Galbiate: un libro su Roberto e Angelo, i fratelli sacerdoti
"Due vite, una sola fede". Effettivamente non poteva esserci titolo più calzante per il libro dedicato a don Roberto e don Angelo Brizzolari, i due fratelli originari di Civate uniti dallo stesso percorso di fede che ha portato entrambi sulla luminosa strada del sacerdozio, per due esistenze interamente spese nel segno dell'amore per Dio e del servizio agli altri.
Classe 1948 il primo, 1946 il secondo, hanno legato buona parte della loro vita alla comunità di Galbiate - e in particolare di Villa Vergano - dove giovedì sera è stato presentato il volume di circa 120 pagine scritto concretamente dal professor Carlo Castagna, già docente di Storia e Lettere presso il Liceo scientifico G.B. Grassi di Lecco, appassionato di arte ed etnologia, nonché autore di pubblicazioni, tra le altre, riguardanti l'antico complesso monastico civatese di San Pietro al Monte e San Calocero.
Un testo, quello dedicato ai due sacerdoti, fortemente voluto dai parrocchiani di Villa Vergano, che circa un anno fa hanno "reclutato" Castagna per la sua stesura offrendo poi la loro fattiva collaborazione per la raccolta di testimonianze e la ricerca di materiale fotografico (particolarmente utili, in questo senso, Stefano Panzeri, Attilio Tentori e Daniele Maggi, oltre ai ragazzi dell'Oratorio): ne è uscito, più che un racconto cronologico, una sorta di "mosaico", con tante tessere a comporre i ritratti di due persone, prima ancora che due preti, di enorme spessore umano e culturale, diverse nel carattere ma unite, come detto, dalla vocazione e dalla scelta di dedicarsi in toto al Signore.
Il minore, come detto, era don Roberto, nato il 24 novembre 1948 e scomparso il 25 luglio 2024 presso la RSA Casa del Cieco, nella "sua" Civate (dove da bambino, tra l'altro, aveva conosciuto anche lo stesso Castagna): dopo aver frequentato prestigiose università anche all'estero, tra Friburgo e Strasburgo, nel 1976 è stato ordinato prete nel Duomo di Milano per poi assumere vari incarichi pastorali nel territorio lombardo; nel 2001 l'approdo quale parroco a Villa Vergano, dove è rimasto anche dopo la "pensione" come vicario continuando a rappresentare un importante punto di riferimento per la comunità locale.
"Era un uomo molto affabile e cordiale: ogni domenica prima della Messa si fermava a salutare i suoi parrocchiani, a stringere mani e a scambiare qualche parola con tutti, grandi e piccoli" ha raccontato Carlo Castagna, ricordando la significativa impronta lasciata in paese da don Roberto, sacerdote erudito - nota la sua conoscenza dell'aramaico, oltre che del greco e del latino - ma anche molto attento a quelle dinamiche sociali che si possono comprendere fino in fondo solo attraverso il contatto quotidiano con la gente. "Dietro la porta di casa teneva sempre un pallone, così se a un bambino, in qualsiasi momento, veniva voglia di fare due tiri, sapeva dove trovarlo. E a volte si univa volentieri lui stesso, ricordando i suoi trascorsi giovanili da grintoso terzino. Senza dimenticare la sua grande passione per la montagna, dove si concedeva lunghe camminate".
"Gli stavano molto a cuore soprattutto i temi dell'educazione e della formazione, nei quali aveva un approccio molto moderno" ha proseguito l'autore del libro, citando a tal proposito l'impegno di don Roberto nei "gruppi di lavoro" con giovani e adulti, all'interno del Circolo ACLI e anche nell'ambito storico-artistico. Fu proprio lui, infatti, a promuovere alcuni restauri in chiesa, lavori in oratorio e visite guidate in luoghi-simbolo del territorio, così come a contribuire alla trasformazione dell'ex Scuola dell'Infanzia di Villa Vergano - ormai vuota - in un alloggio per le dipendenti della RSA di Galbiate (molte delle quali di origini straniere), inaugurato nel dicembre 2023 in sua presenza.
Con lui, allora, c'era anche il fratello, quel don Angelo che con gli anni aveva anche potuto fregiarsi del titolo di "Monsignore". Nato il 22 giugno 1946 e ordinato presbitero nel 1972 (dopo aver iniziato, in precedenza, la Facoltà di Medicina), a differenza di don Roberto non era mai stato alla guida di una Parrocchia, ma in compenso era stato Rettore di seminari, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale scolastica, nonché Vicario episcopale per i Collegi arcivescovili e le Scuole cattoliche. Incarichi, tra gli altri, che gli avevano consentito di coltivare importanti rapporti istituzionali come, per esempio, quello con l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e i cardinali Martini, Ravasi e Delpini: questi ultimi due, non a caso, hanno voluto firmare la prefazione del libro di Castagna, ricordando quanto don Angelo fosse legato alla realtà galbiatese dove spesso raggiungeva il fratello nei fine settimana, per poi scegliere nel 2022 di trasferirvi direttamente la residenza (prima, fino al 2021, era stato anche Rettore del Santuario della Beata Vergine della Vittoria di Lecco).
Due storie, insomma, sicuramente simili ma con le loro specificità, che nel libro - pubblicato grazie al contributo del Consiglio Pastorale di Villa Vergano e del Fondo di Comunità di Civate - si intrecciano per dare vita a un unico racconto che trasuda fede autentica, spirito di servizio e amore per gli altri.



"Era un uomo molto affabile e cordiale: ogni domenica prima della Messa si fermava a salutare i suoi parrocchiani, a stringere mani e a scambiare qualche parola con tutti, grandi e piccoli" ha raccontato Carlo Castagna, ricordando la significativa impronta lasciata in paese da don Roberto, sacerdote erudito - nota la sua conoscenza dell'aramaico, oltre che del greco e del latino - ma anche molto attento a quelle dinamiche sociali che si possono comprendere fino in fondo solo attraverso il contatto quotidiano con la gente. "Dietro la porta di casa teneva sempre un pallone, così se a un bambino, in qualsiasi momento, veniva voglia di fare due tiri, sapeva dove trovarlo. E a volte si univa volentieri lui stesso, ricordando i suoi trascorsi giovanili da grintoso terzino. Senza dimenticare la sua grande passione per la montagna, dove si concedeva lunghe camminate".
"Gli stavano molto a cuore soprattutto i temi dell'educazione e della formazione, nei quali aveva un approccio molto moderno" ha proseguito l'autore del libro, citando a tal proposito l'impegno di don Roberto nei "gruppi di lavoro" con giovani e adulti, all'interno del Circolo ACLI e anche nell'ambito storico-artistico. Fu proprio lui, infatti, a promuovere alcuni restauri in chiesa, lavori in oratorio e visite guidate in luoghi-simbolo del territorio, così come a contribuire alla trasformazione dell'ex Scuola dell'Infanzia di Villa Vergano - ormai vuota - in un alloggio per le dipendenti della RSA di Galbiate (molte delle quali di origini straniere), inaugurato nel dicembre 2023 in sua presenza.

Due storie, insomma, sicuramente simili ma con le loro specificità, che nel libro - pubblicato grazie al contributo del Consiglio Pastorale di Villa Vergano e del Fondo di Comunità di Civate - si intrecciano per dare vita a un unico racconto che trasuda fede autentica, spirito di servizio e amore per gli altri.
B.P.




















