Tremenico: prosegue la tradizione della Festa della Castagne, 56^ edizione
Buona partecipazione alla 56ª edizione della Festa delle Castagne di Tremenico, che si è svolta ieri nel piccolo paese della Valvarrone. Nonostante il clima abbastanza freddo e piovoso molte persone, soprattutto famiglie originarie della Valvarrone e del paese con amici e parenti, hanno partecipato alla manifestazione. La festa, svoltasi il primo anno nella zona del parco giochi comunale venne poi trasferita nella piazza della chiesa di Sant’Agata, per poi essere svolta quest’anno per la prima volta presso il campo sportivo di Tremenico dove è stata costruita negli ultimi 2 anni dal Comune di Valvarrone una piccola struttura dotata di cucina per permettere lo svolgimento delle manifestazioni.
La volontà di don Emilio, come ricordato nell’omelia di ieri mattina da don Andrea Molteni: «era quella di creare una giornata durante la quale tutta la comunità potesse riunirsi e vivere un momento insieme tra amici e parenti, ponendo però anche un accento più profondo sulla valorizzazione dei prodotti del territorio, le castagne in particolare, e sulla cura dell’ambiente montano».

L’attenzione di don Emilio per la cura della Terra e dell’ambiente fu una visione spirituale che lo accompagnò per tutta la vita pastorale, diventando un vero e proprio stile di vita, in particolare durante il suo ultimo mandato nella parrocchia di Barni, dove rimase dal 1986 al 2018. Il suo impegno per la valorizzazione e la cura del territorio, concretizzatosi nella creazione di una vera e propria cooperativa con bestiame e orti, prima a Tremenico e successivamente a Barni, contribuì a consolidare un rapporto di amicizia e stima anche con il cardinale Carlo Maria Martini, successore di Colombo alla guida dell’arcidiocesi di Milano. Nel 1983, proprio Carlo Maria Martini visitò Tremenico in occasione di una visita pastorale.


La festa è proseguita negli anni, attraverso evoluzioni e cambiamenti, fino all’edizione di ieri, che ha visto la partecipazione di circa 100 persone. Dopo la messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Agata, i partecipanti si sono ritrovati nella tensostruttura allestita nel campo sportivo del paese per il pranzo organizzato dall’associazione «18° Tornante».


Nel pomeriggio, intorno alle 16, si è svolta la tombola, mentre le castagne venivano cotte con la tradizione padella in ferro sul fuoco da alcuni volontari, per essere poi servite ai presenti. Il ricavato della vendita delle caldarroste sarà devoluto alla parrocchia di Tremenico. Una tradizione insomma che continua e cerca di restare al passo con i tempi, ispirata a tematiche sempre attuali: comunità e ambiente.
QUALCHE FOTO STORICA DELL'EVENTO
La manifestazione nacque nel 1970 su iniziativa dell’allora nuovo parroco di Tremenico, don Emilio Lorvetti, originario di Busto Arsizio e inviato in Valvarrone dall’arcivescovo di Milano Giovanni Colombo, dopo aver prestato servizio nelle comunità di Quinto Stampi e Novate Milanese tra il 1966 e il 1970. La volontà di don Emilio, come ricordato nell’omelia di ieri mattina da don Andrea Molteni: «era quella di creare una giornata durante la quale tutta la comunità potesse riunirsi e vivere un momento insieme tra amici e parenti, ponendo però anche un accento più profondo sulla valorizzazione dei prodotti del territorio, le castagne in particolare, e sulla cura dell’ambiente montano».

L’attenzione di don Emilio per la cura della Terra e dell’ambiente fu una visione spirituale che lo accompagnò per tutta la vita pastorale, diventando un vero e proprio stile di vita, in particolare durante il suo ultimo mandato nella parrocchia di Barni, dove rimase dal 1986 al 2018. Il suo impegno per la valorizzazione e la cura del territorio, concretizzatosi nella creazione di una vera e propria cooperativa con bestiame e orti, prima a Tremenico e successivamente a Barni, contribuì a consolidare un rapporto di amicizia e stima anche con il cardinale Carlo Maria Martini, successore di Colombo alla guida dell’arcidiocesi di Milano. Nel 1983, proprio Carlo Maria Martini visitò Tremenico in occasione di una visita pastorale.


La festa è proseguita negli anni, attraverso evoluzioni e cambiamenti, fino all’edizione di ieri, che ha visto la partecipazione di circa 100 persone. Dopo la messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Agata, i partecipanti si sono ritrovati nella tensostruttura allestita nel campo sportivo del paese per il pranzo organizzato dall’associazione «18° Tornante».


Nel pomeriggio, intorno alle 16, si è svolta la tombola, mentre le castagne venivano cotte con la tradizione padella in ferro sul fuoco da alcuni volontari, per essere poi servite ai presenti. Il ricavato della vendita delle caldarroste sarà devoluto alla parrocchia di Tremenico. Una tradizione insomma che continua e cerca di restare al passo con i tempi, ispirata a tematiche sempre attuali: comunità e ambiente.
T.P.



















