Lecco: pianoforte e immagini in dialogo chiudono la mostra di Nicola Villa

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Con un “concerto audiovisivo”, un dialogo tra pianoforte e immagini, si è conclusa, ieri sera all’auditorium della Casa dell’economia, la mostra diffusa dell’artista Nicola Villa che ha tenuto banco a Lecco dal mese di giugno a sostegno dell’Acmt, l’associazione per le cure palliative, in occasione del trentesimo di fondazione.
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“Oltre lo sguardo” era il titolo dell’appuntamento di ieri sera che ha visto sul palco Dado Moroni, uno dei più celebri pianisti jazz italiani, lo stesso Villa coadiuvato per gli effetti elettronici da Mauro Spagnoli.
Tra gli esperimenti, l’Herbarium e cioè un’installazione alimentata gli impulsi dati dalle piante in grado di produrre suoni per mezzo di un elaboratore, così come già visto in due dei poli della mostra di Nicola Villa, quello di Palazzo Belgiojoso a Castello e all’ospedale Manzoni. 
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Il concerto è stato appunto accompagnato dalle immagini elaborate da Villa e Spagnoli proiettate su tre maxischermi; per lo più forme che si disfacevano e ricomponevano. Immagini non casuali perché parte della ricerca a cui Villa si sta dedicando da qualche tempo, un nuovo ambito di sperimentazione confermando il rinnovamento continuo al quale l’artista, nato e cresciuto a Olginate e ora trasferitosi a Genova, sottopone la propria attività artistica, cominciata dalle tele tradizionali e seguendo un filone figurativo per approdare a esperienze le più differenti.
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La serata è stata introdotta dalla presidente dell’Acmt, Alessandra Cranchi, e si è poi sviluppata appunto tra musiche, suoni elettronici, immagini e momenti di autentica improvvisazione, con tanto di finale “famigliare” quando Moroni e il figlioletto e un paio di giovanissimi amici di famiglia hanno presentato la canzoncina giocosa di una foca monaca che distribuisce manrovesci ai bagnanti composta in compagnia in un momento di svago.
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La mostra di Nicola Villa, con il titolo di “Traiettorie di attimi”, come detto, si è sviluppata in diverse sedi a partire dallo scorso mese di giugno: l’hospice dell’ospedale Manzoni, la Torre Viscontea, Palazzo delle paure, la piazza XX Settembre, Palazzo Belgiojoso, la basilica di San Nicolò.
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A chiusura della rassegna, inoltre à anche arrivato il catalogo «che non è un catalogo ma il tentativo di raccontare con parole e immagini» quella che più che una mostra è stata una festa, come spiega il curatore, il critico e storico dell’arte Michele Tavola.

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D.C.
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