Margno: con Durante una mostra sulla corrente informale
Ultima in ordine di tempo tra le numerosissime iniziative in campo artistico e culturale promosse sul territorio valsassinese dal critico e collezionista d’arte margnese Fabio Durante, è stata proposta domenica pomeriggio presso la sala consiliare del comune di Margno una mostra dedicata al movimento artistico “informale”.

Parliamo di una corrente d’avanguardia, che in Italia si sviluppa a partire dagli anni Sessanta e Settanta del Novecento e che, ha spiegato Durante, “a differenza del formale - facile da decifrare e da descrivere perché è presente un soggetto cui fare riferimento - non ha soggetto e non ha forma, e infatti esce dai canoni delle accademie delle belle arti, riuscendo però a suscitare emozioni perché parla direttamente con il tuo interno, con il tuo intimo, generando quelle vibrazioni tipiche di un’altra arte immateriale, quale è la musica”.

Per far sì che questo avvenga, tuttavia, “bisogna mettersi a nudo, prendersi qualche minuto di pausa e guardare l’opera con intensità per capire quali emozioni è in grado di generare: questo è proprio quello che ho invitato i presenti a fare. E a quel punto le persone non se andavano più, ognuna trasportata da una o più opere che le colpivano in maniera particolare”.
Sempre nelle parole di Durante, la partecipazione di pubblico è stata “molto buona, considerato anche che la domenica pomeriggio è un momento più “complicato” rispetto al sabato”, con circa una settantina di visitatori totali.

Tra questi ultimi, diversi residenti del borgo in Alta Valle – “che prima non erano quasi mai venuti alle mostre, a conferma di un crescente interesse verso arte e cultura in questo territorio” – oltre a, anche questa una novità di rilievo, numerosi appassionati e intellettuali dell’arte, degli “intenditori” che “oramai non si accontentano più di conoscere e visitare le correnti “classiche”, ma che al contrario ricercano qualcosa di diverso, di avanguardia, di specialistico”.

Durante ha esposto un totale di ventiquattro opere, con artisti quali Mariateresa Bresso, Katia Trussardi, Giorgio Celiberti, Georges Sécan, Enrico Cavalli, Roberto Pancheri, Attilio Forgioli, Pino Penna, Alberto Burri e Giuseppe Capogrossi. “Ho portato anche un pezzo unico di Emilio Vedova, una matrice del 1968 esposta anche al Museo del Novecento di Milano, e un’opera di Mario Bionda, oltre ad un quadro dell’artista locale Bortolo Luigi Pasquini” ha aggiunto il critico.

Ha completato la mostra presso la sala consiliare di Margno una fotografia d’avanguardia informale – scatti senza un soggetto particolare, “informali” appunto, immersi nel contesto naturale – ossia l’opera “Liquefazione aurea”, di Marco Giorgio Luzzi, che immortala una pietra sommersa dall’acqua di un torrente e illuminata dal sole a picco. “Questa proposta ha lasciato tutti stupefatti, i colori erano meravigliosi” ha aggiunto ancora Durante, mostrandosi ancora una volta soddisfatto per la buona riuscita dell’iniziativa.

Parliamo di una corrente d’avanguardia, che in Italia si sviluppa a partire dagli anni Sessanta e Settanta del Novecento e che, ha spiegato Durante, “a differenza del formale - facile da decifrare e da descrivere perché è presente un soggetto cui fare riferimento - non ha soggetto e non ha forma, e infatti esce dai canoni delle accademie delle belle arti, riuscendo però a suscitare emozioni perché parla direttamente con il tuo interno, con il tuo intimo, generando quelle vibrazioni tipiche di un’altra arte immateriale, quale è la musica”.

Per far sì che questo avvenga, tuttavia, “bisogna mettersi a nudo, prendersi qualche minuto di pausa e guardare l’opera con intensità per capire quali emozioni è in grado di generare: questo è proprio quello che ho invitato i presenti a fare. E a quel punto le persone non se andavano più, ognuna trasportata da una o più opere che le colpivano in maniera particolare”.


Tra questi ultimi, diversi residenti del borgo in Alta Valle – “che prima non erano quasi mai venuti alle mostre, a conferma di un crescente interesse verso arte e cultura in questo territorio” – oltre a, anche questa una novità di rilievo, numerosi appassionati e intellettuali dell’arte, degli “intenditori” che “oramai non si accontentano più di conoscere e visitare le correnti “classiche”, ma che al contrario ricercano qualcosa di diverso, di avanguardia, di specialistico”.

Durante ha esposto un totale di ventiquattro opere, con artisti quali Mariateresa Bresso, Katia Trussardi, Giorgio Celiberti, Georges Sécan, Enrico Cavalli, Roberto Pancheri, Attilio Forgioli, Pino Penna, Alberto Burri e Giuseppe Capogrossi. “Ho portato anche un pezzo unico di Emilio Vedova, una matrice del 1968 esposta anche al Museo del Novecento di Milano, e un’opera di Mario Bionda, oltre ad un quadro dell’artista locale Bortolo Luigi Pasquini” ha aggiunto il critico.

Ha completato la mostra presso la sala consiliare di Margno una fotografia d’avanguardia informale – scatti senza un soggetto particolare, “informali” appunto, immersi nel contesto naturale – ossia l’opera “Liquefazione aurea”, di Marco Giorgio Luzzi, che immortala una pietra sommersa dall’acqua di un torrente e illuminata dal sole a picco. “Questa proposta ha lasciato tutti stupefatti, i colori erano meravigliosi” ha aggiunto ancora Durante, mostrandosi ancora una volta soddisfatto per la buona riuscita dell’iniziativa.
A.Te.




















