Malgrate accoglie don Luca: 'senteo che il Signore continua a servirsi di me e questo mi dà pace'
Malgrate questo pomeriggio ha accolto ufficialmente il suo nuovo parroco, don Luca Rognone, in paese ormai da qualche settimana dopo aver rilevato don Andrea Lotterio, trasferito.

Per il giovane sacerdote originario di Melzo, si tratta del secondo incarico in terra lecchese: classe 1983, ordinato nel 2009, è stato infatti già coadiutore a Merate.

Alla celebrazione odierna, così, con il sindaco malgratese Michele Peccati, ha preso parte, in fascia tricolore, anche Valeria Marinari, vicesindaca meratese. Prima di approdare a Malgrate, assumendo per la prima volta l’incarico di parroco, don Luca era invece a Samarate, con fedeli della comunità pastorale Maria Madre della Speranza giunti appositamente sul lago per accompagnarlo all’inizio di quello che è stato paragonato a un nuovo viaggio.

“Entrare in una nuova comunità è come prendere il largo su una barca che è già stata guidata da molte mani” è stato detto, all’inizio della funzione, presieduta dal vicario generale della Diocesi, mons. Franco Agnesi alla presenza di diversi sacerdoti, incluso il prevosto di Lecco mons. Bortolo Uberti.

“La nostra parrocchia è fatta di famiglie che cercano di essere piccole Chiese domestiche, di bambini e di ragazzi con la loro sete di vero e di giovani in cerca di una guida affidabile. Oggi Malgrate ti accoglie come un padre e come un fratello. La forza della nostra comunità non risiede nell'efficienza delle strutture, ma nella fede delle nostre persone: cammineremo al tuo fianco e metteremo a disposizione il nostro tempo e il nostro talento per condividere la responsabilità della cura della casa di Dio e delle persone che la abitano. Ti auguriamo di sentire la nostra comunità come la tua casa, nel calore degli sguardi e nelle amicizie sincere. Buon cammino don Luca" con queste parole il nuovo parroco è stato accolto dal Consiglio Parrocchiale e dalla comunità di San Leonardo, dopo che, prima dell’inizio della funzione, era stato il sindaco a nome dell’intero paese a rivolgergli in benvenuto.

Nel corso della celebrazione è stato letto questo passo del Vangelo secondo Matteo (21, 10-17): "In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera". Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: "Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode"?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte".

Don Luca ha introdotto la sua riflessione riprendendo questa domanda: 'Chi è costui?': "Anche a Malgrate è stata posta questa domanda all'annuncio del nuovo parroco, soprattutto quando si è venuto a sapere che era la prima volta che avrebbe fatto il parroco. Non ho meriti particolari o qualità straordinarie: sono una persona normalissima, contenta di essere prete. Sento che il Signore continua a servirsi di me come vuole e questo mi dà pace, perché mi permette di non confidare sui miei mezzi umani. Sento che la Sua grazia, il Suo amore e la Sua potenza si servono di me per servire questa comunità, da oggi, con voi. Noi tutti insieme siamo Chiesa. Questa sera vorrei chiedere che la mia voce, come quella dei bambini nel passo del Vangelo che abbiamo appena letto, sia sempre in grado di pregare, di gioire e di chiamare il Signore. Sento di essere già in debito con molti di voi, perché sento che voi pregate già per me e che mi accompagnerete in questo nuovo cammino".

Per il giovane sacerdote originario di Melzo, si tratta del secondo incarico in terra lecchese: classe 1983, ordinato nel 2009, è stato infatti già coadiutore a Merate.

Alla celebrazione odierna, così, con il sindaco malgratese Michele Peccati, ha preso parte, in fascia tricolore, anche Valeria Marinari, vicesindaca meratese. Prima di approdare a Malgrate, assumendo per la prima volta l’incarico di parroco, don Luca era invece a Samarate, con fedeli della comunità pastorale Maria Madre della Speranza giunti appositamente sul lago per accompagnarlo all’inizio di quello che è stato paragonato a un nuovo viaggio.

“Entrare in una nuova comunità è come prendere il largo su una barca che è già stata guidata da molte mani” è stato detto, all’inizio della funzione, presieduta dal vicario generale della Diocesi, mons. Franco Agnesi alla presenza di diversi sacerdoti, incluso il prevosto di Lecco mons. Bortolo Uberti.

“La nostra parrocchia è fatta di famiglie che cercano di essere piccole Chiese domestiche, di bambini e di ragazzi con la loro sete di vero e di giovani in cerca di una guida affidabile. Oggi Malgrate ti accoglie come un padre e come un fratello. La forza della nostra comunità non risiede nell'efficienza delle strutture, ma nella fede delle nostre persone: cammineremo al tuo fianco e metteremo a disposizione il nostro tempo e il nostro talento per condividere la responsabilità della cura della casa di Dio e delle persone che la abitano. Ti auguriamo di sentire la nostra comunità come la tua casa, nel calore degli sguardi e nelle amicizie sincere. Buon cammino don Luca" con queste parole il nuovo parroco è stato accolto dal Consiglio Parrocchiale e dalla comunità di San Leonardo, dopo che, prima dell’inizio della funzione, era stato il sindaco a nome dell’intero paese a rivolgergli in benvenuto.

Nel corso della celebrazione è stato letto questo passo del Vangelo secondo Matteo (21, 10-17): "In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera". Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: "Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode"?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte".

Don Luca ha introdotto la sua riflessione riprendendo questa domanda: 'Chi è costui?': "Anche a Malgrate è stata posta questa domanda all'annuncio del nuovo parroco, soprattutto quando si è venuto a sapere che era la prima volta che avrebbe fatto il parroco. Non ho meriti particolari o qualità straordinarie: sono una persona normalissima, contenta di essere prete. Sento che il Signore continua a servirsi di me come vuole e questo mi dà pace, perché mi permette di non confidare sui miei mezzi umani. Sento che la Sua grazia, il Suo amore e la Sua potenza si servono di me per servire questa comunità, da oggi, con voi. Noi tutti insieme siamo Chiesa. Questa sera vorrei chiedere che la mia voce, come quella dei bambini nel passo del Vangelo che abbiamo appena letto, sia sempre in grado di pregare, di gioire e di chiamare il Signore. Sento di essere già in debito con molti di voi, perché sento che voi pregate già per me e che mi accompagnerete in questo nuovo cammino".
G.I.




















