Colico: in tanti alla serata per prevenire le truffe
Folta partecipazione all’incontro “Insieme contro le truffe”, svoltosi ieri presso l’Auditorium Michele Ghisa di Colico.

La serata, promossa dalla Croce Rossa Italiana, Società Operaia di Mutuo Soccorso, Comune e Pro Loco, con la partecipazione del Coro Musica Viva, che ha allietato apertura e chiusura dell'iniziativa, aveva lo scopo di promuovere comportamenti consapevoli per affrontare i potenziali tentativi di raggiro che negli ultimi periodi si sono intensificati a livello nazionale, andando a coinvolgere soprattutto gli anziani.

L’incontro ha avuto come relatore il comandante della caserma dei Carabinieri di Colico che ha illustrato alcuni dei principali tentativi di truffa. A fare i saluti iniziali è stato Luciano Bettega, delegato della Società Operaia di Mutuo Soccorso, che ha ringraziato, tra gli altri, il relatore e tutti i presenti, tra cui l’assessore al Turismo Bonetti, presente in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
“La riforma Cartabia ha fatto sì che le procure e le forze dell’ordine perseguano d’ufficio le azioni di truffa nei confronti delle persone considerate particolarmente esposte, ovvero le persone over 65 anni”, ha dichiarato il maresciallo. “Vi invito a consultare il volantino realizzato dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso” - ha poi aggiunto - “è fatto molto bene”.

Per condurre la serata, il capo della stazione dei Carabinieri di Colico ha poi deciso di partire da esempi concreti: “Partirei da alcuni esempi concreti: lasciare incustodito il portafoglio al supermercato nel carrello della spesa, ad esempio, o altri comportamenti simili vanno assolutamente accantonati. Non bisogna tenere il PIN nel portafoglio, non tenere inserito sempre il contactless della carta, se possibile, perché se viene rubato, la carta può essere comunque usata fino ad un certo importo, riuscendo a sottrarre in alcuni casi anche una grande quantità di denaro.” Continua il maresciallo: “La prima regola è non avere paura di denunciare: non è colpa di chi subisce il fatto, ma di chi commette il reato. Noi possiamo sempre darvi una mano. I reati vanno comunicati il prima possibile: nella maggior parte dei casi possiamo fare qualcosa per arginare quanto fatto. Inoltre, denunciare ci permette di tenere monitorato il territorio e conoscere alcune minacce che stanno assediando il nostro territorio. La “truffa del figlio”, nella quale una persona ci comunica che un nostro caro si trova in difficoltà, o la “truffa del finto carabiniere”, nella quale il truffatore si finge un agente delle forze dell’ordine, sono due degli episodi più frequentemente registrati ultimamente. In questi casi i truffatori sfruttano le nostre debolezze, il nostro interesse di difendere un proprio familiare o la paura di aver commesso un errore a nostra insaputa.

Viene toccato anche il capitolo delle nuove tecnologie: “Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale dobbiamo fare sempre più attenzione perché, con l’evolversi della tecnologia, si è arrivati a simulare alcune voci o utilizzare alcuni audio per far sembrare che un nostro caro sia in difficoltà; la cosa fondamentale da ricordare è che nessun agente delle forze dell’ordine, in nessun caso, può richiedere somme di denaro. Il carabiniere si approccia sempre con sicurezza e serietà: se qualcuno vi bussa alla porta identificandosi come un agente, ma poi vi fa fare le cose velocemente, non avendo nessuna pazienza nei vostri confronti, questo è un grande campanello d’allarme.”

Concluso l’intervento dell'esponente dell'Arma, è stata la volta del Garante per la Tutela dei Minori e delle Fragilità, Riccardo Bettiga: “Il garante regionale è nato con lo scopo di organizzare serate come questa e creare dei volantini per sensibilizzare gli anziani su certi temi. Facciamo inoltre delle ricerche sui tentativi di truffa a livello regionale: i più truffati in Lombardia sono i giovanissimi, ma per piccole cifre, le persone anziane sono truffate, ma per cifre più alte. Vi invito anch’io, come ha fatto il maresciallo, a leggere il volantino con qualcun altro, con parenti e amici: il modo migliore per affrontare le truffe è parlarne, confrontarsi con le persone che abbiamo vicino e sensibilizzarci a vicenda. Aiutiamoci a diffondere gli episodi di truffa che ci riguardano.”

Presente anche il direttore del Distretto Socio-Sanitario di Bellano (ASST Lecco), il Dott. Antonio Giuseppe Cusumano, che è intervenuto in conclusione della serata dicendo: “Abbiamo istituito le case e gli ospedali di comunità: la casa di comunità sarà dedicata ad ospitare un nuovo centro prelievi con medici di medicina generale o di libera scelta, ma con l’importante novità rappresentata dalle numerose iniziative che saranno presenti in queste strutture. Sono luoghi che, costruiti per la comunità, saranno le possibili sedi anche di alcune attività di volontariato o di sensibilizzazione su alcune tematiche sociali”.
La serata, promossa dalla Croce Rossa Italiana, Società Operaia di Mutuo Soccorso, Comune e Pro Loco, con la partecipazione del Coro Musica Viva, che ha allietato apertura e chiusura dell'iniziativa, aveva lo scopo di promuovere comportamenti consapevoli per affrontare i potenziali tentativi di raggiro che negli ultimi periodi si sono intensificati a livello nazionale, andando a coinvolgere soprattutto gli anziani.
L’incontro ha avuto come relatore il comandante della caserma dei Carabinieri di Colico che ha illustrato alcuni dei principali tentativi di truffa. A fare i saluti iniziali è stato Luciano Bettega, delegato della Società Operaia di Mutuo Soccorso, che ha ringraziato, tra gli altri, il relatore e tutti i presenti, tra cui l’assessore al Turismo Bonetti, presente in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
“La riforma Cartabia ha fatto sì che le procure e le forze dell’ordine perseguano d’ufficio le azioni di truffa nei confronti delle persone considerate particolarmente esposte, ovvero le persone over 65 anni”, ha dichiarato il maresciallo. “Vi invito a consultare il volantino realizzato dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso” - ha poi aggiunto - “è fatto molto bene”.
Per condurre la serata, il capo della stazione dei Carabinieri di Colico ha poi deciso di partire da esempi concreti: “Partirei da alcuni esempi concreti: lasciare incustodito il portafoglio al supermercato nel carrello della spesa, ad esempio, o altri comportamenti simili vanno assolutamente accantonati. Non bisogna tenere il PIN nel portafoglio, non tenere inserito sempre il contactless della carta, se possibile, perché se viene rubato, la carta può essere comunque usata fino ad un certo importo, riuscendo a sottrarre in alcuni casi anche una grande quantità di denaro.” Continua il maresciallo: “La prima regola è non avere paura di denunciare: non è colpa di chi subisce il fatto, ma di chi commette il reato. Noi possiamo sempre darvi una mano. I reati vanno comunicati il prima possibile: nella maggior parte dei casi possiamo fare qualcosa per arginare quanto fatto. Inoltre, denunciare ci permette di tenere monitorato il territorio e conoscere alcune minacce che stanno assediando il nostro territorio. La “truffa del figlio”, nella quale una persona ci comunica che un nostro caro si trova in difficoltà, o la “truffa del finto carabiniere”, nella quale il truffatore si finge un agente delle forze dell’ordine, sono due degli episodi più frequentemente registrati ultimamente. In questi casi i truffatori sfruttano le nostre debolezze, il nostro interesse di difendere un proprio familiare o la paura di aver commesso un errore a nostra insaputa.
Viene toccato anche il capitolo delle nuove tecnologie: “Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale dobbiamo fare sempre più attenzione perché, con l’evolversi della tecnologia, si è arrivati a simulare alcune voci o utilizzare alcuni audio per far sembrare che un nostro caro sia in difficoltà; la cosa fondamentale da ricordare è che nessun agente delle forze dell’ordine, in nessun caso, può richiedere somme di denaro. Il carabiniere si approccia sempre con sicurezza e serietà: se qualcuno vi bussa alla porta identificandosi come un agente, ma poi vi fa fare le cose velocemente, non avendo nessuna pazienza nei vostri confronti, questo è un grande campanello d’allarme.”
Concluso l’intervento dell'esponente dell'Arma, è stata la volta del Garante per la Tutela dei Minori e delle Fragilità, Riccardo Bettiga: “Il garante regionale è nato con lo scopo di organizzare serate come questa e creare dei volantini per sensibilizzare gli anziani su certi temi. Facciamo inoltre delle ricerche sui tentativi di truffa a livello regionale: i più truffati in Lombardia sono i giovanissimi, ma per piccole cifre, le persone anziane sono truffate, ma per cifre più alte. Vi invito anch’io, come ha fatto il maresciallo, a leggere il volantino con qualcun altro, con parenti e amici: il modo migliore per affrontare le truffe è parlarne, confrontarsi con le persone che abbiamo vicino e sensibilizzarci a vicenda. Aiutiamoci a diffondere gli episodi di truffa che ci riguardano.”
Presente anche il direttore del Distretto Socio-Sanitario di Bellano (ASST Lecco), il Dott. Antonio Giuseppe Cusumano, che è intervenuto in conclusione della serata dicendo: “Abbiamo istituito le case e gli ospedali di comunità: la casa di comunità sarà dedicata ad ospitare un nuovo centro prelievi con medici di medicina generale o di libera scelta, ma con l’importante novità rappresentata dalle numerose iniziative che saranno presenti in queste strutture. Sono luoghi che, costruiti per la comunità, saranno le possibili sedi anche di alcune attività di volontariato o di sensibilizzazione su alcune tematiche sociali”.
T.P.




















