Cortenova: a Bindo presentato il nuovo progetto ''Circoli di Comunità''
È stato presentato ieri pomeriggio, presso il circolo Acli ''Gerry Ciresa'' di Bindo, il progetto ''Circoli di Comunità'', nato dalla collaborazione tra la Comunità pastorale Madonna della Neve, il circolo Acli di Bindo e la Fondazione Comunitaria del Lecchese.

A illustrare il progetto è stato don William Abbruzzese, che ha raccontato come, dal suo arrivo in Valsassina due anni fa, abbia avuto modo di conoscere una realtà che allora risultava chiusa e poco utilizzata.
''Parlando con il consiglio pastorale abbiamo cercato di capire come essere presenti sul territorio come Chiesa, cercando di ascoltare ciò che Papa Francesco diceva, ovvero essere una Chiesa in uscita, non fare le cose tra di noi''. Da qui l'intenzione di ''essere presenza di carità sui nostri territori''.
È nata così l'idea di collaborare con le Acli e, attraverso il dialogo con i responsabili, mettere a disposizione il circolo di Bindo per far ''rinascere le Acli'' in collaborazione con la parrocchia.

Il progetto è stato affidato anche a giovani responsabili delle Acli, con l'obiettivo di raccogliere proposte e bisogni direttamente dalle persone. ''Abbiamo intenzione di accogliere delle proposte dalle persone che hanno esigenze all'interno del territorio, ascoltando proprio le persone'', ha spiegato il sacerdote, indicando tra gli obiettivi anche l'apertura di diversi sportelli, ''da quello della famiglia a quello psicologico''.
Un percorso ancora in fase di costruzione, ma che ha già raccolto adesioni. ''Non so se riusciremo a fare tutto, ma sicuramente chi è alla guida delle Acli ha sposato in pieno le intenzioni e la comunità ha messo a disposizione gli spazi per far sì che il circolo rinasca in modo molto forte''.

Anche il consultorio di Introbio è venuto a conoscenza delle nuove intenzioni e alcune ostetriche si sono già offerte per mettere a disposizione le proprie competenze e offrire un servizio. La speranza di don William è che altre persone possano farsi avanti con idee e disponibilità, contribuendo a realizzare ''il sogno di una Chiesa in uscita''.
''Persone laiche che si impegnano nel sociale, accogliere e far conoscere le esigenze per collaborare ed essere riconosciuti come presenza feconda'' ha aggiunto il parroco.

Successivamente è intervenuto Ivano Petralli, presidente del circolo di Bindo da 15 anni, che ha ripercorso la storia del sodalizio, fondato nei primi anni Ottanta con l'obiettivo di creare un luogo di aggregazione in un paese che all'epoca non disponeva di particolari spazi di ritrovo. ''Nei primi anni tutto è stato molto partecipato, poi è andato un po' scemando. Ora abbiamo accolto con entusiasmo l'iniziativa portata avanti da Acli Lecco con la parrocchia per rilanciare l'attività di questo circolo e, con l'aiuto di tutti, riusciremo a riattivare quello che negli anni si è andato a spegnere''.

A seguire hanno preso la parola i due collaboratori di Acli Lecco, Andrea Salvalaggio e Riccardo Bassani, che hanno illustrato le attività che si vorrebbero sviluppare all'interno della struttura. Al centro, in particolare, il coinvolgimento delle nuove generazioni e la necessità di offrire loro spazi nei quali poter essere protagoniste.
Il progetto è già partito con alcune prime proposte e sono presenti giovani che hanno iniziato a utilizzare gli spazi del circolo per i propri laboratori, mantenendo comunque aperta la possibilità di accogliere nuove iniziative.

L'invito rivolto alla cittadinanza è quello di presentare ''proposte e bisogni''. Da queste indicazioni verrà quindi formato il team di lavoro. Il prossimo incontro di progettazione è previsto per il 13 ottobre e, successivamente, sono previsti appuntamenti con cadenza quindicinale per sviluppare i diversi progetti.
''Entro febbraio ci sarà l'attuazione dei progetti elaborati, grazie alla Fondazione Comunitaria del Lecchese'' è stato spiegato. Il percorso proseguirà poi con ulteriori incontri dedicati anche a capire come garantire al circolo una lunga vita, partendo dall'ascolto e dalla risposta alle necessità della popolazione.

La parola è quindi passata a Mario Tavola, in rappresentanza della Fondazione Comunitaria del Lecchese, che ha sottolineato l'importanza della ''rete e delle relazioni all'interno di un progetto come questo, che abbiamo voglia di seguire e monitorare nel tempo''.
''È un'esperienza importante per costruire reti, ma costruire relazioni lo è altrettanto, soprattutto relazioni intergenerazionali, in prospettiva dei prossimi anni e guardando al futuro'' ha aggiunto.
Un progetto che parte dalla ''lettura del territorio'', nel quale, secondo Tavola, la Chiesa ''è avanti da un certo punto di vista''. L'auspicio è quello di costruire relazioni che vadano oltre ''il guardare i campanili o il piccolo comune'', mantenendo come riferimento il proprio territorio ma riuscendo allo stesso tempo a creare collegamenti tra realtà diverse.
''Il futuro dei territori e delle relazioni all'interno di essi si costruisce adesso, con lettura, visione e progettualità'' ha concluso, augurando buon lavoro ai promotori dell'iniziativa.

Sono stati quindi chiamati a presentarsi anche alcuni dei ragazzi che hanno già iniziato a sviluppare le prime attività. Tra loro un giovane di Primaluna che sarà a Bindo per proporre lezioni di yoga, mentre altri hanno illustrato i propri laboratori dedicati alla produzione di gioielli e alla realizzazione di calzature.
''Un modo per attivare le energie del territorio e permettere a loro di crescere'', ha spiegato uno dei giovani, richiamando l'immagine della terra ''che permette a diverse specie di alberi di nascere'' e sottolineando così la volontà di credere nel progetto.

Tra le attività già avviate c'è anche il ''Gruppo Capo'', che utilizza materiali di riciclo trasformandoli in nuovi oggetti di uso comune. Il circolo di Bindo vuole comunque rimanere aperto a ulteriori proposte e iniziative.
Le idee possono essere lasciate sulla bacheca presente nella struttura di via Provinciale 17 a Bindo oppure inviate all'indirizzo bindo.lc@reteacli.it

A illustrare il progetto è stato don William Abbruzzese, che ha raccontato come, dal suo arrivo in Valsassina due anni fa, abbia avuto modo di conoscere una realtà che allora risultava chiusa e poco utilizzata.
''Parlando con il consiglio pastorale abbiamo cercato di capire come essere presenti sul territorio come Chiesa, cercando di ascoltare ciò che Papa Francesco diceva, ovvero essere una Chiesa in uscita, non fare le cose tra di noi''. Da qui l'intenzione di ''essere presenza di carità sui nostri territori''.
È nata così l'idea di collaborare con le Acli e, attraverso il dialogo con i responsabili, mettere a disposizione il circolo di Bindo per far ''rinascere le Acli'' in collaborazione con la parrocchia.

Il progetto è stato affidato anche a giovani responsabili delle Acli, con l'obiettivo di raccogliere proposte e bisogni direttamente dalle persone. ''Abbiamo intenzione di accogliere delle proposte dalle persone che hanno esigenze all'interno del territorio, ascoltando proprio le persone'', ha spiegato il sacerdote, indicando tra gli obiettivi anche l'apertura di diversi sportelli, ''da quello della famiglia a quello psicologico''.
Un percorso ancora in fase di costruzione, ma che ha già raccolto adesioni. ''Non so se riusciremo a fare tutto, ma sicuramente chi è alla guida delle Acli ha sposato in pieno le intenzioni e la comunità ha messo a disposizione gli spazi per far sì che il circolo rinasca in modo molto forte''.

Anche il consultorio di Introbio è venuto a conoscenza delle nuove intenzioni e alcune ostetriche si sono già offerte per mettere a disposizione le proprie competenze e offrire un servizio. La speranza di don William è che altre persone possano farsi avanti con idee e disponibilità, contribuendo a realizzare ''il sogno di una Chiesa in uscita''.
''Persone laiche che si impegnano nel sociale, accogliere e far conoscere le esigenze per collaborare ed essere riconosciuti come presenza feconda'' ha aggiunto il parroco.

Successivamente è intervenuto Ivano Petralli, presidente del circolo di Bindo da 15 anni, che ha ripercorso la storia del sodalizio, fondato nei primi anni Ottanta con l'obiettivo di creare un luogo di aggregazione in un paese che all'epoca non disponeva di particolari spazi di ritrovo. ''Nei primi anni tutto è stato molto partecipato, poi è andato un po' scemando. Ora abbiamo accolto con entusiasmo l'iniziativa portata avanti da Acli Lecco con la parrocchia per rilanciare l'attività di questo circolo e, con l'aiuto di tutti, riusciremo a riattivare quello che negli anni si è andato a spegnere''.

A seguire hanno preso la parola i due collaboratori di Acli Lecco, Andrea Salvalaggio e Riccardo Bassani, che hanno illustrato le attività che si vorrebbero sviluppare all'interno della struttura. Al centro, in particolare, il coinvolgimento delle nuove generazioni e la necessità di offrire loro spazi nei quali poter essere protagoniste.
Il progetto è già partito con alcune prime proposte e sono presenti giovani che hanno iniziato a utilizzare gli spazi del circolo per i propri laboratori, mantenendo comunque aperta la possibilità di accogliere nuove iniziative.

L'invito rivolto alla cittadinanza è quello di presentare ''proposte e bisogni''. Da queste indicazioni verrà quindi formato il team di lavoro. Il prossimo incontro di progettazione è previsto per il 13 ottobre e, successivamente, sono previsti appuntamenti con cadenza quindicinale per sviluppare i diversi progetti.
''Entro febbraio ci sarà l'attuazione dei progetti elaborati, grazie alla Fondazione Comunitaria del Lecchese'' è stato spiegato. Il percorso proseguirà poi con ulteriori incontri dedicati anche a capire come garantire al circolo una lunga vita, partendo dall'ascolto e dalla risposta alle necessità della popolazione.

La parola è quindi passata a Mario Tavola, in rappresentanza della Fondazione Comunitaria del Lecchese, che ha sottolineato l'importanza della ''rete e delle relazioni all'interno di un progetto come questo, che abbiamo voglia di seguire e monitorare nel tempo''.
''È un'esperienza importante per costruire reti, ma costruire relazioni lo è altrettanto, soprattutto relazioni intergenerazionali, in prospettiva dei prossimi anni e guardando al futuro'' ha aggiunto.
Un progetto che parte dalla ''lettura del territorio'', nel quale, secondo Tavola, la Chiesa ''è avanti da un certo punto di vista''. L'auspicio è quello di costruire relazioni che vadano oltre ''il guardare i campanili o il piccolo comune'', mantenendo come riferimento il proprio territorio ma riuscendo allo stesso tempo a creare collegamenti tra realtà diverse.
''Il futuro dei territori e delle relazioni all'interno di essi si costruisce adesso, con lettura, visione e progettualità'' ha concluso, augurando buon lavoro ai promotori dell'iniziativa.

Sono stati quindi chiamati a presentarsi anche alcuni dei ragazzi che hanno già iniziato a sviluppare le prime attività. Tra loro un giovane di Primaluna che sarà a Bindo per proporre lezioni di yoga, mentre altri hanno illustrato i propri laboratori dedicati alla produzione di gioielli e alla realizzazione di calzature.
''Un modo per attivare le energie del territorio e permettere a loro di crescere'', ha spiegato uno dei giovani, richiamando l'immagine della terra ''che permette a diverse specie di alberi di nascere'' e sottolineando così la volontà di credere nel progetto.

Tra le attività già avviate c'è anche il ''Gruppo Capo'', che utilizza materiali di riciclo trasformandoli in nuovi oggetti di uso comune. Il circolo di Bindo vuole comunque rimanere aperto a ulteriori proposte e iniziative.
Le idee possono essere lasciate sulla bacheca presente nella struttura di via Provinciale 17 a Bindo oppure inviate all'indirizzo bindo.lc@reteacli.it
M.A.




















