Lecco: Emergency tenta la mediazione su 'R1PUD1A', 'si esponga lo striscione in altra sede'

Emergency tenta la mediazione. Pur non nascondendo “profondo sconcerto in merito alla rimozione dello striscione “R1PUD1A” dalla facciata del Palazzo Municipale”.
La vicenda tiene banco da ieri, da quando l’amministrazione comunale appena insediata ha tolto il drappo bianco che, dal gennaio dello scorso anno, era appeso al Comune dopo l’adesione della Giunta Gattioni alla campagna volta a sensibilizzare circa il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, quello che afferma, per l’appunto, che “L’Italia ripudia la guerra”.
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Il referente Adriano Crisafi

Le motivazioni addotte dal Sindaco Boscagli, in risposta alla richiesta di chiarimenti,  riducono di fatto la decisione a una mera questione formale e di decoro urbano. Nella risposta alla nostra richiesta di chiarimenti il Sindaco argomenta che:  “lo striscione era in condizioni di forte deterioramento, tanto da essere tenuto insieme con strisce di nastro adesivo, risultando pertanto poco dignitoso per un luogo istituzionale e per il messaggio stesso che intendeva veicolare”. Il Primo Cittadino specifica inoltre che:  “l'intenzione di questa Amministrazione è di non utilizzare le facciate dei palazzi istituzionali per esposizioni di alcun tipo, fatta eccezione per periodi estremamente brevi e per comunicazioni ritenute urgenti e di particolare rilevanza”. Prendiamo atto della posizione espressa, che riconduce l'esposizione dello striscione a un problema di estetica e di gestione degli spazi pubblici. Tuttavia, si constata con rammarico che la drammatica attualità dei conflitti globali, richiamata dalla campagna, non venga considerata come un tema di "urgenza" o di "particolare rilevanza" nell’attuale contesto storico” il ragionamento proposto dai volontari dell’articolazione di Lecco e Merate di Emergency, con referente Adriano Crisafi. Ma c’è di più. “Oltre al merito della decisione, si eccepisce anche sul metodo adottato. In coerenza con le dichiarazioni del Sindaco riguardo all'importanza del dialogo con la cittadinanza, noi ci saremmo aspettati una comunicazione preventiva o, quantomeno, un momento di interlocuzione prima di procedere alla rimozione”. 
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In ogni caso, si guarda oltre. “Al fine di superare i vincoli di decoro degli edifici istituzionali richiamati dal Sindaco Boscagli – secondo cui lo striscione risultava “poco dignitoso […] per il messaggio stesso” – avanziamo una proposta di mediazione che riteniamo costruttiva, suggeriamo pertanto il ricollocamento di un nuovo striscione presso una sede differente e non prettamente istituzionale, quale potrebbe essere, ad esempio, il Palazzo delle Paure. Auspichiamo che l'Amministrazione accolga tale proposta, evitando di confermare una linea di invisibilità su un principio cardine della nostra Repubblica, quale il ripudio della guerra sancito dall'Articolo 11 della Costituzione Italiana. Continueremo con più energia la nostra azione di diffusione di una cultura di pace perché: la Pace non è un’attesa passiva, ma una scelta culturale consapevole e perché “I sogni cambiano la realtà. Ma per cambiare la realtà bisogna sognare e se non si sogna una cultura di pace, allora vuol dire che si accetta la cultura di guerra” (Gino Strada)”.
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