A Lecco 1.098 bambini fino a 6 anni vivono in povertà
A Lecco, la povertà infantile ha un numero preciso: 1.098 bambini tra zero e sei anni. Un dato che colloca la città al decimo posto tra i comuni per numero assoluto di minori di questa fascia d’età in povertà assoluta. Ma per capire che cosa racconti davvero questa cifra, occorre guardarla da più prospettive.
Il contesto è quello della Lombardia e delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, dove quasi 80.000 bambini tra zero e sei anni vivono in povertà: in media uno su otto, fino a uno su cinque nei comuni a reddito più basso. A stimarlo, comune per comune, è l’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, per conto di Fondazione Cariplo. Il fenomeno, inoltre, non riguarda soltanto le famiglie di origine straniera: dei quasi 80.000 bambini stimati, circa 28.000 vivono in famiglie di soli italiani.
Dove si colloca Lecco in questo quadro? Se il numero assoluto la porta tra i primi dieci comuni, l’incidenza sul totale dei bambini della stessa fascia d’età risulta sotto la media. Non è una contraddizione: soprattutto nei centri più popolosi, un numero elevato di minori in povertà può convivere con una percentuale relativamente più contenuta.
Cambiando prospettiva, però, emerge un segnale più critico. Una seconda lettura, basata su indicatori di vulnerabilità, colloca Lecco molto sopra la media nella classificazione dei comuni per incidenza stimata della povertà infantile. Questo approccio considera, tra gli altri aspetti, le condizioni dei minori che vivono in famiglie numerose e con redditi bassi. Nell’intera area di azione di Fondazione Cariplo, la metodologia stima circa 26.000 bambini poveri tra zero e sei anni, con un’incidenza media del 4,8%. È una stima indicata come per difetto, perché circoscritta a specifiche condizioni familiari.
La combinazione dei due criteri colloca dunque Lecco in una fascia di medio rischio. Un quadro articolato, al quale si aggiunge la lettura dei servizi presenti sul territorio: nella classificazione riferita alle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), al territorio lecchese è assegnato il livello di priorità 5, il più basso della scala utilizzata. I servizi risultano infatti già attivi e potenzialmente utilizzabili per affrontare il tema della povertà infantile.
I dati, insomma, non si lasciano riassumere in un’unica etichetta. Invitano piuttosto a una domanda: come rivolgere un’attenzione più mirata a queste situazioni di fragilità, valorizzando gli strumenti già disponibili?
Proprio da questo studio prende le mosse 'Anita Reti Mille', il bando da 5 milioni di euro lanciato da Fondazione Cariplo. L’obiettivo è creare nei territori, compreso quello lecchese, reti capaci di intercettare le famiglie più fragili nei primi mille giorni di vita dei figli, sul modello di una rete già attiva a Milano. Per il territorio dell’ASST di Lecco, il contributo massimo richiedibile è di 150.000 euro. Le domande andranno presentate entro il 18 febbraio.
Il contesto è quello della Lombardia e delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, dove quasi 80.000 bambini tra zero e sei anni vivono in povertà: in media uno su otto, fino a uno su cinque nei comuni a reddito più basso. A stimarlo, comune per comune, è l’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, per conto di Fondazione Cariplo. Il fenomeno, inoltre, non riguarda soltanto le famiglie di origine straniera: dei quasi 80.000 bambini stimati, circa 28.000 vivono in famiglie di soli italiani.
Dove si colloca Lecco in questo quadro? Se il numero assoluto la porta tra i primi dieci comuni, l’incidenza sul totale dei bambini della stessa fascia d’età risulta sotto la media. Non è una contraddizione: soprattutto nei centri più popolosi, un numero elevato di minori in povertà può convivere con una percentuale relativamente più contenuta.
Cambiando prospettiva, però, emerge un segnale più critico. Una seconda lettura, basata su indicatori di vulnerabilità, colloca Lecco molto sopra la media nella classificazione dei comuni per incidenza stimata della povertà infantile. Questo approccio considera, tra gli altri aspetti, le condizioni dei minori che vivono in famiglie numerose e con redditi bassi. Nell’intera area di azione di Fondazione Cariplo, la metodologia stima circa 26.000 bambini poveri tra zero e sei anni, con un’incidenza media del 4,8%. È una stima indicata come per difetto, perché circoscritta a specifiche condizioni familiari.
La combinazione dei due criteri colloca dunque Lecco in una fascia di medio rischio. Un quadro articolato, al quale si aggiunge la lettura dei servizi presenti sul territorio: nella classificazione riferita alle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), al territorio lecchese è assegnato il livello di priorità 5, il più basso della scala utilizzata. I servizi risultano infatti già attivi e potenzialmente utilizzabili per affrontare il tema della povertà infantile.
I dati, insomma, non si lasciano riassumere in un’unica etichetta. Invitano piuttosto a una domanda: come rivolgere un’attenzione più mirata a queste situazioni di fragilità, valorizzando gli strumenti già disponibili?
Proprio da questo studio prende le mosse 'Anita Reti Mille', il bando da 5 milioni di euro lanciato da Fondazione Cariplo. L’obiettivo è creare nei territori, compreso quello lecchese, reti capaci di intercettare le famiglie più fragili nei primi mille giorni di vita dei figli, sul modello di una rete già attiva a Milano. Per il territorio dell’ASST di Lecco, il contributo massimo richiedibile è di 150.000 euro. Le domande andranno presentate entro il 18 febbraio.





















