Casargo: da ceppi da ardere nascono le Lampade di Gianpi
È stato un esordio bagnato dalla pioggia, ma sicuramente indimenticabile, quello di Gianpiero Vergottini, 65 anni: la scorsa settimana ha partecipato per la prima volta a un mercatino serale a Casargo, presentandosi al pubblico come piccolo artigiano del legno.
A iscriverlo sono state la figlia e la compagna del figlio, che hanno voluto dare una spinta a quella passione nata quasi per gioco dopo il suo pensionamento. Così Vergottini ha portato le sue creazioni, ha allestito il banchetto e ha acceso le sue ormai celebri “Lampade di Gianpi”, illuminando la serata nel paese dell’Alta Valle. Un debutto che, purtroppo, si è interrotto intorno alle 21, quando un improvviso temporale si è abbattuto sulla zona costringendo tutti gli espositori a chiudere anzitempo. Ma il primo passo era ormai compiuto.

Da alcuni mesi, dopo essere andato in pensione, Vergottini ha iniziato a trasformare semplici pezzi di legno in originali lampade, tutte rigorosamente realizzate a mano. «Sono ciocchi destinati ad ardere nel fuoco domestico che, per le loro forme particolari, mi fanno venire in mente qualcosa», racconta. Da lì comincia il lavoro: il ceppo selezionato viene osservato, rigirato tra le mani, fresato e levigato, quindi tinteggiato e impregnato con una vernice protettiva. Solo allora il legno è pronto a trasformarsi in una lampada.
All'inizio erano soprattutto regali per familiari e amici. Poi, visto il successo riscosso, quelle creazioni hanno cominciato a prendere una forma sempre più precisa e originale. Tra i soggetti più caratteristici ci sono gli “omini con la lampadina per testa”, quasi a rappresentare graficamente l'idea che si accende all'improvviso: una soluzione geniale nata in un momento particolare.
Ed è proprio questa la storia delle Lampade di Gianpi: da un pezzo di legno di scarto può nascere qualcosa di nuovo, utile e sorprendente. Con il prezioso sostegno della famiglia, Gianpiero realizza piccole opere artigianali lavorando anche tronchi di noce e castagno, che scava e modella con pazienza e precisione. Poi aggiunge i punti luce e lascia che siano le venature naturali del legno a completare l'opera, dando vita a oggetti capaci non soltanto di illuminare una stanza, ma anche di raccontare la storia del materiale.
Una passione, quella per il legno, che affonda le radici anche nella sua esperienza professionale: per vent'anni Vergottini ha lavorato come restauratore, imparando a conoscere le essenze, le venature, le caratteristiche e le tecniche necessarie per valorizzarle. Il temporale ha dunque rovinato solo in parte il suo primo mercatino, ma non ha spento certo l'entusiasmo. Anzi, quella serata è servita a “rompere il ghiaccio” e a far conoscere al pubblico le sue creazioni.
E chissà che, dopo questo primo debutto sotto la pioggia, non arrivino presto altri mercatini e nuove occasioni per accendere le Lampade di Gianpi. Perché, se è vero che sposa bagnata è sposa fortunata, magari anche per un piccolo artigiano del legno un esordio bagnato può essere di buon auspicio.



All'inizio erano soprattutto regali per familiari e amici. Poi, visto il successo riscosso, quelle creazioni hanno cominciato a prendere una forma sempre più precisa e originale. Tra i soggetti più caratteristici ci sono gli “omini con la lampadina per testa”, quasi a rappresentare graficamente l'idea che si accende all'improvviso: una soluzione geniale nata in un momento particolare.

E chissà che, dopo questo primo debutto sotto la pioggia, non arrivino presto altri mercatini e nuove occasioni per accendere le Lampade di Gianpi. Perché, se è vero che sposa bagnata è sposa fortunata, magari anche per un piccolo artigiano del legno un esordio bagnato può essere di buon auspicio.
M.A.




















