Civate, Villa Sacro Cuore: ecco come la si renderà 'viva'

Non solo il recupero di un immobile storico, ma la costruzione di un nuovo spazio aperto alla comunità, capace di unire funzioni sociali, culturali e turistiche e di contribuire alla rigenerazione del cuore del paese. È stato presentato ieri sera, durante un incontro pubblico ospitato a Villa Canali, il progetto “Villa Sacro Cuore – Spazio di Vita”, percorso di ristrutturazione e valorizzazione che punta a restituire alla cittadinanza uno dei luoghi significativi di Civate.
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La serata ha rappresentato un momento di restituzione e confronto con la comunità: cittadini, istituzioni, partner e realtà del territorio hanno potuto conoscere nel dettaglio l’intervento previsto, sia dal punto di vista architettonico e conservativo sia per quanto riguarda la futura gestione degli spazi. L’obiettivo, emerso con chiarezza nel corso della presentazione, è trasformare Villa Sacro Cuore in un luogo inclusivo, dinamico e al servizio del territorio, inserito in una più ampia strategia di rigenerazione urbana e sociale.
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Ad aprire l’incontro è stato il vicesindaco Simone Scola, che ha ringraziato i numerosi partner coinvolti nel percorso progettuale. Il sottosegretario regionale Mauro Piazza ha sottolineato il valore dell’intervento, "selezionato tra i progetti emblematici maggiori", evidenziando la capacità del territorio di costruire proposte solide e cofinanziate da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. Quest'ultima "ci ha creduto fin dalle prime battute", ha spiegato, richiamando la sfida di rigenerare "un luogo storico coniugando accoglienza sociale e collaborazione con il mondo universitario".
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Per il sindaco di Civate Angelo Isella, la presentazione pubblica ha avuto il significato di una restituzione alla comunità, ricordando il lavoro svolto dall’amministrazione dopo l’acquisizione dell’immobile. Il primo cittadino ha rimarcato la volontà di rendere "nuovamente centrale il centro storico, attraverso un progetto capace di rigenerare non solo un edificio, ma anche le relazioni e la vita comunitaria".
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Il percorso è stato sostenuto anche dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese, rappresentata dal segretario generale Paolo Dell’Oro. Ha ricordato come il primo lotto "rappresenta solo l’avvio di un cammino più ampio” in quanto, accanto alla prosecuzione della ristrutturazione, sarà fondamentale favorire "l’appropriazione dello spazio da parte dei cittadini, perché Villa Sacro Cuore possa diventare un vero motore per il paese".
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La dimensione sociale del progetto è stata illustrata da Virginio Brivio, presidente di Impresa Sociale Girasole, che ha evidenziato la volontà di "iniziare fin da subito un lavoro con la comunità, affinché il cantiere stesso venga riconosciuto e vissuto come parte del percorso di rinascita. Villa Sacro Cuore - ha spiegato - non sarà una nuova casa di riposo, ma un luogo intergenerazionale, pensato insieme alle realtà del territorio e capace di rispondere a bisogni diversi". La sostenibilità economica sarà una delle sfide centrali, da affrontare attraverso le diverse funzioni che prenderanno vita negli spazi della villa.
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Ampio spazio è stato dedicato anche agli aspetti tecnici e architettonici. Le professoresse Mariacristina Giambruno e Sonia Pistidda, con gli architetti Alessandro Pascuzzi e Morena Scaglia del DAStU del Politecnico di Milano, hanno condotto il lavoro conoscitivo sull’edificio: ricerca storica, rilievi con drone e laser scanner, prove sulle murature e sui solai, analisi delle superfici e termografie.
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"Un percorso necessario - ha spiegato Giambruno - per coniugare conservazione e sicurezza, nel rispetto del valore storico e culturale della villa. L’intenzione è conservare l’identità dell’edificio rendendolo al tempo stesso fruibile e vivo".
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Gli interventi progettuali sono stati illustrati anche dallo Studio Tecnico Vavassori Zambelli, con Luca Zambelli. "Il primo lotto riguarderà in particolare il recupero del piano terra, il consolidamento strutturale, il restauro delle facciate, il rifacimento della copertura e la sistemazione delle aree esterne”, ha spiegato. Gli spazi al piano terra ospiteranno funzioni pubbliche e polivalenti, con un’area ristoro e ambienti pensati per favorire la permeabilità tra interno ed esterno. "I piani superiori, previsti nei lotti successivi, saranno destinati a centri diurni e alloggi temporanei".
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A completare il quadro gestionale sono intervenuti Elena Nuozzi e Fabrizio Pozzoli di Impresa Sociale Girasole. Nuozzi ha parlato della sfida di "costruire un modello di integrazione tra turismo, cultura e sociale, partendo da un’analisi del territorio e dall’ascolto degli attori locali: associazioni, parrocchia, RSA e operatori turistici". Pozzoli ha evidenziato come la grande partecipazione alla serata confermi l’esistenza di un "tessuto comunitario pronto a essere protagonista". In questo senso, Villa Sacro Cuore potrà diventare un "luogo capace di valorizzare la storia del paese e, allo stesso tempo, di rispondere alle sfide del presente: dall’invecchiamento attivo alla promozione di un turismo più strutturato e consapevole”, ha concluso.
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La presentazione si è chiusa con l’idea condivisa di un progetto che va oltre il restauro edilizio. La rinascita di Villa Sacro Cuore vuole infatti rappresentare un’occasione per rafforzare il senso di comunità, generare nuove relazioni e restituire al centro storico un ruolo attrattivo e vitale. Un percorso appena avviato, ma già carico di aspettative, che punta a trasformare un luogo della memoria in uno spazio concreto di vita per Civate.
M.E.
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