Donazione di organi: in Provincia di Lecco il 70% (di chi si è espresso) dice ‘sì’
Il tema della donazione di organi continua a rappresentare uno degli indicatori più significativi della sensibilità civica di una comunità. Nella provincia di Lecco, i dati del Centro Nazionale Trapianti relativi alle dichiarazioni espresse al momento del rinnovo della carta d’identità elettronica (CIE) mostrano un quadro complessivamente positivo, ma caratterizzato da differenze molto marcate tra i vari Comuni.
I dati, aggiornati al 2 marzo 2026, indicano che il 70,5% dei cittadini lecchesi – tra quelli che hanno scelto di esprimersi – ha dato il proprio consenso alla donazione degli organi, mentre il 29,5% ha scelto di non aderire. Una percentuale che si colloca in linea con molte realtà del Nord Italia, ma che nasconde situazioni molto diverse da territorio a territorio.
L’analisi nasce anche grazie alla segnalazione di Roberto Panzeri, che ha condiviso e rielaborato i dati.
Come ha spiegato lo stesso Panzeri: “negli ultimi tempi ho visto molti articoli che parlano della situazione delle associazioni AIDO e di come i cittadini esprimono il consenso alla donazione degli organi nei vari comuni, in particolare esprimendosi al momento del rinnovo della carta d'identità. È un tema che personalmente mi sta molto a cuore e ho voluto approfondirlo.”
Partendo dalle percentuali più basse, emergono alcune realtà in cui il consenso alla donazione risulta decisamente inferiore alla media provinciale. Il dato più contenuto si registra a Valmadrera, dove solo il 51,1% dei cittadini ha espresso parere favorevole. Di fatto, quasi metà delle persone sceglie di non dare il consenso. Poco sopra si collocano Nibionno, con il 59,5%, e Pasturo, dove la percentuale di consensi raggiunge il 60,6%. Si tratta di valori significativamente inferiori alla media provinciale del 70,5%.
Anche altri Comuni si collocano poco sopra la soglia del 60%, come Pagnona (61,2%), Bulciago (61,4%), Calolziocorte (61,5%) e Taceno (61,8%), a conferma di come la sensibilità su questo tema possa variare molto anche tra territori geograficamente vicini. All’estremo opposto della classifica si trovano invece alcune realtà in cui la disponibilità alla donazione è particolarmente elevata.
Tra i Comuni più virtuosi spicca Oliveto Lario, dove il consenso raggiunge l’86,5%, seguito da Montevecchia con l’89% e da Premana, che arriva al 92,1%. Il caso più “particolare” è però quello di Morterone, dove il consenso tocca il 100%. Naturalmente si tratta di un dato da interpretare con cautela, trattandosi del Comune più piccolo d’Italia e quindi con numeri assoluti molto limitati. In generale, molti piccoli centri mostrano percentuali di adesione molto alte: è il caso, ad esempio, di Colico, che registra l’85,5% di consensi, ma anche di Barzio (84,6%), Casargo (82,8%) e Primaluna (82%).Osservando i dati su scala territoriale più ampia emergono alcune tendenze interessanti anche tra le diverse aree della provincia. Utilizzando i “circondari” statistici definiti dalla Provincia di Lecco, si nota come la situazione più critica si registri nel territorio della Valle San Martino, dove il consenso medio si ferma al 64,5%, ben al di sotto della media provinciale. Nel circondario di Lecco il dato sale al 69%, mentre nelle aree di Casatenovo e Oggiono si attesta rispettivamente al 70,2% e al 70,3%, sostanzialmente in linea con la media provinciale. Percentuali più elevate si osservano invece nei territori di Merate, con il 73,5%, e soprattutto nelle aree montane e lacustri: Alto Lario e Valsassina risultano infatti le zone con la maggiore adesione, con valori rispettivamente del 75,6% e del 78,3%.
Se le tendenze territoriali aiutano a delineare un quadro generale, la variabilità più evidente resta comunque quella tra i singoli Comuni. Nel giro di pochi chilometri si passa infatti da percentuali poco sopra il 50% a livelli superiori al 90%. Un divario che potrebbe dipendere da diversi fattori: la presenza di associazioni attive sul territorio, il ruolo dell’informazione e della sensibilizzazione locale oppure dinamiche sociali e culturali differenti tra comunità.
Come osserva lo stesso Panzeri, sarebbe interessante approfondire proprio le ragioni di queste differenze. Nel frattempo, la mappa e i dati raccolti rappresentano uno strumento utile per stimolare una riflessione sul tema e per comprendere meglio il livello di consapevolezza dei cittadini rispetto alla donazione di organi.
I dati, aggiornati al 2 marzo 2026, indicano che il 70,5% dei cittadini lecchesi – tra quelli che hanno scelto di esprimersi – ha dato il proprio consenso alla donazione degli organi, mentre il 29,5% ha scelto di non aderire. Una percentuale che si colloca in linea con molte realtà del Nord Italia, ma che nasconde situazioni molto diverse da territorio a territorio.
L’analisi nasce anche grazie alla segnalazione di Roberto Panzeri, che ha condiviso e rielaborato i dati.
Come ha spiegato lo stesso Panzeri: “negli ultimi tempi ho visto molti articoli che parlano della situazione delle associazioni AIDO e di come i cittadini esprimono il consenso alla donazione degli organi nei vari comuni, in particolare esprimendosi al momento del rinnovo della carta d'identità. È un tema che personalmente mi sta molto a cuore e ho voluto approfondirlo.”

Anche altri Comuni si collocano poco sopra la soglia del 60%, come Pagnona (61,2%), Bulciago (61,4%), Calolziocorte (61,5%) e Taceno (61,8%), a conferma di come la sensibilità su questo tema possa variare molto anche tra territori geograficamente vicini. All’estremo opposto della classifica si trovano invece alcune realtà in cui la disponibilità alla donazione è particolarmente elevata.
Tra i Comuni più virtuosi spicca Oliveto Lario, dove il consenso raggiunge l’86,5%, seguito da Montevecchia con l’89% e da Premana, che arriva al 92,1%. Il caso più “particolare” è però quello di Morterone, dove il consenso tocca il 100%. Naturalmente si tratta di un dato da interpretare con cautela, trattandosi del Comune più piccolo d’Italia e quindi con numeri assoluti molto limitati. In generale, molti piccoli centri mostrano percentuali di adesione molto alte: è il caso, ad esempio, di Colico, che registra l’85,5% di consensi, ma anche di Barzio (84,6%), Casargo (82,8%) e Primaluna (82%).Osservando i dati su scala territoriale più ampia emergono alcune tendenze interessanti anche tra le diverse aree della provincia. Utilizzando i “circondari” statistici definiti dalla Provincia di Lecco, si nota come la situazione più critica si registri nel territorio della Valle San Martino, dove il consenso medio si ferma al 64,5%, ben al di sotto della media provinciale. Nel circondario di Lecco il dato sale al 69%, mentre nelle aree di Casatenovo e Oggiono si attesta rispettivamente al 70,2% e al 70,3%, sostanzialmente in linea con la media provinciale. Percentuali più elevate si osservano invece nei territori di Merate, con il 73,5%, e soprattutto nelle aree montane e lacustri: Alto Lario e Valsassina risultano infatti le zone con la maggiore adesione, con valori rispettivamente del 75,6% e del 78,3%.
Se le tendenze territoriali aiutano a delineare un quadro generale, la variabilità più evidente resta comunque quella tra i singoli Comuni. Nel giro di pochi chilometri si passa infatti da percentuali poco sopra il 50% a livelli superiori al 90%. Un divario che potrebbe dipendere da diversi fattori: la presenza di associazioni attive sul territorio, il ruolo dell’informazione e della sensibilizzazione locale oppure dinamiche sociali e culturali differenti tra comunità.
Come osserva lo stesso Panzeri, sarebbe interessante approfondire proprio le ragioni di queste differenze. Nel frattempo, la mappa e i dati raccolti rappresentano uno strumento utile per stimolare una riflessione sul tema e per comprendere meglio il livello di consapevolezza dei cittadini rispetto alla donazione di organi.
E.Ma.






















