Civate: l'Ultima Cena prende vita, come dipinta da Leonardo
Proprio lì, dove secondo il ricercatore ungherese Gabor Spielmann, Leonardo avrebbe ambientato la sua Ultima Cena, quest'oggi il Cenacolo ha preso vita. Il refettorio del Monastero di San Calocero a Civate ha ospitato una rievocazione unica, ispirata al capolavoro rinascimentale, con costumi, colori e disposizioni sceniche fedeli ad uno dei dipinti più celebri al mondo.

I tanti intervenuti, suddivisi su più turni e a gruppetti per via della limitatezza degli spazi, riusciti a prenotarsi per tempo, con i posti disponibili andati assai velocemente sold out, hanno potuto godere, di un assaggio, in piccolo ma in una location d'eccezione chiaramente, della storica rappresentazione di Romagnano Sesia.
Ad animare una delle immagini più potenti della storia sono stati infatti attori e figuranti del Comitato Pro Venerdì Santo APS, associazione che, dal 1927, ha rilevato la Congregazione del Santo Enterro che, dal lontanissimo 1729, si è fatta carico dell'organizzazione di quella che, nata come una processione è poi divenuta una grandiosa rievocazione pasquale con quadri viventi in più giorni, proposta, ora con cadenza biennale negli anni dispari, nel piccolo borgo piemontese.

Ad aprire il pomeriggio, promosso dalla Casa del Cieco in collaborazione con Luce Nascosta, ViviCivate, Le Gocce e il locale gruppo Alpini con il patrocinio di Comune e Parrocchia, la processione delle Palme, momento introduttivo ad un viaggio tra fede, teatro e bellezza.
Eccone un "sunto" nella galleria fotografica a cura di Stefano Cardini.

I tanti intervenuti, suddivisi su più turni e a gruppetti per via della limitatezza degli spazi, riusciti a prenotarsi per tempo, con i posti disponibili andati assai velocemente sold out, hanno potuto godere, di un assaggio, in piccolo ma in una location d'eccezione chiaramente, della storica rappresentazione di Romagnano Sesia.
Ad animare una delle immagini più potenti della storia sono stati infatti attori e figuranti del Comitato Pro Venerdì Santo APS, associazione che, dal 1927, ha rilevato la Congregazione del Santo Enterro che, dal lontanissimo 1729, si è fatta carico dell'organizzazione di quella che, nata come una processione è poi divenuta una grandiosa rievocazione pasquale con quadri viventi in più giorni, proposta, ora con cadenza biennale negli anni dispari, nel piccolo borgo piemontese.

Ad aprire il pomeriggio, promosso dalla Casa del Cieco in collaborazione con Luce Nascosta, ViviCivate, Le Gocce e il locale gruppo Alpini con il patrocinio di Comune e Parrocchia, la processione delle Palme, momento introduttivo ad un viaggio tra fede, teatro e bellezza.
Eccone un "sunto" nella galleria fotografica a cura di Stefano Cardini.




















