Casargo: don Bruno affida a nonno Fermo i 40 morti di Crans-Montana

La chiesa di San Bernardino a Casargo, nel pomeriggio di oggi, si è riempita per dare l’ultimo saluto a Fermo Maffei. Accanto ai familiari non potevano mancare i giovani della Mostra della Capra Orobica, i più fedeli, quelli hanno da sempre chiamato l'anziano - tra i primi promotori dell'evento - “nonno”.
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Classe 1927, memoria storica del paese, Maffei si è spento all'improvviso, sulla poltrona di casa, con accanto la figlia e un nipote, come ricordato dal parroco, don Bruno Maggioni, nella sua sentita omelia, sottolineando come la notizia della sua dipartita sia presto "risuonata di voce in voce e da cuore a cuore". 
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Il 98enne aveva però in qualche modo già preparato anche il suo funerale, con il celebrante pronto ad attenersi alle disposizioni ricevute e dunque a "obbedire", tratteggiandone il profilo, chiedendosi "è stata una vita vera o tutta un’avventura?". Si conoscevano bene i due. "L’amicizia a cui teneva è stata l’occasione per specchiarci e verificare le scelte compiute" ha detto don Bruno, arrivato a commuoversi, dopo aver ricordato anche i racconti che Fermo era solito proporre e le sue giornate da “semi pensionato”, sempre indaffarato ad accudire i suoi piccoli animali, dai gatti alle galline, fino alle capre. "I pret con i so balett e i carabinier con i so manett tegnen el mund quiet", era solito sostenere.
Con le lacrime agli occhi, il parroco ha ricordato l’affetto per un uomo che ha sempre dimostrato "tenerezza e affettuosità". In conclusione ha voluto affidare al casarghese, "in paradiso", un compito ben preciso: "occuparsi di quei 40 ragazzi morti in Svizzera a Capodanno. Fai come facevi con noi: tieni loro compagnia, racconta le tue storie e falli sorridere, nel modo in cui tu sei capace". 
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Così facendo, ha affidato a Fermo dei “nuovi nipoti” in cielo, certo che sulla terra i “nipoti” della Capra Orobica non dimenticheranno questo “nonno” che ha lasciato loro tanti insegnamenti, di cui saranno custodi. 
Al termine della funzione, proprio i giovani allevatori della Valle hanno voluto accompagnare in spalla il feretro Maffei fino al mezzo funebre fuori dalla chiesa. L'ultimo omaggio ad un grande uomo.
M.A.
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