Altra donna in travaglio bloccata sulla ss36, la scorta in ospedale la Polstrada. 'Imprese di questo genere sono da premiare'
Alla fine il piccino è venuto alla luce nel pomeriggio, quando già il sole era tornato a splendere, dopo un travaglio complicato. A ore dalla rottura delle acque e dell'ennesimo ingorgo sulla ss36 che ha bloccato la lunga corsa della sua mamma verso l'ospedale Manzoni.
Pioveva, invece, ieri mattina sul lecchese. E vuoi per il manto stradale più scivoloso, vuoi per la visibilità ridotta, vuoi per quella fretta che fa premere l'acceleratore anche quando le condizioni chiederebbero di usare un pizzico prudenza in più, lungo la superstrada 36, già dalle 8, si sono susseguiti uno, due, tre incidenti di piccola entità che hanno però costretto tutti ad incolonnarsi verso il capoluogo. E la pattuglia della Polstrada di Bellano, in servizio "a custodia" di un'arteria sempre trafficata e dunque già di per sé problematica anche nelle giornate di sereno, a schizzare da una parte all'altra, per "fare viabilità" e rilevare i sinistri. Erano già "zuppi", dunque, il Sovrintendente William Poncia e l’Agente Simone Soldano, quando è stata segnalata loro dalla centrale operativa la necessità di scortare una vettura rimasta intrappolata all'altezza di Mandello del Lario. A bordo una donna colichese, già mamma di un bimbo e in procinto di metterne al mondo un secondo, a travaglio già iniziato. Al volante il compagno, comprensibilmente nel panico non riuscendo a raggiungere la loro meta: l'ospedale di Lecco.
Sirene accese, i due operanti hanno fatto letteralmente strada alla coppia, accompagnando poi la signora fin in reparto, mentre il marito cercava parcheggio.

Un "caso" che ricorda quello di qualche settimana fa, ripreso poi anche sui social della Polizia e del Presidente della Regione Attilio Fontana. Oggi a complimentarsi con i colleghi è il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia di Lecco, primo e più rappresentativo a livello provinciale, esprimendo il più vivo riconoscimento per l’operato dei due agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Bellano. "L'intervento rappresenta l’ennesimo straordinario episodio di ciò che di meglio fanno, tutti i giorni, le donne e gli uomini della Polizia di Stato, quando hanno anche dei buoni “maestri” come questo capo pattuglia, non primo a questo tipo di interventi, dimostrando professionalità, capacità operativa e profonda sensibilità umana, a tutela della vita e del bene comune, mettendo spesso a repentaglio la propria, senza se e senza ma, caratteristiche che sempre andrebbero elogiate, anche, come in questo caso abbiamo fatto noi, attraverso gli organi di stampa. Siccome, le colleghe e i colleghi della Polizia Stradale di Lecco e di Bellano, vista anche la conformazione di una delle strade più tortuose e trafficate d’Italia caratterizzata da continue gallerie e viadotti, come questa O.S. ha più volte segnalato, si trovano spesso chiamati ad “imprese” di questo genere, non ultime quelle del 5 giugno e del 25 luglio scorsi, auspichiamo e ci auguriamo che l’Amministrazione della Polizia di Stato, a tutti i livelli, voglia evidenziare questo encomiabile senso del dovere e spirito di servizio dei colleghi con il riconoscimento premiale che, in queste circostanze, non è solo doveroso, ma, a nostro modesto parere, anche dovuto".
Pioveva, invece, ieri mattina sul lecchese. E vuoi per il manto stradale più scivoloso, vuoi per la visibilità ridotta, vuoi per quella fretta che fa premere l'acceleratore anche quando le condizioni chiederebbero di usare un pizzico prudenza in più, lungo la superstrada 36, già dalle 8, si sono susseguiti uno, due, tre incidenti di piccola entità che hanno però costretto tutti ad incolonnarsi verso il capoluogo. E la pattuglia della Polstrada di Bellano, in servizio "a custodia" di un'arteria sempre trafficata e dunque già di per sé problematica anche nelle giornate di sereno, a schizzare da una parte all'altra, per "fare viabilità" e rilevare i sinistri. Erano già "zuppi", dunque, il Sovrintendente William Poncia e l’Agente Simone Soldano, quando è stata segnalata loro dalla centrale operativa la necessità di scortare una vettura rimasta intrappolata all'altezza di Mandello del Lario. A bordo una donna colichese, già mamma di un bimbo e in procinto di metterne al mondo un secondo, a travaglio già iniziato. Al volante il compagno, comprensibilmente nel panico non riuscendo a raggiungere la loro meta: l'ospedale di Lecco.
Sirene accese, i due operanti hanno fatto letteralmente strada alla coppia, accompagnando poi la signora fin in reparto, mentre il marito cercava parcheggio.

Un "caso" che ricorda quello di qualche settimana fa, ripreso poi anche sui social della Polizia e del Presidente della Regione Attilio Fontana. Oggi a complimentarsi con i colleghi è il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia di Lecco, primo e più rappresentativo a livello provinciale, esprimendo il più vivo riconoscimento per l’operato dei due agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Bellano. "L'intervento rappresenta l’ennesimo straordinario episodio di ciò che di meglio fanno, tutti i giorni, le donne e gli uomini della Polizia di Stato, quando hanno anche dei buoni “maestri” come questo capo pattuglia, non primo a questo tipo di interventi, dimostrando professionalità, capacità operativa e profonda sensibilità umana, a tutela della vita e del bene comune, mettendo spesso a repentaglio la propria, senza se e senza ma, caratteristiche che sempre andrebbero elogiate, anche, come in questo caso abbiamo fatto noi, attraverso gli organi di stampa. Siccome, le colleghe e i colleghi della Polizia Stradale di Lecco e di Bellano, vista anche la conformazione di una delle strade più tortuose e trafficate d’Italia caratterizzata da continue gallerie e viadotti, come questa O.S. ha più volte segnalato, si trovano spesso chiamati ad “imprese” di questo genere, non ultime quelle del 5 giugno e del 25 luglio scorsi, auspichiamo e ci auguriamo che l’Amministrazione della Polizia di Stato, a tutti i livelli, voglia evidenziare questo encomiabile senso del dovere e spirito di servizio dei colleghi con il riconoscimento premiale che, in queste circostanze, non è solo doveroso, ma, a nostro modesto parere, anche dovuto".
A.M.




















