Lecco - Bergamo: 'si metta in sicurezza la 639 nel tratto Bisone - Levata - Sala'.
Non venga dimenticata la 639. Si metta in sicurezza il tratto tra Bisone - Levata - Sala, iniziando dalle piccole attenzioni per le buche fino ad arrivare all'adeguamento del calibro stradale, magari realizzando anche una ciclopedonale laddove manca perfino il marciapiede.

Questa la richiesta avanzata ieri, mentre al Pirellone si discute il piano della mobilità e dei trasporti, dal sindaco di Monte Marenzo Paola Colombo spalleggiata dalla collega cisanese Antonella Sesana e dal primo cittadino calolziese Marco Ghezzi nel corso di un incontro pubblico alla presenza dei consiglieri regionali lecchesi Mauro Piazza (Lega), Giacomo Zamperini (Fratelli d'Italia) e Gianmario Fragomeli (PD) nonché del dem bergamasco Davide Casati e del delegato alla viabilità di Villa Locatelli Mattia Micheli.

Assente - perché non invitata - ANAS, titolare dell'arteria a cui necessariamente ci si dovrà appellare. O a cui ci si sarebbe dovuti già rivolgere, come sottolineato dai cittadini (tra i quali molti "politici") che hanno riempito la sala mensa della Kong, inusuale ma funzionale - essendo baricentrica e proprio sulla 639 - location per un confronto a tratti surreale, come rimarcato dalla stessa platea. Arrivare ora a chiedere attenzioni per lo spezzone già esistente di Lecco-Bergamo escluso da tutti i lotti di cui si compone la "Variante" già avviati o in fase di progettazione, rasenta infatti il ridicolo.

Non per la domanda in sé, legittima, chiaramente, anche solo per il tasso di incidentalità, con vite periodicamente spezzate sul quell'asfalto. Ma per l'evidente assenza di una visione globale e armonica circa il mega intervento che nell'anno del mai - viste le tempistiche - dovrebbe collegare la città del Matitone a quella delle Mura Veziane. E la completa mancanza di una lista di priorità basata sull'oggi.

La situazione per la Variante alla 639 è questa. Sul fronte bergamasco si sta realizzando il lotto 1, l'unico già in cantiere, lungo circa 2 km, con una galleria artificiale, un ponte sul torrente Sonna e tre rotatorie tra la SP 169 a Villa d'Adda (sotto il Boschetto) e vie Tre Fontane a Cisano. Senza il 2 (il raccordo con la 639, previsto non prima del 2032) e senza la prosecuzione, dall'altro capo, poi, nell'Isola, rischia di restare cattedrale nel deserto, anche perché è il segmento meno utile per decongestionare il traffico.
Su quello lecchese, per il lotto San Girolamo (Chiuso-Calolzio), dopo le note vicissitudini e dopo il passaggio a SIMICO, si è in attesa del disegno esecutivo mentre per il lotto Lavello (fino alla rotonda del ponte Cantù) si ha giusto la copertura finanziaria per la progettazione.

Nel mezzo, per l'appunto, il tratto su cui ieri si sono accesi i riflettori, quel pezzo di Lecco-Bergamo già esistente, oggi ulteriormente "stressato" con la chiusura del ponte di Brivio e che in futuro collegherà i due lotti orobici e i due lariani, ma per il quale non è previsto nulla, come rimarcato dalla sindaca Sesana.

Pur essendo oggettivamente lo spezzone già ora più pericoloso, per via della carreggiata stretta, con le due corsie che, pur essendo a norma, non permettono in alcuni punti il passaggio fluente in simultanea di mezzi pesanti, trasformandosi così, nelle ore di punta, in una trappola - non aggirabile - anche per i mezzi di soccorso, come sottolineato ieri anche da una residente seduta tra il pubblico accodandosi alla descrizione resa dalla sindaca Colombo, pronta a evidenziare anche le difficoltà nel veder "curato" il manto stradale, le continue uscite di strada, l'assenza dell'illuminazione, la mancanza di protezione per pedoni e ciclisti...

Recuperare dati e avviare uno studio sull'incidentalità il suggerimento del consigliere Zamperini, ritendo il tema della sicurezza la leva giusta per ottenere attenzione.
Puntare a far inserire nel contratto di programma Ministero-ANAS la parte relativa alle infrastrutture di nuova realizzazione e, prima ancora, a ricevere risorse nell'ambito almeno della programmazione - da parte di ANAS - delle manutenzioni annuali, l'aspetto su cui ha insistito il sottosegretario Piazza, sottolineando come il tratto Bisone - Levata - Sala sia il lotto più semplice a cui metter mano e impegnandosi ad organizzare da qui ad un mese un incontro tra la società e le due Province coinvolte.

Massima disponibilità, lato Lecco, è stata espressa dal delegato alla viabilità, nonché vicepresidente dell'Ente, Micheli, garantendo il supporto per mettere i Comuni interessati nelle condizioni di arrivare a chiedere l'adeguamento del calibro stradale e magari la ciclopista.

Scettico, sulla realizzabilità di quest'ultima per via della presenza di tanti "ostacoli", il sindaco di Calolzio calcolando, invece, spannometricamente in qualche decina di milioni la cifra necessaria per allargare la carreggiata, ben poca cosa rispetto ai costi monster degli altri lotti. "Mi rendo conto che nessuno possa fare promesse, i tempi sono comunque molto molto lunghi" la sua chiosa pragmatica. Iniziare a far pressione, facendo valere le istanze del territorio, lo scopo ribadito dalle colleghe di Cisano e Monte Marenzo, dando appuntamento alla cittadinanza prima della fine dell'anno per gli aggiornamenti.

Paola Colombo
Questa la richiesta avanzata ieri, mentre al Pirellone si discute il piano della mobilità e dei trasporti, dal sindaco di Monte Marenzo Paola Colombo spalleggiata dalla collega cisanese Antonella Sesana e dal primo cittadino calolziese Marco Ghezzi nel corso di un incontro pubblico alla presenza dei consiglieri regionali lecchesi Mauro Piazza (Lega), Giacomo Zamperini (Fratelli d'Italia) e Gianmario Fragomeli (PD) nonché del dem bergamasco Davide Casati e del delegato alla viabilità di Villa Locatelli Mattia Micheli.

Assente - perché non invitata - ANAS, titolare dell'arteria a cui necessariamente ci si dovrà appellare. O a cui ci si sarebbe dovuti già rivolgere, come sottolineato dai cittadini (tra i quali molti "politici") che hanno riempito la sala mensa della Kong, inusuale ma funzionale - essendo baricentrica e proprio sulla 639 - location per un confronto a tratti surreale, come rimarcato dalla stessa platea. Arrivare ora a chiedere attenzioni per lo spezzone già esistente di Lecco-Bergamo escluso da tutti i lotti di cui si compone la "Variante" già avviati o in fase di progettazione, rasenta infatti il ridicolo.

L'incidente mortale dell'estate 2025
Non per la domanda in sé, legittima, chiaramente, anche solo per il tasso di incidentalità, con vite periodicamente spezzate sul quell'asfalto. Ma per l'evidente assenza di una visione globale e armonica circa il mega intervento che nell'anno del mai - viste le tempistiche - dovrebbe collegare la città del Matitone a quella delle Mura Veziane. E la completa mancanza di una lista di priorità basata sull'oggi.

La situazione per la Variante alla 639 è questa. Sul fronte bergamasco si sta realizzando il lotto 1, l'unico già in cantiere, lungo circa 2 km, con una galleria artificiale, un ponte sul torrente Sonna e tre rotatorie tra la SP 169 a Villa d'Adda (sotto il Boschetto) e vie Tre Fontane a Cisano. Senza il 2 (il raccordo con la 639, previsto non prima del 2032) e senza la prosecuzione, dall'altro capo, poi, nell'Isola, rischia di restare cattedrale nel deserto, anche perché è il segmento meno utile per decongestionare il traffico.
Su quello lecchese, per il lotto San Girolamo (Chiuso-Calolzio), dopo le note vicissitudini e dopo il passaggio a SIMICO, si è in attesa del disegno esecutivo mentre per il lotto Lavello (fino alla rotonda del ponte Cantù) si ha giusto la copertura finanziaria per la progettazione.

Auto fuori strada

Altro mezzo finito nella cunetta laterale

Antonella Sesana
Pur essendo oggettivamente lo spezzone già ora più pericoloso, per via della carreggiata stretta, con le due corsie che, pur essendo a norma, non permettono in alcuni punti il passaggio fluente in simultanea di mezzi pesanti, trasformandosi così, nelle ore di punta, in una trappola - non aggirabile - anche per i mezzi di soccorso, come sottolineato ieri anche da una residente seduta tra il pubblico accodandosi alla descrizione resa dalla sindaca Colombo, pronta a evidenziare anche le difficoltà nel veder "curato" il manto stradale, le continue uscite di strada, l'assenza dell'illuminazione, la mancanza di protezione per pedoni e ciclisti...

Davide Casati, Mauro Piazza e Mattia Micheli
Recuperare dati e avviare uno studio sull'incidentalità il suggerimento del consigliere Zamperini, ritendo il tema della sicurezza la leva giusta per ottenere attenzione.
Puntare a far inserire nel contratto di programma Ministero-ANAS la parte relativa alle infrastrutture di nuova realizzazione e, prima ancora, a ricevere risorse nell'ambito almeno della programmazione - da parte di ANAS - delle manutenzioni annuali, l'aspetto su cui ha insistito il sottosegretario Piazza, sottolineando come il tratto Bisone - Levata - Sala sia il lotto più semplice a cui metter mano e impegnandosi ad organizzare da qui ad un mese un incontro tra la società e le due Province coinvolte.

Gianmario Fragomeli e Giacomo Zamperini
Massima disponibilità, lato Lecco, è stata espressa dal delegato alla viabilità, nonché vicepresidente dell'Ente, Micheli, garantendo il supporto per mettere i Comuni interessati nelle condizioni di arrivare a chiedere l'adeguamento del calibro stradale e magari la ciclopista.

Marco Ghezzi
Scettico, sulla realizzabilità di quest'ultima per via della presenza di tanti "ostacoli", il sindaco di Calolzio calcolando, invece, spannometricamente in qualche decina di milioni la cifra necessaria per allargare la carreggiata, ben poca cosa rispetto ai costi monster degli altri lotti. "Mi rendo conto che nessuno possa fare promesse, i tempi sono comunque molto molto lunghi" la sua chiosa pragmatica. Iniziare a far pressione, facendo valere le istanze del territorio, lo scopo ribadito dalle colleghe di Cisano e Monte Marenzo, dando appuntamento alla cittadinanza prima della fine dell'anno per gli aggiornamenti.
A.M.





















