Villa San Carlo: 'eri vita', in tanti per l'addio a Patrizia Caterisano
Don Paolo ne ha ricordato la gentilezza, citando il sorriso con cui accoglieva lui, sua madre e tutti gli altri clienti che si approcciavano al banco della gastronomia, all'interno del supermercato dove lavorava. Impresso nella mente del sacerdote un "ritratto bello", "sereno", di una persona "entusiasta di quello che faceva".
Pennellate più personali, le ha aggiunte la nipote Isabel, consapevole di ricevere proprio dalla zia la forza per condividere con tutti gli intervenuti alla cerimonia funebre, un saluto. "Eri semplicità. Vivevi delle piccole cose che ti riempivano il cuore" ha scritto nella missiva letta, sul finire della funzione, dal celebrante, chiamato a dare voce a una ragazzina distrutta dal dolore, ma desiderosa di tenere stretti il profumo e i ricordi meravigliosi dei momenti passati con una persona che ha fatto parte, da sempre, della sua esistenza. "Correvi sempre per aiutare gli altri", "ti sei fatta volere bene da tutti, impossibile non amarti".

Questa era Patrizia Caterisano, la cinquantenne trovata senza vita nelle prime ore di sabato 14 marzo nel greto del Greghentino, in un punto a poca distanza dal centro di Villa San Carlo, dove questo pomeriggio, dribblando gli accessi chiusi per i lavori in corso, in tanti si sono radunati per tributarle l'ultimo saluto.
Se gli inquirenti fin da subito parrebbero aver escluso la morte violenta avvalorando l'ipotesi del tragico incidente o del malore, saranno le risultanze dell'autopsia disposta dalla magistratura, a far chiarezza su un decesso tanto improvviso.

"La morte sconcerta sempre, ancor di più una morte prematura disorienta e addolora", ha sottolineato, nell'omelia, il parroco, riconoscendo come nessuno può dare una risposta al "perché?" che risuona nella testa e nel cuore di chi ha conosciuto Patrizia. "Solo il silenzio, le lacrime e la preghiera sono gli atteggiamenti più consoni per sostenere il peso della sua morte" ha aggiunto, parlando del silenzio come di una carezza per cogliere la luce anche nelle ore del buio. E' assenza di parole, ma non di sentimenti. Con quest'ultimi che si manifestano nelle lacrime che a loro volta diventano forma muta di preghiera. "Vi siamo vicini", ha detto rivolgendosi a mamma Concetta, papà Pietro e ai fratelli Franco e Domenico, ben consapevole di come sia difficile sopravvivere alla perdita di una figlia e di una sorella.

"Spero - l'augurio espresso invece dalla Isabel rivolgendosi direttamente alla zia - che tu abbia trovato la pace, con il tuo Massi. Eri vita, continuerò - la promessa - a vivere per te".
"Per sempre", come nel testo della canzone di Eros Ramazzotti che ha accompagnato l'uscita del feretro dalla chiesa, tra silenzio e lacrime.
"Per i miei occhi tu splenderai
Bella come il sole
Infiniti poi del cuore
Infinita felicità
Quando penso che tu sei
Per me per sempre"

Patrizia Caterisano
Pennellate più personali, le ha aggiunte la nipote Isabel, consapevole di ricevere proprio dalla zia la forza per condividere con tutti gli intervenuti alla cerimonia funebre, un saluto. "Eri semplicità. Vivevi delle piccole cose che ti riempivano il cuore" ha scritto nella missiva letta, sul finire della funzione, dal celebrante, chiamato a dare voce a una ragazzina distrutta dal dolore, ma desiderosa di tenere stretti il profumo e i ricordi meravigliosi dei momenti passati con una persona che ha fatto parte, da sempre, della sua esistenza. "Correvi sempre per aiutare gli altri", "ti sei fatta volere bene da tutti, impossibile non amarti".

Questa era Patrizia Caterisano, la cinquantenne trovata senza vita nelle prime ore di sabato 14 marzo nel greto del Greghentino, in un punto a poca distanza dal centro di Villa San Carlo, dove questo pomeriggio, dribblando gli accessi chiusi per i lavori in corso, in tanti si sono radunati per tributarle l'ultimo saluto.
Se gli inquirenti fin da subito parrebbero aver escluso la morte violenta avvalorando l'ipotesi del tragico incidente o del malore, saranno le risultanze dell'autopsia disposta dalla magistratura, a far chiarezza su un decesso tanto improvviso.

"La morte sconcerta sempre, ancor di più una morte prematura disorienta e addolora", ha sottolineato, nell'omelia, il parroco, riconoscendo come nessuno può dare una risposta al "perché?" che risuona nella testa e nel cuore di chi ha conosciuto Patrizia. "Solo il silenzio, le lacrime e la preghiera sono gli atteggiamenti più consoni per sostenere il peso della sua morte" ha aggiunto, parlando del silenzio come di una carezza per cogliere la luce anche nelle ore del buio. E' assenza di parole, ma non di sentimenti. Con quest'ultimi che si manifestano nelle lacrime che a loro volta diventano forma muta di preghiera. "Vi siamo vicini", ha detto rivolgendosi a mamma Concetta, papà Pietro e ai fratelli Franco e Domenico, ben consapevole di come sia difficile sopravvivere alla perdita di una figlia e di una sorella.

"Spero - l'augurio espresso invece dalla Isabel rivolgendosi direttamente alla zia - che tu abbia trovato la pace, con il tuo Massi. Eri vita, continuerò - la promessa - a vivere per te".
"Per sempre", come nel testo della canzone di Eros Ramazzotti che ha accompagnato l'uscita del feretro dalla chiesa, tra silenzio e lacrime.
"Per i miei occhi tu splenderai
Bella come il sole
Infiniti poi del cuore
Infinita felicità
Quando penso che tu sei
Per me per sempre"
A.M.





















