Olio con denominazione DOP 'Laghi Lombardi' in altri 7 Comuni lecchesi: la CM avvia l'iter
Tra qualche tempo anche l'olio extravergine di oliva prodotto a Lecco, Civate, Valmadrera, Pescate, Garlate, Olginate e Vercurago potrà avere la denominazione DOP "Laghi Lombardi". O almeno questa è l'ambizione della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, che ha deciso di avviare l'iter necessario per l'estensione dell'areale che attualmente include "solo" i Comuni di Abbadia, Galbiate, Lierna, Malgrate, Mandello e Oliveto (oltre a Colico, Dorio, Dervio, Bellano, Perledo e Varenna, parte della CM Valsassina), dove appunto i produttori di olio possono ottenere quell'"etichetta" che rappresenta innanzitutto una garanzia di tutela riconosciuta a livello europeo.
"I territori attualmente esclusi presentano continuità geografica e culturale (il lago), affinità produttiva e un consolidato legame storico con le altre aree" spiega Renato Corti, responsabile del Servizio Agricoltura, Lavori Pubblici, Antincendio Boschivo e Patrimonio della Comunità Montana. "L'inclusione dei Comuni proposti sarebbe un passaggio strategico per consolidare il recupero e lo sviluppo dell'olivicoltura locale, di assoluta qualità, e per consentire ai produttori, alcuni dei quali operativi da decenni e già particolarmente stimati, di valorizzare ancora di più il proprio lavoro attraverso la certificazione DOP".

Le prime stime dell'ente, stando a quanto condiviso dallo stesso Corti, suggeriscono che in ciascuno dei sette Comuni candidati a subentrare nel "nuovo" areale ci sia almeno una realtà imprenditoriale interessata alla questione, oltre a numerosissimi privati che producono olio per il solo consumo familiare (allo stesso modo di coloro che, per esempio, coltivano un orto), per potenziali venti ettari. I privati sono oltre cinquecento nel Consorzio "Lario", che attualmente conta anche una ventina di aziende.
"L'olivicoltura è un'attività difficile e impegnativa, ma ultimamente sta riscuotendo molto interesse ed entusiasmo sul nostro territorio, anche tra i giovani. E questa è un'ottima notizia, anche perché questo tipo di coltivazione sopravvive di gran lunga all'uomo ed è quindi destinata ad avere un futuro non solo negli anni, ma addirittura nei secoli" ha proseguito Corti. "Senza dimenticare le sue implicazioni di carattere storico, sociale e culturale, considerando che l'olivo non rappresenta solo una valida proposta produttiva in ambito agricolo, ma è anche un vero e proprio simbolo di appartenenza al territorio lariano, un legame che ha accomunato i suoi abitanti per molti secoli, una immagine domestica indissolubile con quella dell'acqua del lago".
Ed è anche per questo motivo che la Comunità Montana conta nella massima condivisione dell'iniziativa anche da parte delle Amministrazioni Comunali interessate, che si auspica possano rendersi parte attiva dell'iter di modifica, da avviare tramite il Consorzio Olio DOP "Laghi Lombardi". Le prime adesioni sono attese già a breve, ma il percorso richiederà poi diversi mesi, essendo previsti step con Regione, Ministero e infine con il Parlamento Europeo a Bruxelles.
Nel frattempo, l'ente con sede in via Vasena a Galbiate ha già predisposto una relazione tecnica che riassume gli elementi fondamentali del progetto sotto il profilo storico e socio-economico, per testimoniare la tradizione olivicola e il legame con il territorio dell'area interessata. Tali documenti, una volta integrati con quelli di adesione da parte dei produttori, saranno poi inoltrati al Consorzio Olio DOP "Laghi Lombardi" per l'avvio formale dell'iter previsto.
Gli imprenditori agricoli che conducono oliveti nel territorio dei Comuni interessati sono quindi invitati a contattare quanto prima la Comunità Montana (rif. Renato Corti al 331.1772683 o via mail all'indirizzo renato.corti@comunitamontana.lc.it) per avere ulteriori informazioni ed esprimere il proprio sostegno all'iniziativa.
"I territori attualmente esclusi presentano continuità geografica e culturale (il lago), affinità produttiva e un consolidato legame storico con le altre aree" spiega Renato Corti, responsabile del Servizio Agricoltura, Lavori Pubblici, Antincendio Boschivo e Patrimonio della Comunità Montana. "L'inclusione dei Comuni proposti sarebbe un passaggio strategico per consolidare il recupero e lo sviluppo dell'olivicoltura locale, di assoluta qualità, e per consentire ai produttori, alcuni dei quali operativi da decenni e già particolarmente stimati, di valorizzare ancora di più il proprio lavoro attraverso la certificazione DOP".

Oliveti a Pescate
Le prime stime dell'ente, stando a quanto condiviso dallo stesso Corti, suggeriscono che in ciascuno dei sette Comuni candidati a subentrare nel "nuovo" areale ci sia almeno una realtà imprenditoriale interessata alla questione, oltre a numerosissimi privati che producono olio per il solo consumo familiare (allo stesso modo di coloro che, per esempio, coltivano un orto), per potenziali venti ettari. I privati sono oltre cinquecento nel Consorzio "Lario", che attualmente conta anche una ventina di aziende.
"L'olivicoltura è un'attività difficile e impegnativa, ma ultimamente sta riscuotendo molto interesse ed entusiasmo sul nostro territorio, anche tra i giovani. E questa è un'ottima notizia, anche perché questo tipo di coltivazione sopravvive di gran lunga all'uomo ed è quindi destinata ad avere un futuro non solo negli anni, ma addirittura nei secoli" ha proseguito Corti. "Senza dimenticare le sue implicazioni di carattere storico, sociale e culturale, considerando che l'olivo non rappresenta solo una valida proposta produttiva in ambito agricolo, ma è anche un vero e proprio simbolo di appartenenza al territorio lariano, un legame che ha accomunato i suoi abitanti per molti secoli, una immagine domestica indissolubile con quella dell'acqua del lago".
Ed è anche per questo motivo che la Comunità Montana conta nella massima condivisione dell'iniziativa anche da parte delle Amministrazioni Comunali interessate, che si auspica possano rendersi parte attiva dell'iter di modifica, da avviare tramite il Consorzio Olio DOP "Laghi Lombardi". Le prime adesioni sono attese già a breve, ma il percorso richiederà poi diversi mesi, essendo previsti step con Regione, Ministero e infine con il Parlamento Europeo a Bruxelles.
Nel frattempo, l'ente con sede in via Vasena a Galbiate ha già predisposto una relazione tecnica che riassume gli elementi fondamentali del progetto sotto il profilo storico e socio-economico, per testimoniare la tradizione olivicola e il legame con il territorio dell'area interessata. Tali documenti, una volta integrati con quelli di adesione da parte dei produttori, saranno poi inoltrati al Consorzio Olio DOP "Laghi Lombardi" per l'avvio formale dell'iter previsto.
Gli imprenditori agricoli che conducono oliveti nel territorio dei Comuni interessati sono quindi invitati a contattare quanto prima la Comunità Montana (rif. Renato Corti al 331.1772683 o via mail all'indirizzo renato.corti@comunitamontana.lc.it) per avere ulteriori informazioni ed esprimere il proprio sostegno all'iniziativa.




















