Rifugio Bogani: una quindicina gli interessati all'acquisto, elenco al vaglio del CAI di Monza
Se c'è tempo fino al prossimo 25 giugno per candidarsi per gestire il Rifugio Cazzaniga Merlini ad Artavaggio, si è invece conclusa lo scorso 30 maggio la fase di acquisizione delle manifestazione di interesse per la cessione del Bogani all'alpe di Moncodeno. Come avevamo già raccontato (QUI l'articolo) la Sezione di Monza del Club Alpino Italiano ha infatti messo in vendita, dopo 120 anni di gloriosa storia, la struttura, edificata dal gruppo stesso nel 1906 sul versante Nord della Grigna Settentrionale. La "Capanna Monza", come venne inizialmente battezzata, fu poi distrutta dai fascisti nel 1944 e ricostruita, dopo la Liberazione, nel nome di Arnaldo Bogani, già presidente del CAI di Monza. Mandato avanti, negli ultimi trent'anni da Mariangela Buzzoni ed Enrico, il Rifugio, a malincuore, passerà, a stretto giro, di mano, anche se al momento è ancora difficile prevedere quando si arriverà alla sottoscrizione dell'atto di compravendita, come sottolinea Mario Cossa, vice-presidente della Sezione monzese.

"L'iter sarà il più veloce possibile" afferma. "Abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse, nell'ordine della quindicina più o meno. Le stanno vagliando i soci del consiglio direttivo". Facile immaginare come le candidature siano variegate e nel "mucchio" ci siano anche soggetti improbabili di facile scrematura per arrivare poi a stringere il cerchio attorno a profili con cui intavolare una trattativa anche sul piano economico.
Ciò che è certo è che in elenco, tra gli aspiranti nuovi proprietari del Bogani, non ci sono altre Sezioni CAI. Un'assenza che non stupisce. "Per noi - sottolinea Cossa, riprendendo anche le ragioni alla base della sofferta decisione di alienare l'immobile - mandare avanti un Rifugio è diventato troppo impegnativo, non solo dal punto di vista economico ma anche per l'onore della gestione".
Si sono dunque fatti avanti dunque altri interessati, tra privati, enti e associazioni, "comprendo tutto l'arco dei possibili fruitori della struttura" aggiunge il vicepresidente. "Alcuni sono già stati contattati. Nel mentre un nostro perito ha valutato il Rifugio dal punto di vista economico ma ovviamente, trattandosi anche di un bene di 120 anni, il prezzo sarà poi oggetto di trattativa andando a trovare un accordo al ribasso".
Tornando alle tempistiche Cossa rimarca: "la stagione è ormai compromessa, in parte. Ma un rifugio non può stare chiuso a lungo. Allo stesso tempo, come CAI, abbiamo un iter da rispettare, più lungo di quello che potrebbe essere una trattativa tra privati". Ormai, pare però trattarsi solo di settimane. Poi, dopo 120 anni, per il Rifugio Arnaldo Bogani arriverà il momento di voltare pagina.

"L'iter sarà il più veloce possibile" afferma. "Abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse, nell'ordine della quindicina più o meno. Le stanno vagliando i soci del consiglio direttivo". Facile immaginare come le candidature siano variegate e nel "mucchio" ci siano anche soggetti improbabili di facile scrematura per arrivare poi a stringere il cerchio attorno a profili con cui intavolare una trattativa anche sul piano economico.
Ciò che è certo è che in elenco, tra gli aspiranti nuovi proprietari del Bogani, non ci sono altre Sezioni CAI. Un'assenza che non stupisce. "Per noi - sottolinea Cossa, riprendendo anche le ragioni alla base della sofferta decisione di alienare l'immobile - mandare avanti un Rifugio è diventato troppo impegnativo, non solo dal punto di vista economico ma anche per l'onore della gestione".
Si sono dunque fatti avanti dunque altri interessati, tra privati, enti e associazioni, "comprendo tutto l'arco dei possibili fruitori della struttura" aggiunge il vicepresidente. "Alcuni sono già stati contattati. Nel mentre un nostro perito ha valutato il Rifugio dal punto di vista economico ma ovviamente, trattandosi anche di un bene di 120 anni, il prezzo sarà poi oggetto di trattativa andando a trovare un accordo al ribasso".
Tornando alle tempistiche Cossa rimarca: "la stagione è ormai compromessa, in parte. Ma un rifugio non può stare chiuso a lungo. Allo stesso tempo, come CAI, abbiamo un iter da rispettare, più lungo di quello che potrebbe essere una trattativa tra privati". Ormai, pare però trattarsi solo di settimane. Poi, dopo 120 anni, per il Rifugio Arnaldo Bogani arriverà il momento di voltare pagina.
A.M.




















