La sicurezza non si misura solo in vetrine
Alla consigliera Colella va riconosciuto che la solidarietà a un agente ferito non ha colore politico, e nessuno la nega. Proprio perché è condivisibile, non può diventare il punto d'arrivo.
Lei stessa scrive che liquidare tutto come ordine pubblico sarebbe insufficiente. Poi però le soluzioni restano polizia locale, cura degli spazi pubblici e un generico "ascoltare il disagio". Ascoltare, e poi? Perché quel disagio ha nomi molto concreti, e non serve andare a Milano per trovarli: affitti che un ventenne non regge, discriminazione, lavoro precario, quando c'è, servizi pubblici più precari del lavoro, modelli sociali, impotenza, la certezza di avere meno possibilità dei propri genitori, sentirsi già a 14 anni di non aver niente da perdere, di non avere la possibilità - alle condizioni date dal mondo di oggi - di una vita migliore. Dire ai ragazzi che ogni scelta produce conseguenze va benissimo. Ma vale anche per chi governa: le scelte su scuola, casa, lavoro, servizi, tasse, finanza, risposte e welfare producono conseguenze, solo più lente e senza telecamere addosso.
Chiedere conto ai ragazzi e non a chi quelle condizioni le ha create non è prenderli sul serio: è prendersela con l'anello più debole. Perché è facile indignarsi davanti a una vetrina spaccata, al saccheggio diffuso della due giorni milanesi, ma il rischio è fermarsi alla vetrina-dito senza vedere la gigantesca luna che le sta dietro. Il nostro Manzoni che ci vedeva lungo scriveva: “I poveri, ci vuol poco a farli apparir birboni”.(I Promessi sposi cap.XXIV)
La violenza va condannata, tutta. Ma va anche misurata tutta: quella della vetrina rotta, che vediamo, e quella delle porte chiuse, a cui ci siamo abituati, perché questi ragazzi non li abbiamo visti arrivare, perché stiamo (anch'io) dentro i nostri boschi verticali.
Chi presiede una commissione che si occupa di politiche giovanili dovrebbe avere il coraggio di guardarle entrambe. Altrimenti la solidarietà resta sacrosanta, ma anche molto comoda. Personalmente mi sento infinitamente in colpa per questa generazione che si veste di nero per farsi vedere.
Lei stessa scrive che liquidare tutto come ordine pubblico sarebbe insufficiente. Poi però le soluzioni restano polizia locale, cura degli spazi pubblici e un generico "ascoltare il disagio". Ascoltare, e poi? Perché quel disagio ha nomi molto concreti, e non serve andare a Milano per trovarli: affitti che un ventenne non regge, discriminazione, lavoro precario, quando c'è, servizi pubblici più precari del lavoro, modelli sociali, impotenza, la certezza di avere meno possibilità dei propri genitori, sentirsi già a 14 anni di non aver niente da perdere, di non avere la possibilità - alle condizioni date dal mondo di oggi - di una vita migliore. Dire ai ragazzi che ogni scelta produce conseguenze va benissimo. Ma vale anche per chi governa: le scelte su scuola, casa, lavoro, servizi, tasse, finanza, risposte e welfare producono conseguenze, solo più lente e senza telecamere addosso.
Chiedere conto ai ragazzi e non a chi quelle condizioni le ha create non è prenderli sul serio: è prendersela con l'anello più debole. Perché è facile indignarsi davanti a una vetrina spaccata, al saccheggio diffuso della due giorni milanesi, ma il rischio è fermarsi alla vetrina-dito senza vedere la gigantesca luna che le sta dietro. Il nostro Manzoni che ci vedeva lungo scriveva: “I poveri, ci vuol poco a farli apparir birboni”.(I Promessi sposi cap.XXIV)
La violenza va condannata, tutta. Ma va anche misurata tutta: quella della vetrina rotta, che vediamo, e quella delle porte chiuse, a cui ci siamo abituati, perché questi ragazzi non li abbiamo visti arrivare, perché stiamo (anch'io) dentro i nostri boschi verticali.
Chi presiede una commissione che si occupa di politiche giovanili dovrebbe avere il coraggio di guardarle entrambe. Altrimenti la solidarietà resta sacrosanta, ma anche molto comoda. Personalmente mi sento infinitamente in colpa per questa generazione che si veste di nero per farsi vedere.
Paolo Trezzi




















