Da Venezia a Somasca: il cammino di D'Angella sulle tracce di San Girolamo
Un cammino lungo oltre duecento chilometri, ma soprattutto un viaggio dentro la storia, la spiritualità e l’umanità di San Girolamo Emiliani. È quello raccontato venerdì sera a Somasca dal calolziese Mario D’Angella, protagonista di una serata promossa dalla Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Girolamo in collaborazione con l’Archivio Generalizio dei Chierici Regolari Somaschi di Roma, in apertura delle celebrazioni giubilari verso il quinto centenario della fondazione dei Somaschi, che ricorrerà nel 2028.

Ad introdurre l’incontro è stato padre Maurizio Brioli, archivista generale dell’Ordine dei Padri Somaschi, prima di lasciare spazio al racconto di D’Angella, che ha scelto di ripercorrere fisicamente le tracce del santo veneziano partendo dalla città lagunare per arrivare proprio a Somasca, luogo che custodisce la memoria e le spoglie di San Girolamo.
«La vita è un cammino», ha spiegato il relatore, raccontando come il suo pellegrinaggio si fondi su tre elementi: spiritualità, cultura e attività sportiva. Un percorso preparato con attenzione e affrontato con quello che lui stesso ha definito il contenuto indispensabile del proprio zaino: ottimismo, motivazione, determinazione e speranza.

Partito da Venezia nel maggio dello scorso anno, D’Angella ha attraversato città e territori profondamente legati alla vicenda umana e spirituale di San Girolamo Emiliani: Treviso, Bassano del Grappa, Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo, Milano, Como e infine il Lecchese, fino all’arrivo a Somasca. Un itinerario costruito seguendo le impronte lasciate dal santo, visitando luoghi significativi della sua vita e delle opere che contribuirono a diffondere il suo messaggio.
La conferenza si è trasformata così in un vero viaggio nel tempo. Attraverso documenti, testimonianze storiche e aneddoti raccolti durante le sue ricerche, D’Angella ha ricostruito il contesto della Venezia del Cinquecento, la famiglia Emiliani, la cattura e la prigionia di Girolamo durante le guerre della Serenissima e la profonda conversione che cambiò per sempre il corso della sua esistenza. Particolarmente intenso il racconto della progressiva scelta di dedicarsi agli ultimi: orfani, malati, poveri, donne emarginate e persone colpite dalle epidemie che segnarono quel periodo storico. Una missione che portò San Girolamo a fondare opere assistenziali e percorsi educativi innovativi per l’epoca, basati sul lavoro, sulla formazione e sulla dignità della persona.
Nel suo cammino, D’Angella ha voluto toccare proprio quei luoghi dove il santo lasciò un segno concreto, da Vicenza a Verona, da Brescia a Bergamo, da Milano a Como, raccontando non solo la storia degli edifici e delle istituzioni nate grazie alla sua opera, ma anche le vicende delle persone che continuarono a portarne avanti l’eredità nei secoli successivi.
Ampio spazio è stato dedicato anche a Somasca, dove nel 1534 prese forma quella che sarebbe diventata la casa madre della Compagnia dei Servi dei Poveri, nucleo originario dell’Ordine dei Somaschi. Proprio qui San Girolamo trascorse gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte avvenuta nel febbraio del 1537 durante un’epidemia che colpì il territorio.
Nella parte finale della serata, il relatore ha proiettato un video che ha ripercorso alcune tappe fondamentali del viaggio compiuto lungo le orme del santo, commentando le immagini e aggiungendo ulteriori riflessioni e dettagli legati alle esperienze vissute durante il percorso.

Un momento particolarmente suggestivo che ha permesso al pubblico, numeroso, di addentrarsi nel cammino raccontato, tra paesaggi, luoghi storici e testimonianze raccolte lungo la strada. La serata si è conclusa tra lunghi applausi, a testimonianza dell’interesse e della partecipazione del pubblico, in un incontro che ha saputo unire racconto storico, esperienza personale e spiritualità, restituendo attualità al messaggio di San Girolamo Emiliani e alla sua eredità ancora viva nei luoghi e nelle opere dei Somaschi.

Ad introdurre l’incontro è stato padre Maurizio Brioli, archivista generale dell’Ordine dei Padri Somaschi, prima di lasciare spazio al racconto di D’Angella, che ha scelto di ripercorrere fisicamente le tracce del santo veneziano partendo dalla città lagunare per arrivare proprio a Somasca, luogo che custodisce la memoria e le spoglie di San Girolamo.
«La vita è un cammino», ha spiegato il relatore, raccontando come il suo pellegrinaggio si fondi su tre elementi: spiritualità, cultura e attività sportiva. Un percorso preparato con attenzione e affrontato con quello che lui stesso ha definito il contenuto indispensabile del proprio zaino: ottimismo, motivazione, determinazione e speranza.

Partito da Venezia nel maggio dello scorso anno, D’Angella ha attraversato città e territori profondamente legati alla vicenda umana e spirituale di San Girolamo Emiliani: Treviso, Bassano del Grappa, Vicenza, Verona, Brescia, Bergamo, Milano, Como e infine il Lecchese, fino all’arrivo a Somasca. Un itinerario costruito seguendo le impronte lasciate dal santo, visitando luoghi significativi della sua vita e delle opere che contribuirono a diffondere il suo messaggio.
La conferenza si è trasformata così in un vero viaggio nel tempo. Attraverso documenti, testimonianze storiche e aneddoti raccolti durante le sue ricerche, D’Angella ha ricostruito il contesto della Venezia del Cinquecento, la famiglia Emiliani, la cattura e la prigionia di Girolamo durante le guerre della Serenissima e la profonda conversione che cambiò per sempre il corso della sua esistenza. Particolarmente intenso il racconto della progressiva scelta di dedicarsi agli ultimi: orfani, malati, poveri, donne emarginate e persone colpite dalle epidemie che segnarono quel periodo storico. Una missione che portò San Girolamo a fondare opere assistenziali e percorsi educativi innovativi per l’epoca, basati sul lavoro, sulla formazione e sulla dignità della persona.

Ampio spazio è stato dedicato anche a Somasca, dove nel 1534 prese forma quella che sarebbe diventata la casa madre della Compagnia dei Servi dei Poveri, nucleo originario dell’Ordine dei Somaschi. Proprio qui San Girolamo trascorse gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte avvenuta nel febbraio del 1537 durante un’epidemia che colpì il territorio.
Nella parte finale della serata, il relatore ha proiettato un video che ha ripercorso alcune tappe fondamentali del viaggio compiuto lungo le orme del santo, commentando le immagini e aggiungendo ulteriori riflessioni e dettagli legati alle esperienze vissute durante il percorso.

Un momento particolarmente suggestivo che ha permesso al pubblico, numeroso, di addentrarsi nel cammino raccontato, tra paesaggi, luoghi storici e testimonianze raccolte lungo la strada. La serata si è conclusa tra lunghi applausi, a testimonianza dell’interesse e della partecipazione del pubblico, in un incontro che ha saputo unire racconto storico, esperienza personale e spiritualità, restituendo attualità al messaggio di San Girolamo Emiliani e alla sua eredità ancora viva nei luoghi e nelle opere dei Somaschi.
G.D.




















