Per una casa di 80 metri quadri servono 4,8 anni di reddito a Lecco, 4,2 a Merate

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Quanto pesa la casa sul reddito di chi vive in provincia di Lecco? Il portale di stime immobiliari Quadrivo ha provato a misurarlo comune per comune. Nel capoluogo, per pagare una casa di 80 metri quadri, un contribuente con il reddito netto medio della città dovrebbe mettere da parte tutto quello che guadagna per quasi cinque anni: 4,8, per la precisione. A Merate ne basterebbero 4,2, a Casatenovo 4.
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Il conto mette insieme due dati pubblici: i redditi dell'anno d'imposta 2024 diffusi dal Dipartimento delle Finanze e le quotazioni immobiliari dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia delle Entrate relative al secondo semestre 2025. Sulle stesse quotazioni Quadrivo calcola per ognuno degli 84 comuni un numero di sintesi, il "valore centrale", che mostra quanto cambi il valore delle case da una zona all'altra della provincia. Si va dai 1.850 euro al metro quadro di Varenna ai 910 di Morterone, con Lecco a 1.500, Merate a 1.310 e Casatenovo a 1.200. 
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Nel confronto con il resto della Lombardia la provincia di Lecco si colloca nella prima metà della classifica. Con 1.200 euro al metro quadro ha lo stesso valore di Varese e sta appena sotto Como (1.230), mentre più in alto ci sono Monza e Brianza (1.550) e Milano (1.530). Più in basso si trovano Lodi (1.100), Brescia (1.070), Bergamo e Sondrio (1.000), Pavia (850), Cremona e Mantova (630). Sempre secondo Quadrivo, la mediana dei comuni lombardi è di 1.100 euro e quella italiana, calcolata su 7.871 comuni, di 840.
All'interno della provincia i valori più alti si trovano sul lago e in Valsassina. Varenna è in testa con 1.850 euro e nelle sue due zone le quotazioni vanno da 1.500 a 2.200 euro al metro quadro. Segue Lierna, a 1.600, e poi un terzetto a 1.500 formato da Lecco, Cremeno e Moggio. Poco sotto ci sono Barzio (1.450), Abbadia Lariana e Mandello del Lario (1.440). Gli undici comuni che arrivano almeno a 1.400 euro si completano con Missaglia (1.430), Cassina Valsassina e Cernusco Lombardone (1.400): Missaglia e Cernusco sono gli unici della Brianza.
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Lecco è anche il comune con le differenze tra i vari rioni e le quotazioni vanno da 1.050 a 2.300 euro al metro quadro. Per le abitazioni civili i valori più alti sono a Castello-Acquate, tra 1.650 e 2.300 euro, e nelle due zone del centro, tra 1.600 e 2.200 la prima e tra 1.500 e 2.000 la seconda. Nelle altre zone semicentrali, Santo Stefano-zona Turati e Pescarenico-Caleotto-Belledo, si parte rispettivamente da 1.400 e da 1.300 euro e si arriva a 1.900 e a 1.750. In periferia, da Bonacina a Maggianico, da Germanedo a Rancio e San Giovanni, le quotazioni partono da 1.200-1.250 euro e arrivano al massimo a 1.650-1.800. Si scende ancora a Malavedo-Laorca, tra 1.200 e 1.500 euro, e nella zona rurale, tra 1.050 e 1.300. Le ville e i villini del centro toccano i 2.800 euro al metro quadro, mentre gli affitti delle abitazioni civili vanno da 4,2 a 9,3 euro al metro quadro al mese.
Attorno al capoluogo quasi tutti i comuni restano sopra il valore provinciale di 1.200 euro: Malgrate è a 1.360, Ballabio a 1.350, Galbiate e Valmadrera a 1.310, Oliveto Lario a 1.280, Pescate a 1.230, Civate e Garlate a 1.210. Fanno eccezione Olginate, con 1.150 euro, e Valgreghentino, con 1.120. In Valle San Martino il valore più alto è quello di Calolziocorte, 1.230 euro, seguito da Vercurago (1.200), Monte Marenzo (1.150), Carenno (1.130) ed Erve (1.120).
Nel Meratese i primi tre posti sono di Cernusco Lombardone (1.400 euro), Osnago (1.390) e Montevecchia (1.380). Merate, con 1.310 euro, è dietro anche a Imbersago (1.330). Il motivo sta in parte nel modo in cui è costruito il valore centrale: Cernusco, Montevecchia e Imbersago hanno una sola zona, mentre Merate ne ha quattro e il suo valore è la mediana di tutte. Guardando le singole zone il quadro cambia.
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Nel centro edificato di Merate le quotazioni vanno da 1.300 a 1.650 euro, con un massimo più alto di quelli di Cernusco e Montevecchia, fermi a 1.600, e pari a quello di Osnago. Nella zona nord, che comprende Sartirana, Cassina, Cicognola e Sabbioncello, si va da 1.200 a 1.450 euro, a Pagnano da 1.150 a 1.450 e a Brugarolo da 1.100 a 1.400. Negli altri comuni del Meratese i valori stanno tra i 1.290 euro di La Valletta Brianza e Paderno d'Adda e i 1.150 di Santa Maria Hoè: Brivio è a 1.230, Calco, Lomagna, Robbiate e Verderio a 1.200, Airuno e Olgiate Molgora a 1.180.
Nel Casatese spicca Missaglia, che con 1.430 euro è nona in tutta la provincia. Gli altri comuni stanno più in basso: Barzanò e Monticello Brianza a 1.250 euro, Casatenovo, Bulciago e Cassago Brianza a 1.200, Cremella a 1.150 e Sirtori a 1.130. Barzago e Viganò, a 1.080 euro, sono insieme a Castello di Brianza i comuni con il valore più basso della provincia, se si escludono quattro paesi di montagna: Pagnona, Parlasco, Sueglio e Morterone. Casatenovo, diviso in cinque zone, ha quotazioni che vanno da 950 a 1.600 euro. Nell'Oggionese il valore più alto è quello di Oggiono, 1.380 euro. Seguono Bosisio Parini, Costa Masnaga e Molteno a 1.280, mentre Ello è a 1.100.
Sul resto del lago i valori più alti sono quelli di Dervio (1.360) e Perledo (1.350), seguiti da Colico (1.330), Bellano (1.180) e Dorio (1.150). Colico e Bellano hanno però intervalli ampi, che arrivano fino a 1.800 euro. Negli altri comuni di montagna i valori scendono: si parte dai 1.300 euro di Introbio e si arriva ai 1.000 di Pagnona, Parlasco e Sueglio. Ultima in provincia è Morterone, con 910 euro al metro quadro e un intervallo tra 750 e 1.100. 
Più delle posizioni, comunque, contano le distanze, che spesso sono minime. Più di metà dei comuni, 54 su 84, ha un valore centrale compreso tra 1.100 e 1.300 euro, estremi inclusi, e dieci hanno esattamente lo stesso valore, 1.200 euro. In questa fascia basta una differenza di venti euro per passare dal 41° al 51° posto.
Per gli affitti il valore della provincia è di 4,7 euro al metro quadro al mese: è la mediana dei comuni per i quali il dato è disponibile. Anche qui il comune più caro è Varenna, con 7,2 euro, davanti a Lecco (6,2) e Lierna (6,1); il valore più basso è quello di Viganò, 3,6 euro. A Merate il valore centrale è di 5,3 euro, con quotazioni che vanno da 4,6 a 6,6. Mettendo a confronto affitti e valori di vendita, Quadrivo calcola anche un "rendimento lordo", cioè il canone di un anno diviso per il valore di vendita, entrambi calcolati sui valori centrali. In provincia la mediana dei comuni è del 4,6 per cento, con valori che vanno dal 4,0 di Viganò al 5,2 di Ballabio e Lomagna.
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Tornando al conto da cui siamo partiti, quello degli "anni di reddito", Quadrivo prende il valore centrale di ogni comune, lo moltiplica per 80 metri quadri e divide il risultato per il reddito netto medio per contribuente del comune, calcolato sulle dichiarazioni IRPEF dell'anno d'imposta 2024: il reddito complessivo meno IRPEF netta e addizionali, più il trattamento integrativo. A Lecco, al valore centrale, 80 metri quadri corrispondono a 120.000 euro, a fronte di un reddito netto medio di 25.198 euro calcolato su 36.762 contribuenti. A Merate i conti danno 104.800 euro contro 24.983, su 11.846 contribuenti.
Il portale stesso invita alla prudenza sui comuni più piccoli, dove bastano pochi redditi alti o bassi per spostare la media: per questo, nella sua classifica nazionale, considera solo i comuni con almeno 5.000 contribuenti. Fatta questa premessa, in provincia il valore più alto è quello di Cremeno, con 5,6 anni, seguito da Barzio (5,3), Lierna (5,2), Varenna, Moggio e Margno (5,1). Il più basso è quello di Ello, con 3,3 anni, preceduto da Sirtori e Viganò (3,5). Curioso il caso di Montevecchia: è tredicesima per valore delle case, con 1.380 euro, ma per 80 metri quadri servono 3,9 anni di reddito, contro i 4,5 di Oggiono, che ha lo stesso valore centrale.
In Lombardia la mediana dei comuni è di 4,1 anni, in Italia di 3,6. Tra i 106 capoluoghi di provincia Lecco è al 55° posto, in una classifica che parte da quelli dove servono più anni: in testa c'è Bolzano con 10,7, seguita da Milano con 10,4, mentre Monza è a 7,0, Como a 6,8, Sondrio e Varese a 4,4. Quadrivo precisa infine che l'indicatore non corrisponde alla rata di un mutuo e che il reddito considerato è individuale, non familiare: "con due redditi in casa gli anni si dimezzano".
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