Malgrate: il saluto a don Andrea, con la cittadinanza onoraria
Un riconoscimento per oltre quattordici anni trascorsi accanto alla comunità, condividendone la vita quotidiana, le gioie e le difficoltà. Malgrate ha conferito la cittadinanza onoraria a don Andrea Lotterio, sacerdote uscente dalla parrocchia di San Leonardo, che proseguirà il proprio servizio pastorale a Eupilio. La consegna in Comune e la celebrazione in Chiesa hanno scandito un saluto carico di gratitudine e commozione nel giorno dedicato a San Francesco.

A esprimere il ringraziamento dell’amministrazione è stato il sindaco Michele Peccati, che ha sottolineato la capacità del sacerdote di ''inserirsi nella comunità e costruire legami forti. Una presenza costante e qualificata, capace di promuovere coesione, dialogo e partecipazione, offrendo vicinanza e collaborazione''. Il conferimento della cittadinanza onoraria ha voluto riconoscere questo impegno, apprezzato anche al di fuori dell’ambito strettamente religioso.

Alla cerimonia è intervenuta anche il questore di Lecco, Stefania Marrazzo, che ha ricordato il servizio di don Andrea come cappellano della Questura. Ha posto l'accento sulla sua ''capacità di ascoltare persone di ogni età e di offrire fiducia e speranza nei momenti difficili''. Marrazzo ha descritto il sacerdote come un uomo che ''non ha cercato visibilità, ma ha lavorato dietro le quinte, trovando le parole giuste per incoraggiare anche chi, come gli appartenenti alla Polizia di Stato, affronta quotidianamente situazioni complesse e spesso pesanti''.

La commozione ha accompagnato anche la messa, durante la quale don Andrea ha ripercorso ''14 anni, 8 mesi e 8 giorni vissuti insieme'' come ha tenuto precisare. Inutile nasconderlo: oggi per me è difficile scrivere e parlare - ha esordito - Questa celebrazione fa battere il cuore forte, e guardare i vostri volti fa riaffiorare una quantità infinita di ricordi''.

Il sacerdote ha ricordato il proprio ingresso a Malgrate, il 12 febbraio 2012, tornando a un pensiero espresso allora e che oggi accompagna il suo nuovo cammino: ''La comunità non è mai data dalla somma delle ricchezze e delle forze di ciascuno, ma dalla condivisione delle debolezze e delle fragilità di ognuno''. Un invito alla fraternità e all’ascolto, affiancato dal proverbio africano ''Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano''.

Nel ripercorrere il proprio servizio, don Andrea ha scelto l’immagine di un cammino condiviso: ''Io ho solo cercato di camminarvi accanto, non davanti per indicare la strada, forse dietro per non lasciare indietro nessuno, e tantissime volte in mezzo a voi, semplicemente per condividere la vita di tutti i giorni''.
Al centro del saluto, un grazie rivolto a tutta la comunità, ai collaboratori della parrocchia, alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi visti crescere, alle persone incontrate nella gioia dei battesimi e dei matrimoni, ma anche nel dolore. ''Grazie perché mi avete fatto sentire a casa fin dal primo giorno. Non mi sono mai sentito solo'', ha detto, affiancando alla riconoscenza una richiesta di perdono per ciò che non è riuscito a fare e per non aver raggiunto tutti come avrebbe voluto.

Ora si apre una nuova stagione, senza allontanarsi troppo da quella terra lecchese alla quale resta legato. Don Andrea manterrà gli altri incarichi, tra cui il servizio nella Polizia di Stato e l’impegno con associazioni, movimenti ed ecumenismo, mentre l’ingresso ufficiale nella nuova sede di Eupilio è previsto per il 25 ottobre.
Alla comunità di Malgrate ha lasciato un ultimo richiamo alla responsabilità condivisa: ''Una parrocchia non è del prete, è di chi ci vive accogliendo e annunciando il vangelo. Siete voi le pietre vive che la rendono una casa accogliente per tutti, specialmente per chi è in difficoltà’'.

Tutta la comunità si è poi potuta riunire al pranzo organizzato in oratorio, dove la condivisione di pietanze e sorrisi, ha regalato un grande saluto affettuoso al don uscente.

A esprimere il ringraziamento dell’amministrazione è stato il sindaco Michele Peccati, che ha sottolineato la capacità del sacerdote di ''inserirsi nella comunità e costruire legami forti. Una presenza costante e qualificata, capace di promuovere coesione, dialogo e partecipazione, offrendo vicinanza e collaborazione''. Il conferimento della cittadinanza onoraria ha voluto riconoscere questo impegno, apprezzato anche al di fuori dell’ambito strettamente religioso.

Alla cerimonia è intervenuta anche il questore di Lecco, Stefania Marrazzo, che ha ricordato il servizio di don Andrea come cappellano della Questura. Ha posto l'accento sulla sua ''capacità di ascoltare persone di ogni età e di offrire fiducia e speranza nei momenti difficili''. Marrazzo ha descritto il sacerdote come un uomo che ''non ha cercato visibilità, ma ha lavorato dietro le quinte, trovando le parole giuste per incoraggiare anche chi, come gli appartenenti alla Polizia di Stato, affronta quotidianamente situazioni complesse e spesso pesanti''.

La commozione ha accompagnato anche la messa, durante la quale don Andrea ha ripercorso ''14 anni, 8 mesi e 8 giorni vissuti insieme'' come ha tenuto precisare. Inutile nasconderlo: oggi per me è difficile scrivere e parlare - ha esordito - Questa celebrazione fa battere il cuore forte, e guardare i vostri volti fa riaffiorare una quantità infinita di ricordi''.

Il sacerdote ha ricordato il proprio ingresso a Malgrate, il 12 febbraio 2012, tornando a un pensiero espresso allora e che oggi accompagna il suo nuovo cammino: ''La comunità non è mai data dalla somma delle ricchezze e delle forze di ciascuno, ma dalla condivisione delle debolezze e delle fragilità di ognuno''. Un invito alla fraternità e all’ascolto, affiancato dal proverbio africano ''Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano''.

Nel ripercorrere il proprio servizio, don Andrea ha scelto l’immagine di un cammino condiviso: ''Io ho solo cercato di camminarvi accanto, non davanti per indicare la strada, forse dietro per non lasciare indietro nessuno, e tantissime volte in mezzo a voi, semplicemente per condividere la vita di tutti i giorni''.

Ora si apre una nuova stagione, senza allontanarsi troppo da quella terra lecchese alla quale resta legato. Don Andrea manterrà gli altri incarichi, tra cui il servizio nella Polizia di Stato e l’impegno con associazioni, movimenti ed ecumenismo, mentre l’ingresso ufficiale nella nuova sede di Eupilio è previsto per il 25 ottobre.
Alla comunità di Malgrate ha lasciato un ultimo richiamo alla responsabilità condivisa: ''Una parrocchia non è del prete, è di chi ci vive accogliendo e annunciando il vangelo. Siete voi le pietre vive che la rendono una casa accogliente per tutti, specialmente per chi è in difficoltà’'.

Tutta la comunità si è poi potuta riunire al pranzo organizzato in oratorio, dove la condivisione di pietanze e sorrisi, ha regalato un grande saluto affettuoso al don uscente.
M.E.




















