Avano: processione per la patrona, Vergine Assunta
Si è tenuta nella serata di ieri, sabato 15 agosto, la tradizionale processione in onore della patrona di Avano, la Vergine Assunta.
La celebrazione, partita dalla chiesa, nel centro del piccolo abitato, ha accompagnato la statua della Madonna fino alla Cappella del Cantòn, concludendo simbolicamente i giorni di festa dedicati alla patrona.

Come da tradizione, la statua, collocata su un piccolo baldacchino in legno, è stata trasportata da alcuni giovani del paese attraverso le vie e i ciottolati del borgo. Raggiunta la strada provinciale 67, è stata quindi sistemata su un apposito carrello, realizzato alcuni anni fa proprio per accompagnare il simulacro lungo questo tratto del percorso.
La processione ha seguito per un breve tratto la tortuosa strada ricavata tra i costoni rocciosi dell'aspra vallata durante gli anni della Grande Guerra. Il corteo, accompagnato fin dalla partenza dalla recita dei misteri del Rosario e da alcuni canti religiosi, ha quindi attraversato le gallerie che precedono il ponte di ferro Eiffel sul torrente Vaniga.

Poco oltre, all'altezza di una curva, la processione ha raggiunto la sua destinazione: la Cappella del Cantòn, costruita nel 1927 in onore della Vergine Assunta. Da qui lo sguardo si apre sulla valle, con Avano e Tremenico visibili sul versante opposto.
È proprio qui che, ogni anno, si conclude il percorso della statua. Una tradizione che, dalla prima metà degli anni Settanta, rappresenta la conclusione delle tre giornate di festa dedicate alla patrona. Nei giorni che precedono Ferragosto, infatti, la statua della Madonna viene trasferita dalla Cappella del Cantòn alla chiesa di Avano, dove rimane per tutta la durata delle celebrazioni. La sera del 15 agosto viene quindi riportata nella sua abituale dimora, accompagnata dalla processione.

La devozione di Avano per la Vergine Assunta affonda le proprie radici nei secoli. La chiesa patronale è già documentata nel 1455 e venne ricostruita nel 1644. Le prime testimonianze della devozione alla Vergine risalgono invece al 1731, anno a cui è databile una pala d'altare ancora oggi conservata all'interno della chiesa. Sulla facciata esterna, sopra il portone d'ingresso, è inoltre presente un affresco raffigurante l'Assunzione di Maria, risalente al 1773.
Anche quest'anno la processione ha visto una partecipazione significativa, con circa 40 persone tra abitanti di Avano e di Tremenico. Una presenza che conferma il legame, non soltanto religioso, ma anche storico e culturale tra i due borghi, a lungo uniti anche dal punto di vista amministrativo: fino al 2018, infatti, Avano è stata frazione del Comune di Tremenico, prima della nascita dell'attuale Comune di Valvarrone.

Alla processione erano presenti anche il parroco, don Andrea Molteni, che ha officiato la celebrazione, e il sindaco di Valvarrone, Luca Buzzella.
Tra i partecipanti non sono mancati diversi bambini, alcuni dei quali di appena uno o due anni, figli di giovani avanesi che, pur essendosi trasferiti in altri centri della riviera del Lario per motivi di lavoro, continuano a mantenere un forte legame con il paese d'origine. Durante l'estate e nei periodi festivi tornano infatti ad Avano, nei luoghi dove hanno trascorso l'infanzia e l'adolescenza.

E proprio quest'anno, durante uno dei momenti della processione, è andato in scena quello che è parso quasi un simbolico passaggio di consegne tra generazioni. Alcuni dei bambini presenti hanno infatti cominciato ad aiutare gli adulti a spingere il carrello sul quale era collocata la statua della patrona. Un gesto semplice, ma capace di raccontare il legame tra la comunità e le proprie tradizioni: quei momenti che affondano le radici nella memoria e che continuano a vivere proprio perché vengono trasmesse, fin dall'infanzia, alle generazioni più giovani.
La processione dell'Assunta si conferma così non soltanto un appuntamento religioso, ma anche un momento di ritrovo per una comunità che, nonostante lo spopolamento e la distanza, continua a riconoscersi nelle proprie tradizioni e nei luoghi della propria storia.
La celebrazione, partita dalla chiesa, nel centro del piccolo abitato, ha accompagnato la statua della Madonna fino alla Cappella del Cantòn, concludendo simbolicamente i giorni di festa dedicati alla patrona.

Come da tradizione, la statua, collocata su un piccolo baldacchino in legno, è stata trasportata da alcuni giovani del paese attraverso le vie e i ciottolati del borgo. Raggiunta la strada provinciale 67, è stata quindi sistemata su un apposito carrello, realizzato alcuni anni fa proprio per accompagnare il simulacro lungo questo tratto del percorso.
La processione ha seguito per un breve tratto la tortuosa strada ricavata tra i costoni rocciosi dell'aspra vallata durante gli anni della Grande Guerra. Il corteo, accompagnato fin dalla partenza dalla recita dei misteri del Rosario e da alcuni canti religiosi, ha quindi attraversato le gallerie che precedono il ponte di ferro Eiffel sul torrente Vaniga.

Poco oltre, all'altezza di una curva, la processione ha raggiunto la sua destinazione: la Cappella del Cantòn, costruita nel 1927 in onore della Vergine Assunta. Da qui lo sguardo si apre sulla valle, con Avano e Tremenico visibili sul versante opposto.
È proprio qui che, ogni anno, si conclude il percorso della statua. Una tradizione che, dalla prima metà degli anni Settanta, rappresenta la conclusione delle tre giornate di festa dedicate alla patrona. Nei giorni che precedono Ferragosto, infatti, la statua della Madonna viene trasferita dalla Cappella del Cantòn alla chiesa di Avano, dove rimane per tutta la durata delle celebrazioni. La sera del 15 agosto viene quindi riportata nella sua abituale dimora, accompagnata dalla processione.

La devozione di Avano per la Vergine Assunta affonda le proprie radici nei secoli. La chiesa patronale è già documentata nel 1455 e venne ricostruita nel 1644. Le prime testimonianze della devozione alla Vergine risalgono invece al 1731, anno a cui è databile una pala d'altare ancora oggi conservata all'interno della chiesa. Sulla facciata esterna, sopra il portone d'ingresso, è inoltre presente un affresco raffigurante l'Assunzione di Maria, risalente al 1773.
Anche quest'anno la processione ha visto una partecipazione significativa, con circa 40 persone tra abitanti di Avano e di Tremenico. Una presenza che conferma il legame, non soltanto religioso, ma anche storico e culturale tra i due borghi, a lungo uniti anche dal punto di vista amministrativo: fino al 2018, infatti, Avano è stata frazione del Comune di Tremenico, prima della nascita dell'attuale Comune di Valvarrone.

Alla processione erano presenti anche il parroco, don Andrea Molteni, che ha officiato la celebrazione, e il sindaco di Valvarrone, Luca Buzzella.
Tra i partecipanti non sono mancati diversi bambini, alcuni dei quali di appena uno o due anni, figli di giovani avanesi che, pur essendosi trasferiti in altri centri della riviera del Lario per motivi di lavoro, continuano a mantenere un forte legame con il paese d'origine. Durante l'estate e nei periodi festivi tornano infatti ad Avano, nei luoghi dove hanno trascorso l'infanzia e l'adolescenza.

E proprio quest'anno, durante uno dei momenti della processione, è andato in scena quello che è parso quasi un simbolico passaggio di consegne tra generazioni. Alcuni dei bambini presenti hanno infatti cominciato ad aiutare gli adulti a spingere il carrello sul quale era collocata la statua della patrona. Un gesto semplice, ma capace di raccontare il legame tra la comunità e le proprie tradizioni: quei momenti che affondano le radici nella memoria e che continuano a vivere proprio perché vengono trasmesse, fin dall'infanzia, alle generazioni più giovani.
T.P.




















