Lecco: continuità, giovani e collaborazione i 3 assi della neo-eletta presidente del Cai

Tanto entusiasmo, dice. E sottolinea da un lato il coinvolgimento dei giovani e dell’altro un nuovo consiglio direttivo nel quale sono rappresentate tutti i vari i gruppi che compongono la sezione. Garanzia, dunque, per una guida in grado di interpretare le differenti anime dell’associazione. Il Cai Lecco, appena concluse le celebrazioni per i 150 anni dalla fondazione – avvenuta, come si saprà – il 22 maggio 1874 – ha rinnovato le proprie cariche per il prossimo triennio, scegliendo di continuare ad affidare il proprio timore a una donna. La presidente uscente, Adriana Baruffini che è stata la prima esponente del gentil sesso a guidare la sezione lecchese, passa infatti il testimone a Paola Frigerio che nei tre anni passati ha affiancato in segreteria la stessa Baruffini e che in città è anche conosciuta per il suo impegno politico, essendo infatti consigliere comunale per la lista civica “Fattore Lecco”. Frigerio, ingegnere di professione e già con diversi incarichi sociali, è stata eletta presidente dal consiglio direttivo riunitosi il 31 marzo.
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Paola Frigerio

C’è dunque aria di continuità nel programma di lavoro della neopresidente. La quale appunto si sofferma sulla rappresentatività data negli organismi dirigenti alle varie articolazioni della sezione: l’alpinismo giovanile e l’età d’oro dei più anziani, lo sci e l’escursionismo, la speleologia e naturalmente i “Ragni” che per l’anno in corso stanno già predisponendo un calendario di spedizioni, la più imminente in Himalaya. La sezione conta complessivamente 3.300 iscritti distribuiti tra la “casa madre” di Lecco e le sottosezioni dello “Strada Storta” di Acquate nonché Barzio e Ballabio. E l’obiettivo è quello di consolidare ulteriormente le attività organizzate in comune, pur riconoscendo che ogni sottosezione ha identità proprie.
Su questo fronte, obiettivo importante sarà la sistemazione del bivacco sulla cima del monte Due Mani e che negli ultimi anni ha fatto registrare non pochi problemi per via di frequentatori maleducati e alla fine è stato addirittura chiuso per alcuni atti di vandalismo. Grazie a un finanziamento del Cai lombardo si procederà ora al suo rinnovo, opera che si aggiunge alle altre che rientrano in un’ordinaria amministrazione per quanto impegnativa come la manutenzione delle ferrate e dei sentieri.
E in tema di collaborazione, Frigerio guarda anche alle altre associazioni del territorio attive in montagna: «Collaborare – dice – è essenziale, ciascuno per le proprie competenze. Sono del Cai, ma sono anche sempre stata nel Consiglio della Sel (Società escursionisti lecchese) e mi rendo quindi perfettamente conto della necessità di unire le forze, di promuovere iniziative in continua gli uni con gli altri. Anzi, ci dispiace quando magari, per vari motivi, le attività dell’una e dell’altra associazione si sovrappongono».
Poi, i giovani, il cui coinvolgimento solitamente rappresenta un cruccio di molte associazioni di volontariato che da tempo lamentano uno scarso ricambio generazionale. «Noi – dice invece Frigerio – siamo riuscire a coinvolgere molti giovani. Grazie anche a Paolo Colombo, il vicepresidente, conosciuto in città anche per la sua attività con l’Officina Gerenzone (attiva per la salvaguardia dello storico torrente lecchese, ndr) che ha saputo trascinare tanti altri ragazzi».
E proprio ai giovani si guarda con particolare interesse: «Vogliamo rilanciare ulteriormente l’alpinismo giovanile – spiega la presidente - Attualmente ci sono due gruppi, ma i numeri di partecipanti sono esigui. Crediamo che Lecco possa esprimere molto di più. Dal prossimo anno scolastico, andremo quindi nelle ascuole a svolgere attività di promozione».
D.C.
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