Incendio sul Moregallo: il resoconto dell'emergenza
Attraverso una nota, la Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino ha ripercorso gli ultimi giorni, caratterizzati da una strenua ''battaglia'' contro le fiamme che hanno divorato almeno 200 ettari di territorio sul Monte Moregallo. Preziose a questo proposito le testimonianze del presidente Antonio Rusconi e dell’assessore delegato Giovanni Bruno Bussola, con quest'ultimo che ha seguito in diretta numerose operazioni di spegnimento.
L’allarme è scattato intorno alle 18 di martedì 4 agosto. Il rogo è partito dal versante nord del Moregallo, in un punto lungo la strada a lago che collega Valmadrera a Oliveto Lario. Da lì, in poche decine di minuti, le fiamme hanno iniziato a risalire rapidamente il pendio, caratterizzato da un’alternanza di rocce e aree incolte e abbandonate, su pendenze molto accentuate.

La Comunità Montana, attraverso il proprio Servizio Antincendio Boschivo, si è immediatamente attivata, come previsto dal vigente Piano Regionale AIB, mettendo in campo il proprio personale tecnico per la complessa gestione dell’emergenza e i propri Volontari antincendio boschivo.
''Si tratta di un territorio complicato dal punto di vista orografico– spiega l’Assessore Bussola –, perché le vie di accesso da terra sono limitate. Inoltre, l’incendio si è sviluppato in tarda serata, lasciando poco tempo per l’attività dei velivoli; il tecnico della Comunità Montana, conoscendo il territorio, ha subito attivato l’elicottero regionale e il mezzo COAU. Va ricordato, però, che in quel momento non si trattava dell’unico evento in corso in Lombardia; la tempistica di arrivo del supporto aereo, pertanto, non poteva essere immediata. In quel momento, sul lato occidentale della Regione, erano attivi anche gli incendi di Gordona e Premana''.
Dunque il fuoco ha rapidamente raggiunto la cresta e, nella mattinata di mercoledì 5 agosto, è scavalcato sul versante sud della montagna.
''A quel punto – continua l’Assessore Bussola – la direzione delle operazioni di spegnimento si è dovuta dividere tra il lato nord e il lato sud della montagna, non essendo possibile avere entrambi i fronti sotto controllo visivo dallo stesso punto. Una delle priorità è stata quella di proteggere la storica chiesetta di Sant’Isidoro a Preguda, nel territorio di Valmadrera''.
Per fronteggiare l’incendio sono stati impiegati elicotteri, Canadair e l’Erickson Air Crane S-64. Tutti i mezzi aerei hanno effettuato i prelievi d’acqua dal bacino del lago di Como - ramo di Lecco. I Volontari hanno inoltre predisposto una vasca AIB nel territorio comunale di Valbrona, che tuttavia non si è resa necessaria.
''Lo sviluppo di un incendio di grandi dimensioni (superiore ai 50 ettari) in questo periodo dell’anno non è un evento abituale – interviene il tecnico della Comunità Montana Greta Valnegri - Anzi, andando a esaminare i dati storici in nostro possesso, si tratta della prima volta che si verifica un incendio estivo di queste proporzioni. Gli incendi boschivi estivi di questa entità, soprattutto in un territorio caratterizzato da una morfologia così complessa, risultano particolarmente problematici a causa delle elevate temperature e della tipologia di vegetazione presente''.

Va sottolineato in quest’occasione come l’antincendio boschivo è una delle funzioni delegate da Regione Lombardia alle Comunità Montane, che svolgono quindi un ruolo fondamentale per la sicurezza del territorio.
Il presidente Antonio Rusconi spiega che ''sono stati giorni pesanti per tutti coloro che sono stati coinvolti nelle operazioni: i tecnici della Comunità Montana, i DOS volontari della Comunità Montana Triangolo Lariano e del Parco Montevecchia e Valle del Curone, oltre ai Volontari AIB, che stanno ancora operando nelle preziose e indispensabili attività di bonifica''.
''Proficua è stata anche la collaborazione con i sindaci e le amministrazioni comunali di Valmadrera e Mandello del Lario, con i Carabinieri Forestali, con le forze dell’ordine e con i Vigili del Fuoco, in particolare con il Comando di Valmadrera, che si sono messi fin da subito a disposizione e hanno contribuito alle operazioni con grande professionalità, a tutti loro va il nostro più profondo ringraziamento''.
Il presidente ha espresso un ringraziamento particolare al tecnico della Comunità Montana Greta Valnegri per la continua presenza e competenza nel coordinamento delle attività.

Quella del Moregallo è stata un’emergenza complessa, affrontata attraverso un importante dispiegamento di uomini, mezzi terrestri e risorse aeree.
Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza rappresentano ora la fase altrettanto fondamentale per poter considerare conclusa la lunga battaglia contro le fiamme.
''Certo è - conclude l’assessore Bussola- che finché non arriverà la pioggia ad abbeverare il terreno, l’incendio non potrà dirsi definitivamente chiuso''.
L’allarme è scattato intorno alle 18 di martedì 4 agosto. Il rogo è partito dal versante nord del Moregallo, in un punto lungo la strada a lago che collega Valmadrera a Oliveto Lario. Da lì, in poche decine di minuti, le fiamme hanno iniziato a risalire rapidamente il pendio, caratterizzato da un’alternanza di rocce e aree incolte e abbandonate, su pendenze molto accentuate.

La Comunità Montana, attraverso il proprio Servizio Antincendio Boschivo, si è immediatamente attivata, come previsto dal vigente Piano Regionale AIB, mettendo in campo il proprio personale tecnico per la complessa gestione dell’emergenza e i propri Volontari antincendio boschivo.
''Si tratta di un territorio complicato dal punto di vista orografico– spiega l’Assessore Bussola –, perché le vie di accesso da terra sono limitate. Inoltre, l’incendio si è sviluppato in tarda serata, lasciando poco tempo per l’attività dei velivoli; il tecnico della Comunità Montana, conoscendo il territorio, ha subito attivato l’elicottero regionale e il mezzo COAU. Va ricordato, però, che in quel momento non si trattava dell’unico evento in corso in Lombardia; la tempistica di arrivo del supporto aereo, pertanto, non poteva essere immediata. In quel momento, sul lato occidentale della Regione, erano attivi anche gli incendi di Gordona e Premana''.

''A quel punto – continua l’Assessore Bussola – la direzione delle operazioni di spegnimento si è dovuta dividere tra il lato nord e il lato sud della montagna, non essendo possibile avere entrambi i fronti sotto controllo visivo dallo stesso punto. Una delle priorità è stata quella di proteggere la storica chiesetta di Sant’Isidoro a Preguda, nel territorio di Valmadrera''.
Per fronteggiare l’incendio sono stati impiegati elicotteri, Canadair e l’Erickson Air Crane S-64. Tutti i mezzi aerei hanno effettuato i prelievi d’acqua dal bacino del lago di Como - ramo di Lecco. I Volontari hanno inoltre predisposto una vasca AIB nel territorio comunale di Valbrona, che tuttavia non si è resa necessaria.
''Lo sviluppo di un incendio di grandi dimensioni (superiore ai 50 ettari) in questo periodo dell’anno non è un evento abituale – interviene il tecnico della Comunità Montana Greta Valnegri - Anzi, andando a esaminare i dati storici in nostro possesso, si tratta della prima volta che si verifica un incendio estivo di queste proporzioni. Gli incendi boschivi estivi di questa entità, soprattutto in un territorio caratterizzato da una morfologia così complessa, risultano particolarmente problematici a causa delle elevate temperature e della tipologia di vegetazione presente''.

Va sottolineato in quest’occasione come l’antincendio boschivo è una delle funzioni delegate da Regione Lombardia alle Comunità Montane, che svolgono quindi un ruolo fondamentale per la sicurezza del territorio.
Il presidente Antonio Rusconi spiega che ''sono stati giorni pesanti per tutti coloro che sono stati coinvolti nelle operazioni: i tecnici della Comunità Montana, i DOS volontari della Comunità Montana Triangolo Lariano e del Parco Montevecchia e Valle del Curone, oltre ai Volontari AIB, che stanno ancora operando nelle preziose e indispensabili attività di bonifica''.
''Proficua è stata anche la collaborazione con i sindaci e le amministrazioni comunali di Valmadrera e Mandello del Lario, con i Carabinieri Forestali, con le forze dell’ordine e con i Vigili del Fuoco, in particolare con il Comando di Valmadrera, che si sono messi fin da subito a disposizione e hanno contribuito alle operazioni con grande professionalità, a tutti loro va il nostro più profondo ringraziamento''.
Il presidente ha espresso un ringraziamento particolare al tecnico della Comunità Montana Greta Valnegri per la continua presenza e competenza nel coordinamento delle attività.

Quella del Moregallo è stata un’emergenza complessa, affrontata attraverso un importante dispiegamento di uomini, mezzi terrestri e risorse aeree.
Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza rappresentano ora la fase altrettanto fondamentale per poter considerare conclusa la lunga battaglia contro le fiamme.
''Certo è - conclude l’assessore Bussola- che finché non arriverà la pioggia ad abbeverare il terreno, l’incendio non potrà dirsi definitivamente chiuso''.




















