti deciso di cogliere l’occasione per rimettere in sesto l’intero tracciato e non soltanto quello interessato dalla frana. Già all’inizio di settembre era stato presentato il progetto nel corso di una serata particolarmente seguita ed era stata praticamente avviata la raccolta fondi appoggiandosi anche alla Fondazione comunitaria del Lecchese. Proprio la partecipazione a un bando della Fondazione ha consentito di raccogliere una parte dei fondi necessaria alla sistemazione di un segmento, ma la sottoscrizione continua per coprire l’intera cifra, non indifferente, prevista per la riqualificazione dell’intera via.
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I conti sono presto fatti. Il progetto prevede un esborso complessivo di 135mila euro. Nel dettaglio, la cifra di 95mila euro costituisce l’importo dei lavori, mentre gli altri 40mila costituirebbero una sorta di salvadanaio per gli interventi da effettuare in futuro.
Al momento vi è la disponibilità di 48mila euro. Partecipando al bando della Fondazione del Lecchese, il Cai ha ottenuto un finanziamento di 20mila euro subordinato, come da regolamento dell’ente comunitario, al raccoglimento di altrettante migliaia di euro da parte dell’associazione alpinistica. E in questi mesi sono appunto stati raggranellati 28mila euro (di questi, ben 20mila sono il contributo della Banca di credito cooperativo della Valsassina). Totale, appunto, 48mila euro. L’obiettivo fissato con la Fondazione è stato quindi raggiunto. Anzi, avanzano 8mila euro. Però, la copertura dell’intero intervento è ancora lontana: mancano circa 40mila euro per effettuare i lavori che diventano quasi 90mila considerato il “salvadanaio”. Pertanto la raccolta fondi, attraverso il conto aperto presso la stessa Fondazione, non è stata chiusa e continua.
Al Cai, la presidente Paola Frigerio e il vicepresidente Paolo Colombo non si sbilanciano più di tanto. È evidente che il traguardo finale è ancora lontano e non ci può quindi che essere somma cautela nell’azzardare qualsiasi previsione. La campagna di raccolta fondi dunque continua. Si sa che il Comune di Ballabio, nel cui territorio ricade la ferrata, ha fatto la propria parte, ma certamente la disponibilità finanziaria di una piccola municipalità non è estesa. Possibile che nei prossimi mesi si possa bussare anche in Regione. In quanto agli sponsor, qualcuno ha già risposto, mentre qualcuno è ancora in attesa.
La ferrata del Due Mani è stata ideata dal Cai di Ballabio che ha cominciato a metterci in qualche modo mano già nel 1980. Nel 1999 venne intitolata a Simone Contessi, giovanissimo alpinista di Ballabio – aveva 17 anni – morto nelle Dolomiti durante un temporale che lo sorprese in parete
La particolarità della ferrata è che si compone di cinque diversi segmenti, collegati tra loro da un sentiero non attrezzato. Le catene attualmente presenti – secondo il progetto predisposto dallo studio ingegneristico Tommaso Luca Invernizzi - verranno sostituite con 650 metri di funi. Anche gli ancoraggi verranno sostituiti con altri a norma e verrà adeguata la cartellonistica.

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D.C.
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