Galbiate omaggia Michela Murgia con letture delle sue opere

La Biblioteca "Giuseppe Panzeri" e l'Assessorato alla Cultura di Galbiate hanno presentato "Ricordatemi come vi pare", un evento dedicato alla scrittrice Michela Murgia. La serata, curata dal gruppo di lettura "Leggere per Gioco", si è svolta giovedì 13 marzo presso l'Auditorium Cesare Golfari, con la regia di Michela Giusto e l'accompagnamento musicale di Pietro Cortenova.
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Sulla destra Michela Giusto

Michela Murgia, autrice poliedrica e intellettuale visionaria, è stata ricordata attraverso le sue opere, il cui filo logico è stato ripercorso da una voce narrante, con le parole contenute nel libro postumo "Ricordatemi come vi pare". Il pubblico, prevalentemente femminile, ha riempito la sala, segno della profonda traccia che la scrittrice sarda ha lasciato nelle coscienze e nella cultura, sia tra le giovani che tra le adulte.
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Le lettrici in scena si sono alternate in duo, in trio e infine in una performance collettiva. Si è giocato con le parole, strumento essenziale e chiave della scrittura murgiana. In apertura, "Il mondo deve sapere", denuncia del precariato e dei ricatti psicologici. Poi "Viaggio in Sardegna", con le sue tracce di identità e cultura nell’uso della prima persona plurale al presente. È seguito "Accabadora", il romanzo che le valse il Premio Campiello, con aneddoti sui primi guadagni a Bardonecchia e la prima commissione per Einaudi. Ave Mary e Dare la Vita, il sì come atto di potere di Maria e tutta l’architettura patriarcale dietro gli Stai zitta e le altre frasi "che non vogliamo sentire più". In conclusione, "Istruzioni per diventare fascisti", saggio sulla creazione dei nemici collettivi.

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Le lettrici hanno animato non solo i temi di fondo, ma anche momenti più visibili, come quello legato alla televisione. L'episodio ha riguardato Silvia Avallone, nella serata di gala del 6 settembre 2010, durante la sua premiazione per il romanzo "Acciaio". In quell’occasione, Bruno Vespa chiese alle telecamere di inquadrare il suo décolleté: un attimo prima si guardava una scrittrice, un attimo dopo la sua scollatura. Michela Murgia denunciò il comportamento e attese una condanna corale, trovando sostegno solo nel giornalista Gad Lerner, che parlò di "atto di potere", mentre molti altri sminuirono l’accaduto con la solita scusa del “non saper stare al gioco”.
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La produzione letteraria e politica di Murgia non è mai stata lineare o monotematica, ma innovativa e necessaria, con l'obiettivo di "scardinare le certezze, rompere gli equilibri – squilibrati – e guastare". Una voce capace di raccontare la realtà, sfidando i tempi e lasciando un'eredità di pensiero e azione, viva e potente. I molti passaggi significativi sono stati frutto delle scelte delle voci in scena di "Leggere per Gioco" (che anima letture sia per adulti che per bambini), guidate dallo sguardo della regista Michela Giusto, in scena per l’ultimo testo. Per dare spazio ai pensieri e alle emozioni, l'Auditorium Golfari ha mantenuto un ritmo musicale che ha accompagnato le letture dei testi, grazie a Pietro Cortenova.
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Le parole di Michela Murgia sono strumenti di lotta e cambiamento. La scrittrice ha infatti sempre creduto nella potenza del linguaggio, capace di nominare ciò che è nero e scomodo, per renderlo visibile e affrontabile. I libri sono ponti che uniscono chi scrive e chi legge: sono relazioni nati da atti sentimentali, come scrivere e leggere, per chiunque voglia comprendere e trasformare la realtà.

Regia: Michela Giusto

Lettrici:
Maria Elena Cattaneo
Michela Corti
Franca Maggi
Ester Nasatti
Maria Giovanna Ravasi
Roberta Trabucchi

Accompagnamento musicale: Pietro Cortenova
M.Bo.
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