Bellano: i 'cuginetti' e tanti amici per l'ultimo saluto a Ivan Mezzera
Ad accompagnare il feretro di Ivan Mezzera lungo la navata della chiesa parrocchiale dei santi Nazario e Celso, questo pomeriggio, sono stati gli amici che, con questo gesto, hanno voluto rimarcare quel forte legame con il bellanese già manifestato pubblicamente sui social dopo aver appreso la notizia della tragica scomparsa.
A seguire gli adulti, i bambini: ciascuno ha portato una gerbera colorata che è stata posizionata ai piedi della bara, creando un piccolo giardino variopinto che ha dato una pennellata di colore ad un momento di dolore, con i genitori del 43enne chiamati a dire addio al loro unico figlio, strappato alla vita all'improvviso, nel tunnel di Pusiano, a seguito dello schianto contro un pickup che si è portato via anche Mattia Mazzina, il colichese le cui esequie sono state celebrate in mattinata a Villatico.
Nella sua omelia il parroco di Bellano, don Emilio Sorte, si è rivolto a tutti i presenti "cercando di entrare nei cuori", rivolgendosi in particolare poi alla madre e al padre, per ricordare loro come Ivan, fin da piccolo, fosse stato una persona tranquilla, "che non ha mai dato problemi, responsabile e sereno", invitandoli ad essere contenti per aver avuto la gioia di averlo e auspicando che questa gioia rimanga sempre in loro.
Si è poi immedesimato nel ruolo degli amici e coscritti del 44enne, affermando che al posto di Ivan poteva essere chiunque, in questo "mistero della vita" essendo ognuno di noi nato con il proprio destino. "Prima del destino terreno però c'è una storia di comunione bellissima, in cui Ivan è stato bravo e tutti a volte riusciamo ad anticipare, ovvero il destino di luce e relazioni nella gioia e nella sincerità, nella bellezza e nella pienezza".

Il sacerdote, ancora, ha più fatto riferimento all'enorme presenze di persone che si sono ritrovate per questo ultimo saluto - la chiesa era effettivamente piena ed anche sagrato affollato - segno della capacità di Ivan di tessere "relazioni fitte e significative". Del resto il 43enne era "una persona di cui ti puoi fidare, bella, responsabile e pulita e gioiosa", ha rimarcato ancora, citando il suo entusiasmo, il suo amore per la vita, per lo sport, per le persone e per i suoi 'cuginetti' ossia i bimbi dei suoi amici più cari.
Sono stati proprio loro, sul finire della funzione, a prendere la parola, per salutare e ringraziare, a modo loro, Ivan, tra aneddoti e richieste, come quella di "farci sentire che sei ancora accanto a noi". Per chiosare con un semplicissimo ma non banale "ciao Ivan, ti vogliamo bene".

Anche i colleghi di lavoro hanno espresso il loro saluto, ricordando il giorno di 17 anni fa in cui Mezzera, ingegnere, ha iniziato il suo percorso in studio.
In ufficio, sulla scrivania rimasta inaspettatamente vuota, c'è ora un fiore. "Per ricordarci - hanno detto - che anche se non ti vediamo sei qui con noi", esprimendo la sua mancanza odierna e futura, prima di augurargli "buon viaggio".
A seguire gli adulti, i bambini: ciascuno ha portato una gerbera colorata che è stata posizionata ai piedi della bara, creando un piccolo giardino variopinto che ha dato una pennellata di colore ad un momento di dolore, con i genitori del 43enne chiamati a dire addio al loro unico figlio, strappato alla vita all'improvviso, nel tunnel di Pusiano, a seguito dello schianto contro un pickup che si è portato via anche Mattia Mazzina, il colichese le cui esequie sono state celebrate in mattinata a Villatico.

Si è poi immedesimato nel ruolo degli amici e coscritti del 44enne, affermando che al posto di Ivan poteva essere chiunque, in questo "mistero della vita" essendo ognuno di noi nato con il proprio destino. "Prima del destino terreno però c'è una storia di comunione bellissima, in cui Ivan è stato bravo e tutti a volte riusciamo ad anticipare, ovvero il destino di luce e relazioni nella gioia e nella sincerità, nella bellezza e nella pienezza".

Il sacerdote, ancora, ha più fatto riferimento all'enorme presenze di persone che si sono ritrovate per questo ultimo saluto - la chiesa era effettivamente piena ed anche sagrato affollato - segno della capacità di Ivan di tessere "relazioni fitte e significative". Del resto il 43enne era "una persona di cui ti puoi fidare, bella, responsabile e pulita e gioiosa", ha rimarcato ancora, citando il suo entusiasmo, il suo amore per la vita, per lo sport, per le persone e per i suoi 'cuginetti' ossia i bimbi dei suoi amici più cari.
Sono stati proprio loro, sul finire della funzione, a prendere la parola, per salutare e ringraziare, a modo loro, Ivan, tra aneddoti e richieste, come quella di "farci sentire che sei ancora accanto a noi". Per chiosare con un semplicissimo ma non banale "ciao Ivan, ti vogliamo bene".

Anche i colleghi di lavoro hanno espresso il loro saluto, ricordando il giorno di 17 anni fa in cui Mezzera, ingegnere, ha iniziato il suo percorso in studio.
In ufficio, sulla scrivania rimasta inaspettatamente vuota, c'è ora un fiore. "Per ricordarci - hanno detto - che anche se non ti vediamo sei qui con noi", esprimendo la sua mancanza odierna e futura, prima di augurargli "buon viaggio".
M.A.