Calolzio: tre intitolazioni per ricordare De Ponti e la Sali di Bario

Il piazzale dell'interscambio, stretto tra la ferrovia e la grande ciminiera che ancora ricorda "ciò che fu", da quest'oggi è piazzale Gaspare De Ponti, ingegnere e imprenditore. Calolziocorte onora infatti la sua memoria industriale ed in particolare colui che, a lungo, impersonò la Sali di Bario, da datore di lavoro ma anche, come ricordato quest'oggi dal sindaco Marco Ghezzi, da uomo attento alla comunità e alle sue esigenze.
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Ma non solo. Anche le due vie adiacenti, su volere dell'amministrazione comunale, sono state rinominate diventando via Al Fabbricone, termine che deriva dalla dizione dialettale locale “Fabricù” (grande fabbrica) e, appunto, via Sali di Bario a creare così, come sottolineato dal professor Fabio Bonaiti, un "piccolo circuito di odonomastica", che è qualcosa di diverso della toponomastica che si eredita, andando a fermare con queste nuove intitolazioni valori e temi che arrivano dal passato per trasmetterli al futuro. 
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Per ricordare, nel senso di "portare al cuore" come aggiunto da Antonio Rusconi, quale presidente della Comunità Montana Val San Martino e Lario Orientale, ente oggi proprietario della Villa che fu della famiglia De Ponte e dell'annesso Giardino Botanico, "oasi di biodiversità in una città densa" come da definizione del suo curatore, il dottor Gabriele Rinaldi pronto dunque a evidenziare come Calolziocorte debba essere grata all'ingegnere anche per la scelta di insediare qui la sua dimora e crearvi poi attorno il parco di cui la collettività ora può godere.
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Una descrizione corale, quella di Gaspare De Ponti, arricchita poi dalle parole del nipote, suo omonimo, intervenuto con altri parenti per ribadire l'apprezzamento verso iniziative come quelle odierne che risaldano il legame, mai interrotto della famiglia con il capoluogo della Val San Martino oggi rappresentato dall'amministrazione comunale, dall'associazionismo e dagli studenti del Rota, co-protagonisti della cerimonia organizzata dall'assessore Tina Balossi a coronamento di un iter iniziato nel 2020.

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Zona Interscambio ferro- gomma
Piazzale GASPARE DE PONTI
Ingegnere e Imprenditore chimica (1883 -1971)


Gaspare de Ponti, dopo una laurea in chimica a Pavia, una laurea in legge a Genova e un diploma in elettrochimica al Politecnico di Milano, entrava, nel novembre del 1908, a soli venticinque anni, nel Consiglio di Amministrazione della Fabbrica Sali di Bario Concimi ed altri Prodotti Chimici di Calolziocorte (LC), divenendone a breve Amministratore delegato. Alla guida della società superò brillantemente le difficoltà della Prima guerra mondiale, la drammatica crisi economica degli anni Trenta e la nefasta Seconda guerra mondiale. Nonostante le avversità del periodo tra le due guerre mondiali, Gaspare de Ponti si adoperò in ogni modo per preservare i posti di lavoro nella fabbrica e mantenere attive le sue numerose opere filantropiche, rivolte soprattutto alla promozione della formazione professionale. Nel Dopoguerra, insieme ad altri industrial, chimici, fondò l'associazione Nazionale dell'Industria Chimica, di cui venne nominato Presidente e con la quale guidò la rinascita dell'industria chimica italiana. Ne 1954 assunse la Presidenza dell'Unione Industriale di Bergamo, carica che ricoprirà fina al 1965. Grazie anche alle sue riconosciute qualità di scienziato, manterrà il ruolo di Amministratore delegato prima e, successivamente, di Presidente della Fabbrica Sali di Bario fino alla morte avvenuta all'età di ottantotto anni, il 24 febbraio 1971

Via al Fabbricone
Il termine deriva dalla dizione dialettale locale "Fabricù" (grande fabbrica), con i quali i Calolziesi da sempre chiamano l'ex stabilimento Sali di Bario, uno degli esempi di archeologia industriale più importanti nonché significativa testimonianza storica del comparto chimico del territorio lecchese. Esso identifica perfettamente li complesso produttivo, per quasi un secolo destinato alla lavorazione della barite, non solo per la mole grandiosa degli edifici e della sua ciminiera, in buona parte ancora conservati, ma anche per la maestosità con cui un tempo, isolato e imponente, si stagliava nella piana disabitata compresa tra la ferrovia e le rive del Lago di Olginate, visibile dal tutto il circondario

Via Sali di Bario
Dalla seconda metà dell'Ottocento, la Valsassina era in Italia la principale fornitrice di barite (bario solfato naturale), estratta da quattro cave lungo iI torrente Pioverna tra Primaluna e Cortabbio. Il minerale impiegato nella produzione di vernici, coloranti e carta per alimenti, veniva trasportato a valle dove, prima della macinazione, veniva separato dallo sterile e classificato in base al colore. Due produttori lecchesi, Pietro Cugnasca e Domenico Baggioli, colsero questa opportunità, dando vita a Calolzio, il 24 marzo 1900, alla Cugnasca-Baggioli e C., una industria chimica per la lavorazione della barite.
La posizione fu scelta per la vicinanza alla ferrovia Lecco-Milano e al fiume Adda, utili per il trasporto e approvvigionamento idrico. Una centrale idroelettrica sul torrente Gallavesa garantiva energia per l'illuminazione. Il nucleo originario dello stabilimento, attraversato da binari collegati alla vicina ferrovia, era composto da un palazzo per gli uffici, reparti produttivi, capannoni a shed e la caratteristica ciminiera alta 62 metri.
L'8 novembre 1908, in sostituzione della precedente compagine, venne fondata a Milano la Società Anonima Fabbrica Sali di Bario, Concimi ed altri prodotti chimici che vide, oltre ad illustri azionisti lecchesi, l'ingresso nel Consiglio di Amministrazione dei milanesi Luigi de Ponti e del figlio Gaspare, che acquisirono poco alla volta le azioni della società, assumendone successivamente il totale controllo. A iniziali difficoltà, seguì un periodo in cui aumentò significativamente la produzione, contribuendo allo sviluppo demografico e occupazionale del paese e dei comuni limitrofi. Inoltre, nel 1915, Gaspare de Ponti avvio la produzione di pario solfato farmaceutico per i raggi X, destinata a caratterizzare a lungo la "missione" dello stabilimento Durante la Prima guerra mondiale, la fabbrica fu dichiarata dallo Stato "azienda ausiliaria", fornendo cos acido solforico e sodio solfuro all'industria bellica. Il Primo dopoguerra e la "Grande depressione" del 1929 causarono una crisi significativa, ben superata anche grazie all'avvedutezza e intraprendenza della famiglie de Ponti.
Durante la Seconda guerra mondiale il lavoro proseguì regolarmente anche se cominciarono a farsi sentire alcuni problemi quali il trasporto e il reperimento delle materie prime, il blocco dei prezzi e i contingentamento dell'energia elettrica. Nonostante alcuni reparti furono chiusi, per evitare licenziamenti vennero avviate manutenzioni straordinarie e turni di lavoro avvicendati
Dal dopoguerra, la concorrenza nazionale e internazionale rese i costi insostenibili. Nonostante ingenti investimenti e significativi aumenti di capitale, anche grazie all'entrata di Ferdinand o de Ponti nel Consiglio di Amministrazione, il 1969 fu un anno critico per lo stabilimento. Per rilanciare la fabbrica si avviarono tentativi di partnership con altre società del settore chimico. Cosi, il 23 giugno del 1971, poco dopo la morte di Gaspare de Ponti, la Sali di Bario venne ceduta alla società Ammi (Azienda Minerali Metalli italiani). Dopo vari avvicendamenti e cambi di gestione, lo stabilimento chiuse definitivamente nel 1998
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