Un solo Istituto Comprensivo per la Valsassina: 'direzione obbligata per il futuro'. Il progetto spiegato in assemblea
Qualche perplessità premanese per via di una consolidata collaborazione con Bellano (e infatti in passato era stata presa in considerazione l’ipotesi di un accorpamento) e qualche recriminazione su un coinvolgimento insufficiente di docenti e genitori, ma complessivamente la scelta di un (nuovo) istituto comprensivo unico per la Valsassina unendo le dirigenze di Premana e Cremeno pare essere ritenuta la direzione obbligatoria.

Il progetto che ha già ricevuto il via libera dei sindaci valsassinesi è stato discusso ieri sera in un’assemblea pubblica tenutasi alla sede della Comunità montana di Prato Buscante a Barzio, con la consapevolezza che i tempi sono stretti. L’obiettivo è di partire con il nuovo istituto già nell’anno scolastico 1927-28: ciò significa che dovrà essere tutto pronto per il mese di gennaio, quando si apriranno le iscrizioni alle scuole. Da qui ad allora non sono poche le difficoltà, anche solo tecniche da affrontare.

A fare gli onori di casa il presidente della Comunità montana Fabio Canepari, mentre la serata è stata aperta dal dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Adamo Castelnuovo cha ha richiamato l’attenzione su alcuni dettagli per sgomberare il campo da dubbi ed equivoci.

Primo: i plessi esistenti rimarranno tali e quali; variazioni vi saranno in futuro solo in base al numero degli allievi, così come prescritto dalla legge. Secondo: la questione dirigenziale: non ci sono dirigenti che scelgono le sedi valsassinesi e così occorre fare ricorso sempre più spesso a figure reggenti e ciò vale proprio per Premana e Cremeno. La stessa cosa – ed è il terzo “dettaglio” – vale per i dirigenti amministrativi. Quarto, infine, l’organizzazione degli orari dei docenti: un istituto unico consentirà di poter ricorrere a risorse interne anziché esterne come accade oggi. «Per questa valle – ha concluso Castelnuovo – è un momento storico».

È poi intervenuta la sindaca premanese Elide Codega: «Da vent’anni, Premana è sottodimensionata. Il dirigente non c’è da parecchi anni, il calo demografico è preoccupante. Quello che ci ha portati a proporre un solo istituto è proprio la possibilità di poter contare su un dirigente in grado di programmare per gli anni futuri. Così come siamo messi oggi non andiamo molto lontano. È inutile procrastinare ancora questa decisione che doveva essere già presa anni fa. Adesso è l’ora. Perché le carenze scolastiche ricadono sui nostri ragazzi e sono anche all’origine dell’abbandono del territorio da parte delle famiglie. Non vogliamo diventare il luogo dove vengono ad abitare solo i pensionati negli ultimi anni della loro vita. Vogliamo essere attrattivi dagli zero ai cento anni.»

Il sindaco di Cremeno Pierluigi Invernizzi ha ricordato come la proposta sia stata avanzata lo scorso anno: «A Cremeno, in realtà, i numeri di studenti li avremmo per continuare da soli. Ma i nati sono sempre in calo e occorre guardare avanti, essere lungimiranti. Certo non sarà una passeggiata. Le difficoltà per creare un nuovo istituto anziché semplicemente accorpare i due esistenti sono molte. Ci sono problemi di carattere amministrativo e gestionale».

È stata quindi la volta di Antonio Pasquini, sindaco di Casargo e consigliere provinciale con delega all’istruzione, l’autentico promotore del progetto: «Noi non siamo attrattivi: ci sono più istituti che dirigenti. Ogni anno l’istituto di Premana è costretto a chiedere una deroga per mantenere l’autonomia. Negli anni scorsi si era ipotizzato di accorpare Premana a Bellano. Ma sarebbe un controsenso: i comuni dell'IC di Premana guardano ormai verso la Valsassina per tutte la attività. È necessario anche per la scuola avere un punto di riferimento preciso. Spetta a noi sindaci scegliere. Nel proporre un nuovo istituto comprensivo per l’intera Valsassina abbiamo immaginato come sarà la scuola fra vent’anni. Io mi sento orgogliosamente valsassinese e credo in una scuola della Valsassina. Da quanto tempo non facciamo una riunione pubblica per parlare di scuola? La scuola deve tornare a essere centrale. Abbiamo sentito anche sindacati e associazioni di categoria: a parte qualche dettaglio, il progetto è stato unanimemente condiviso. Bisogna guardare al futuro. E il futuro è anche la possibilità di portare in Valsassina la succursale di un biennio di scuola superiore. Ma possiamo farlo solo se abbiamo un istituto comprensivo forte. Sappiamo che è un iter complesso e perciò come Provincia siamo disponibili a mettere le risorse necessarie. Dobbiamo mettere in piedi un gruppo di lavoro composto da sindaci, docenti e genitori. Si sta costruendo qualcosa di nuovo che darà un futuro ai nostri figli. È una sfida da cogliere. Se già c’era un istituto comprensivo quante risorse del Pnrr (il piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione europea, ndr) quante risorse avremmo potuto attirare sul nostro territorio? È stata un’occasione persa. Abbiamo sei mesi di tempo per risolvere i problemi».

Poi si è aperto il dibattito. Come detto, sono emerse anche perplessità e recriminazioni sul mancato coinvolgimento di genitori e docenti. Da una parte, Pasquini ha ricordato come in Alta Valle da almeno dieci anni si parla del problema, dall’altra Invernizzi ha addebitato alla scuola l’eventuale mancanza di comunicazione.

Attenzione all’aspetto didattico: se l’idea del nuovo istituto comprensivo è volta a garantire le varie identità del territorio valsassinese, ci sono anche progetti e collaborazioni avviati da tempo e dei quali si dovrà tenere conto, perché gli insegnanti non siano lasciati a sé stessi e possano contare su risorse e sostegno concreti. Ma si è anche accennato ai tanti problemi burocratici che ci si troverà ad affrontare nei prossimi mesi di gestazione del nuovo istituto comprensivo (con sede principale a Cremeno e succursale a Premana). Con lo sguardo rivolto all’attrattività: fare sì che un posto da dirigente scolastico in Valsassina non sia più considerato disagevole. E del resto che quella di scuole costrette a navigare a vista, senza un timoniere, sia la preoccupazione maggiore è stato sottolineato più volte.

Lo ha detto chiaro Stefano Ambrosioni, membro del Consiglio d’istituto di Premana: lui avrebbe propeso per l’accorpamento con Bellano, ma se ora si va nella direzione del comprensivo valsassinese «qualsiasi strada possa portare alla nomina di un dirigente va percorsa». E, da parte sua, Codega ha concluso la serata in maniera quasi tranchant: «Se non riusciamo portare a casa un dirigente è il fallimento di questa classe politica».
Il progetto che ha già ricevuto il via libera dei sindaci valsassinesi è stato discusso ieri sera in un’assemblea pubblica tenutasi alla sede della Comunità montana di Prato Buscante a Barzio, con la consapevolezza che i tempi sono stretti. L’obiettivo è di partire con il nuovo istituto già nell’anno scolastico 1927-28: ciò significa che dovrà essere tutto pronto per il mese di gennaio, quando si apriranno le iscrizioni alle scuole. Da qui ad allora non sono poche le difficoltà, anche solo tecniche da affrontare.
A fare gli onori di casa il presidente della Comunità montana Fabio Canepari, mentre la serata è stata aperta dal dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Adamo Castelnuovo cha ha richiamato l’attenzione su alcuni dettagli per sgomberare il campo da dubbi ed equivoci.
Primo: i plessi esistenti rimarranno tali e quali; variazioni vi saranno in futuro solo in base al numero degli allievi, così come prescritto dalla legge. Secondo: la questione dirigenziale: non ci sono dirigenti che scelgono le sedi valsassinesi e così occorre fare ricorso sempre più spesso a figure reggenti e ciò vale proprio per Premana e Cremeno. La stessa cosa – ed è il terzo “dettaglio” – vale per i dirigenti amministrativi. Quarto, infine, l’organizzazione degli orari dei docenti: un istituto unico consentirà di poter ricorrere a risorse interne anziché esterne come accade oggi. «Per questa valle – ha concluso Castelnuovo – è un momento storico».
È poi intervenuta la sindaca premanese Elide Codega: «Da vent’anni, Premana è sottodimensionata. Il dirigente non c’è da parecchi anni, il calo demografico è preoccupante. Quello che ci ha portati a proporre un solo istituto è proprio la possibilità di poter contare su un dirigente in grado di programmare per gli anni futuri. Così come siamo messi oggi non andiamo molto lontano. È inutile procrastinare ancora questa decisione che doveva essere già presa anni fa. Adesso è l’ora. Perché le carenze scolastiche ricadono sui nostri ragazzi e sono anche all’origine dell’abbandono del territorio da parte delle famiglie. Non vogliamo diventare il luogo dove vengono ad abitare solo i pensionati negli ultimi anni della loro vita. Vogliamo essere attrattivi dagli zero ai cento anni.»
Il sindaco di Cremeno Pierluigi Invernizzi ha ricordato come la proposta sia stata avanzata lo scorso anno: «A Cremeno, in realtà, i numeri di studenti li avremmo per continuare da soli. Ma i nati sono sempre in calo e occorre guardare avanti, essere lungimiranti. Certo non sarà una passeggiata. Le difficoltà per creare un nuovo istituto anziché semplicemente accorpare i due esistenti sono molte. Ci sono problemi di carattere amministrativo e gestionale».
È stata quindi la volta di Antonio Pasquini, sindaco di Casargo e consigliere provinciale con delega all’istruzione, l’autentico promotore del progetto: «Noi non siamo attrattivi: ci sono più istituti che dirigenti. Ogni anno l’istituto di Premana è costretto a chiedere una deroga per mantenere l’autonomia. Negli anni scorsi si era ipotizzato di accorpare Premana a Bellano. Ma sarebbe un controsenso: i comuni dell'IC di Premana guardano ormai verso la Valsassina per tutte la attività. È necessario anche per la scuola avere un punto di riferimento preciso. Spetta a noi sindaci scegliere. Nel proporre un nuovo istituto comprensivo per l’intera Valsassina abbiamo immaginato come sarà la scuola fra vent’anni. Io mi sento orgogliosamente valsassinese e credo in una scuola della Valsassina. Da quanto tempo non facciamo una riunione pubblica per parlare di scuola? La scuola deve tornare a essere centrale. Abbiamo sentito anche sindacati e associazioni di categoria: a parte qualche dettaglio, il progetto è stato unanimemente condiviso. Bisogna guardare al futuro. E il futuro è anche la possibilità di portare in Valsassina la succursale di un biennio di scuola superiore. Ma possiamo farlo solo se abbiamo un istituto comprensivo forte. Sappiamo che è un iter complesso e perciò come Provincia siamo disponibili a mettere le risorse necessarie. Dobbiamo mettere in piedi un gruppo di lavoro composto da sindaci, docenti e genitori. Si sta costruendo qualcosa di nuovo che darà un futuro ai nostri figli. È una sfida da cogliere. Se già c’era un istituto comprensivo quante risorse del Pnrr (il piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione europea, ndr) quante risorse avremmo potuto attirare sul nostro territorio? È stata un’occasione persa. Abbiamo sei mesi di tempo per risolvere i problemi».
Poi si è aperto il dibattito. Come detto, sono emerse anche perplessità e recriminazioni sul mancato coinvolgimento di genitori e docenti. Da una parte, Pasquini ha ricordato come in Alta Valle da almeno dieci anni si parla del problema, dall’altra Invernizzi ha addebitato alla scuola l’eventuale mancanza di comunicazione.
Attenzione all’aspetto didattico: se l’idea del nuovo istituto comprensivo è volta a garantire le varie identità del territorio valsassinese, ci sono anche progetti e collaborazioni avviati da tempo e dei quali si dovrà tenere conto, perché gli insegnanti non siano lasciati a sé stessi e possano contare su risorse e sostegno concreti. Ma si è anche accennato ai tanti problemi burocratici che ci si troverà ad affrontare nei prossimi mesi di gestazione del nuovo istituto comprensivo (con sede principale a Cremeno e succursale a Premana). Con lo sguardo rivolto all’attrattività: fare sì che un posto da dirigente scolastico in Valsassina non sia più considerato disagevole. E del resto che quella di scuole costrette a navigare a vista, senza un timoniere, sia la preoccupazione maggiore è stato sottolineato più volte.
Lo ha detto chiaro Stefano Ambrosioni, membro del Consiglio d’istituto di Premana: lui avrebbe propeso per l’accorpamento con Bellano, ma se ora si va nella direzione del comprensivo valsassinese «qualsiasi strada possa portare alla nomina di un dirigente va percorsa». E, da parte sua, Codega ha concluso la serata in maniera quasi tranchant: «Se non riusciamo portare a casa un dirigente è il fallimento di questa classe politica».
D.C.




















