Colico: tradizione rispettata con il rito dei 'Marziroo'
Si è svolto domenica pomeriggio il tradizionale appuntamento con “I Marziroo”, organizzato dal Museo della Storia Contadina di Colico. Numerosi i partecipanti arrivati dalle diverse frazioni del paese, che si sono ritrovati per condividere un momento di festa all’insegna delle tradizioni popolari.


Ad accoglierli gli organizzatori che, accompagnati dalle note di un fisarmonicista, hanno dato il via al pomeriggio di festa.



Il programma ha proposto alcuni giochi di una volta: la corsa dei sacchi, prima dedicata ai bambini e poi ai papà, il gioco della carriola in coppia papà-figlio e la tradizionale corsa con i figli trasportati sulle spalle.


Anche quest'anno dunque la tradizione è stata rispettata con il momento simbolico della “chiamata dell’erba”, antica usanza legata all’arrivo della primavera. Con rumori, richiami, soprattutto i campanacci, con cui grandi e piccoli hanno rievocato il gesto simbolico con cui un tempo si “chiamava” la natura a risvegliarsi dopo l’inverno.


Al termine di questi "giri" nei prati e campi la generosità degli abitanti del luogo ricompensata tutti con farina, burro e prodotti della terra per consumarli insieme e, per mantenere fede a questa tradizione, i volontari del museo hanno organizzato una gustosa merenda molto apprezzata da tutti.
Protagonisti della giornata sono stati soprattutto i bambini, accompagnati dai genitori e da tanti appassionati di queste antiche usanze che continuano a essere tramandate di generazione in generazione.



Ad accoglierli gli organizzatori che, accompagnati dalle note di un fisarmonicista, hanno dato il via al pomeriggio di festa.



Il programma ha proposto alcuni giochi di una volta: la corsa dei sacchi, prima dedicata ai bambini e poi ai papà, il gioco della carriola in coppia papà-figlio e la tradizionale corsa con i figli trasportati sulle spalle.



Anche quest'anno dunque la tradizione è stata rispettata con il momento simbolico della “chiamata dell’erba”, antica usanza legata all’arrivo della primavera. Con rumori, richiami, soprattutto i campanacci, con cui grandi e piccoli hanno rievocato il gesto simbolico con cui un tempo si “chiamava” la natura a risvegliarsi dopo l’inverno.



Al termine di questi "giri" nei prati e campi la generosità degli abitanti del luogo ricompensata tutti con farina, burro e prodotti della terra per consumarli insieme e, per mantenere fede a questa tradizione, i volontari del museo hanno organizzato una gustosa merenda molto apprezzata da tutti.
Protagonisti della giornata sono stati soprattutto i bambini, accompagnati dai genitori e da tanti appassionati di queste antiche usanze che continuano a essere tramandate di generazione in generazione.
M.A.




















