CM Val San Martino e Lario Orientale: finalmente eletto l'esecutivo. Invettiva di Peccati, 'solo manovre per garantirsi un posto'

Antonio Rusconi è ora, ufficialmente, il nuovo Presidente della Comunità Montana Lario Orientale e Val San Martino. E' stato eletto, nove mesi dopo i primi contatti per rinnovare l'esecutivo dell'Ente, con 24 voti favorevoli. Contrario Michele Peccati, giustificando pubblicamente la posizione assunta, con una pesante nota che il sindaco di Malgrate ha chiesto venisse integralmente inserita a verbale. Assente Paola Colombo di Monte Marenzo: una non presentazione la sua, questa sera presso in sede a Galbiate, interpretata univocamente come espressione di dissenso.
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Il Presidente dell'Assemblea Simone Scola, Giovanni Bruno Bussola, il Presidente della CM Antonio Rusconi, Antonella Sesana, Luca Pigazzini e Riccardo Fasoli

Con Rusconi, siederanno in Giunta: Giovanni Bruno Bussola (Ballabio), Riccardo Fasoli (Mandello), Antonella Sesana (Cisano) e Luca Pigazzini (Carenno), quest'ultimo già indicato come vice-presidente (anche se, formalmente, la carica gli verrà poi attribuita, come da Statuto, con decreto dal numero uno dell'Ente). Come fatto mettere a verbale, rimetteranno il mandato nel 2027, con due anni d'anticipo sulla scadenza naturale, come da intese, per arrivare a una nuova riorganizzazione dopo le amministrative che interesseranno un buon numero dei 26 comuni coinvolti.
A scrutinio segreto, eletto poi, come da accordi presi tra le parti, Simone Scola (vicesindaco di Civate e già assessore uscente in CM) quale Presidente dell'Assemblea. I vice saranno invece Giacomo Valsecchi (Suello) e Dario Gandolfi (assessore di Calolzio), dopo la rinuncia di Michele Peccati a ricoprire il ruolo quale rappresentante della “minoranza”, posto che, sempre secondo lo Statuto, gli sarebbe spettato proprio in considerazione del suo essersi posto quest'oggi dall'altra parte della barricata rispetto alla schiera compatta dei colleghi sindaci che, più o meno convintamente, hanno sostenuto la lista “messa insieme” per il rotto della cuffia, scongiurando il commissariamento “minacciato” dalla Regione, visti i mesi di ritardo accumulati per addivenire all'individuazione del sostituto di Carlo Greppi.
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La stretta di mano tra il Presidente uscente Carlo Greppi e il neo-eletto Antonio Rusconi

“Ho sempre creduto molto nella Comunità Montana” ha voluto rimarcare, nel congedarsi, il Presidente uscente, non negando le difficoltà, a cominciare dalle “poche risorse” di cui si può disporre, “con i trasferimenti che non coprono nemmeno i costi della parte corrente ordinaria: occorre – la sua riflessione-sprone – darsi da fare, portando sempre a casa finanziamenti, dai bandi”. 
Ad aprire il breve giro di interventi era stato Giuseppe Conti (Garlate), da sempre sostenitore della “mozione Rusconi”: “c'è soddisfazione per essere arrivati a questo punto, non per il come” ha sostenuto, in riferimento alla squadra di governo messa insieme dopo mesi di contrapposizioni. 
“Se un giorno mi chiedessero di fare il mio curriculum come amministratore non inserirei questa vicenda. Ritengo comunque sia stato raggiunto un buon risultato, a cominciare dal Presidente che offre garanzia di capacità e competenza, nonché di attaccamento al territorio”, ha asserito, parlando poi di una lista “equilibrata rispetto ai criteri che ci siamo dati”.
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Michele Peccati

A seguire è deflagrata la “bomba Peccati”. Il primo cittadino ha dato lettura di un testo preconfezionato, parlando di “una pagina molto triste” e “di una sconfitta per tutti: per la politica, la trasparenza e i cittadini che avrebbero meritato qualcosa di meglio”, sostenendo che l'accordo trovato tra le parti sia una “accordo per garantire la presenza di qualcuno”, il cui unico obiettivo era “esserci, occupare una poltrona”. 
Bersagliati, dal sindaco malgratese – l'unico dei 26 tesserato per Fratelli d'Italia – tanto Rusconi quanto Fasoli, senza mai citare ne' uno ne' l'altro degli originali candidati alla presidenza, sostenendo come le promesse di fare un passo indietro si siano rivelate parole a vuoto, “solo manovre per garantirsi un posto al tavolo”, per arrivare a ritrovarsi, “per giochi di equilibri e poltrone”, con un Presidente a tempo e un assessore che resterà in carica un solo anno (a Mandello si voterà già nel 2026 ndr).
A tal proposito Peccati ha chiosato esprimendo preoccupazione per quel che succederà nel 2027, quando chi arriverà si troverà a prendere le redini di un Ente con decisioni già adottate da chi si insedierà nei prossimi giorni. “Continuerò a non condividere queste logiche” ha scandito, dicendosi comunque pronto a ricredersi. 
Pre-pronto anche il discorso di Giovanni Bruno Bussola: “non abbiamo brillato sulla rapidità”, la sua prima, quasi ironica considerazione, sostenendo però come questi mesi abbiano consentito a tutti di conoscersi meglio, per poi arrivare a sostenere come alla CM serva una “governance forte, con un Presidente esperto e capace di risolvere i problemi aperti”, ritenendo Rusconi (suo insegnante alle superiori ndr) la persona giusta. Ed essendo lui stesso in Giunta, ha parlato per se stesso di una nuova sfida da affrontare con energia, avendo anche tanto da imparare.
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“Ci eravamo dati dei criteri rispetto alla costruzione della lista, alla fine sono stati rispettati, tutte le sensibilità politiche e territoriali sono all'interno di questa formazione” ha detto poi Marco Passoni (Olginate), uno dei primi a mettere in discussione – per il metodo usato, non per i nomi - lo schema iniziale messo a punto dall'asse Civici-Lega che prevedeva la presidenza di Rusconi affiancato tanto da Bussola tanto da Scola. “Cosa succederà lo vedremo, ci sono persone che hanno tempo e competenze per continuare il lavoro della Comunità Montana” ha aggiunto, guardando al futuro, per rimarcare ancora come l'ultimo esecutivo sia stato azzoppato da una Giunta dove “non tutti erano presenti”, invitando altresì i colleghi sindaci a lavorare a supporto, senza aspettarsi sempre la pappa pronta.
Ha ringraziato in particolare il suo “vice” in Comune, nell'ultima mandato particolarmente attivo come assessore in CM, Angelo Isella (Civate), sostenendo però di condividere alcuni passaggi del discorso di Peccati. “Questa soluzione è di grande compromesso, non è la soluzione che nessuna delle parti in gioco auspicava, ma la politica è anche questo” ha affermato, evidenziando come la nuova squadra rispetti le sensibilità partitiche, ma non i requisiti territoriali, mancando un componente della Giunta che rappresenti la fascia da Civate a Colle Brianza. “C'è il Presidente, con Valmadrera sul confine, ma nelle scorse legislature il Presidente è sempre stato super partes”. 
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La sede di Galbiate della Comunità Montana

E alla frecciata, ha fatto seguire un avvertimento: “dopo un parto travagliato, il bambino un po' sbattuto rimane”.
Gli ha risposto, con una battuta, Rusconi stesso, a elezione avvenuta, dopo l'intervento di Eleonora Ninkovic (Torre de' Busi) dettasi rammaricata della mancanza di giovani per poi ringraziare gli amministratori che avevano dato la loro disponibilità offrendo una alternativa alla formazione su cui poi c'è stata la convergenza di (quasi) tutti i sindaci.
“Sono un bambino cresciuto” ha detto il neo Presidente, garantendo un profilo basso e la volontà di mettere una pietra sopra a quel che è stato, per guardare invece al futuro. “Non mi preoccupa il limite dei due anni di tempo” ha anche tenuto a chiarire, annunciando di aver già previsto per venerdì un incontro con Greppi per il passaggio di consegne e lunedì con i dipendenti, per arrivare poi a incontrare, tra una ventina di giorni, anche i consiglieri regionali e, a seguire, l'assessore Sertori, nell'intento di ristabilire quel rapporto privilegiato tra la CM e la Regione che l'Ente aveva ai tempi della presidenza di Cesare Perego. 
Nel suo discorso, l'ex sindaco e parlamentare, con il primo ruolo indicato da lui stesso come “più importante” del secondo, ha voluto citare anche suo padre, originario di San Tomaso e profondamente legato alle sue origini: un motivo in più per dirsi orgoglioso della nuova carica che ora andrà ad assumere. “La Comunità Montana da questa sera è di tutti, non di Antonio, Riccardo, Luca...” la chiosa.
Inizia una nuova (mini) era, dopo il doppio mandato Greppi.
A.M.
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