Monte M.: a scuola la consegna delle Medaglie d'Onore alla memoria di cinque deportati
È stata la Scuola Primaria di Monte Marenzo, intitolata al decorato al valor militare Abele Colombo morto al fronte a soli vent'anni, a ospitare nel pomeriggio di oggi, mercoledì 26 marzo, la cerimonia di consegna di cinque Medaglie d'Onore nel ricordo di altrettanti giovani uomini originari del nostro territorio deportati nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.



Il primo a intervenire al microfono è stato il Prefetto di Lecco Sergio Pomponio, che innanzitutto ha cercato di spiegare ai piccoli alunni, con parole semplici ma precise, il momento storico che ha cambiato le parabole esistenziali di tantissimi cittadini italiani, tra cui appunto quelli destinatari dei riconoscimenti odierni, che in tempo di guerra si sono sacrificati per costruire per il loro Paese un futuro migliore, di pace e di democrazia.

"Queste persone sono un esempio importante del fatto che la vita è più forte di tutto, tanto da rimanere anche in chi resta dopo la morte" ha affermato Sua Eccellenza rivolgendosi ai bambini presenti, definiti "il futuro della nostra Italia". "Oggi ricordiamo il loro sacrificio, rivolgendo un pensiero a coloro che non hanno la libertà di vivere come noi, di studiare, di giocare, di scherzare, sapendo che, se noi possiamo fare tutto ciò, abbiamo il dovere di non dimenticare coloro che ci hanno aiutato ad arrivare fino a questo nostro presente".

A seguire, la parola è passata al sindaco "di casa" Paola Colombo, che ha ringraziato il Prefetto per aver scelto Monte Marenzo quale sede della cerimonia odierna - una di quelle organizzate nel corso anno per non condensare in un unico momento la consegna delle Medaglie, sempre numerose - e le tante altre autorità presenti, dal Questore Stefania Marrazzo alla "numero uno" della Provincia Alessandra Hofmann, dal Procuratore Ezio Domenico Basso al presidente del Tribunale Marco Tremolada, fino ai vertici territoriali di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.
"Vi ringrazio per l'attenzione che avete voluto riservare alla Memoria: ciò che questi ragazzi hanno vissuto deve essere un monito per il nostro presente, per ricordarci che la libertà e la democrazia di cui godiamo oggi non possono essere date per scontate perché sono frutto di un sacrificio", il commento del sindaco, affiancata anche dalle "fasce tricolori" di Lecco, Olgiate Molgora, La Valletta Brianza, Merate e Cernusco Lombardone, paesi di cui erano originari i cinque insigniti e/o dove tuttora vivono i loro famigliari.

La consegna delle Medaglie, però, è iniziata proprio da Monte Marenzo: risiede nel piccolo centro della Valle San Martino, infatti, uno dei figli di Alessio Centenaro (Gustavo, mentre la sorella Silvia vive a Campodarsego, in provincia di Padova), nato a Santa Giustina in Colle nel 1905 e ricordato con affetto da una giovanissima parente, che ha colpito ed emozionato i presenti - tanto da ricevere i complimenti delle autorità - con una riflessione di più ampio respiro sulle vicende degli IMI (internati militari italiani) e sul loro lascito ai posteri, che rappresenta un grande esempio da seguire e imitare.

Spazio poi al ricordo di Carlo Riceputi (Carona, 1916) - rappresentato dalla figlia Ornella con la nuora Erminia Fumagalli de La Valletta Brianza -, che da giovanissimo fu costretto a lasciare la Val Brembana per Amburgo, nonché di Alessandro Lavelli, nato a Lecco nel 1924 e deportato dai tedeschi in Germania, dove trovò la morte nel luglio 1945 a causa di una grave tubercolosi polmonare.

La sua storia è raccontata in un sito web realizzato dalla nipote Isabella con la collaborazione del professor Alberto Magni dell'ANPI (ne abbiamo parlato qui), che ha contribuito a onorarne la memoria anche attraverso una Pietra d'Inciampo; quest'ultima sarà posata a maggio a Montagna in Valtellina, il luogo dove la sua famiglia visse durante il conflitto.


A chiudere il cerchio, per oggi, il tributo a Luigi Gironi (Santa Maria di Rovagnate, 1907), rappresentato dai figli Carlo e Roberto di Merate, e a Francesco Savoia, nato a Rivoli Veronese nel 1916, la cui Medaglia è stata consegnata ai nipoti Carlo e Francesco Carzaniga di Cernusco Lombardone.

Grande l'emozione da parte di tutti i famigliari degli IMI, che a loro volta hanno voluto rivolgere un sincero ringraziamento alle autorità e a tutti coloro che hanno contribuito all'organizzazione della cerimonia, a partire dai bambini della Primaria che l'hanno allietata con i canti - dall'Inno Nazionale a quello "alla gioia" di Schiller, proposto anche al flauto - per poi consegnare ai presenti tante farfalle gialle in cartoncino, realizzate da loro quale simbolo di libertà e speranza nel solco della famosa poesia di Pavel Friedman che, nel tempo, è diventata una lettura imprescindibile nelle scuole per la Giornata della Memoria.

In piedi il sindaco di Monte Marenzo Paola Colombo, il Prefetto Sergio Pomponio,
il primo cittadino Mauro Gattinoni e il Questore Stefania Marrazzo
Un momento legato alla Giornata della Memoria, che si celebra ogni anno il 27 gennaio, e che questa volta la Prefettura di Lecco ha voluto organizzare in un contesto meno istituzionale, alla presenza sì delle massime autorità della provincia ma anche dei bambini del plesso locale, che insieme ai loro insegnanti si sono rivelati perfetti "padroni di casa" accogliendo i loro speciali ospiti con grande emozione e nel massimo rispetto del significato della cerimonia.il primo cittadino Mauro Gattinoni e il Questore Stefania Marrazzo


Il primo a intervenire al microfono è stato il Prefetto di Lecco Sergio Pomponio, che innanzitutto ha cercato di spiegare ai piccoli alunni, con parole semplici ma precise, il momento storico che ha cambiato le parabole esistenziali di tantissimi cittadini italiani, tra cui appunto quelli destinatari dei riconoscimenti odierni, che in tempo di guerra si sono sacrificati per costruire per il loro Paese un futuro migliore, di pace e di democrazia.

"Queste persone sono un esempio importante del fatto che la vita è più forte di tutto, tanto da rimanere anche in chi resta dopo la morte" ha affermato Sua Eccellenza rivolgendosi ai bambini presenti, definiti "il futuro della nostra Italia". "Oggi ricordiamo il loro sacrificio, rivolgendo un pensiero a coloro che non hanno la libertà di vivere come noi, di studiare, di giocare, di scherzare, sapendo che, se noi possiamo fare tutto ciò, abbiamo il dovere di non dimenticare coloro che ci hanno aiutato ad arrivare fino a questo nostro presente".

A seguire, la parola è passata al sindaco "di casa" Paola Colombo, che ha ringraziato il Prefetto per aver scelto Monte Marenzo quale sede della cerimonia odierna - una di quelle organizzate nel corso anno per non condensare in un unico momento la consegna delle Medaglie, sempre numerose - e le tante altre autorità presenti, dal Questore Stefania Marrazzo alla "numero uno" della Provincia Alessandra Hofmann, dal Procuratore Ezio Domenico Basso al presidente del Tribunale Marco Tremolada, fino ai vertici territoriali di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza.

I famigliari di Alessio Centenaro
La consegna delle Medaglie, però, è iniziata proprio da Monte Marenzo: risiede nel piccolo centro della Valle San Martino, infatti, uno dei figli di Alessio Centenaro (Gustavo, mentre la sorella Silvia vive a Campodarsego, in provincia di Padova), nato a Santa Giustina in Colle nel 1905 e ricordato con affetto da una giovanissima parente, che ha colpito ed emozionato i presenti - tanto da ricevere i complimenti delle autorità - con una riflessione di più ampio respiro sulle vicende degli IMI (internati militari italiani) e sul loro lascito ai posteri, che rappresenta un grande esempio da seguire e imitare.

La consegna della Medaglia per Carlo Riceputi
Spazio poi al ricordo di Carlo Riceputi (Carona, 1916) - rappresentato dalla figlia Ornella con la nuora Erminia Fumagalli de La Valletta Brianza -, che da giovanissimo fu costretto a lasciare la Val Brembana per Amburgo, nonché di Alessandro Lavelli, nato a Lecco nel 1924 e deportato dai tedeschi in Germania, dove trovò la morte nel luglio 1945 a causa di una grave tubercolosi polmonare.

I parenti di Alessandro Lavelli
La sua storia è raccontata in un sito web realizzato dalla nipote Isabella con la collaborazione del professor Alberto Magni dell'ANPI (ne abbiamo parlato qui), che ha contribuito a onorarne la memoria anche attraverso una Pietra d'Inciampo; quest'ultima sarà posata a maggio a Montagna in Valtellina, il luogo dove la sua famiglia visse durante il conflitto.

Il tributo a Luigi Gironi e, sotto, quello a Francesco Savoia

A chiudere il cerchio, per oggi, il tributo a Luigi Gironi (Santa Maria di Rovagnate, 1907), rappresentato dai figli Carlo e Roberto di Merate, e a Francesco Savoia, nato a Rivoli Veronese nel 1916, la cui Medaglia è stata consegnata ai nipoti Carlo e Francesco Carzaniga di Cernusco Lombardone.

Grande l'emozione da parte di tutti i famigliari degli IMI, che a loro volta hanno voluto rivolgere un sincero ringraziamento alle autorità e a tutti coloro che hanno contribuito all'organizzazione della cerimonia, a partire dai bambini della Primaria che l'hanno allietata con i canti - dall'Inno Nazionale a quello "alla gioia" di Schiller, proposto anche al flauto - per poi consegnare ai presenti tante farfalle gialle in cartoncino, realizzate da loro quale simbolo di libertà e speranza nel solco della famosa poesia di Pavel Friedman che, nel tempo, è diventata una lettura imprescindibile nelle scuole per la Giornata della Memoria.
B.P.