Civate: vita, male e amore nel 'Pinocchio' del 26enne Francesco Cagliani

Le amministrazioni comunali di Valmadrera e Civate, in collaborazione con l'associazione Vanda Generazione Futuro, hanno promosso per quest’oggi, 29 marzo, un doppio appuntamento che ha toccato entrambi i comuni in momenti distinti ma collegati. Questa mattina la presentazione del volume “Un senso all’esistenza. Pinocchio nella vita di ciascuno di noi”, nel pomeriggio l’inaugurazione di una mostra.
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Vanda Bianchi, amata insegnante, è stata a lungo impegnata presso le scuole in queste area. L’obiettivo dell’associazione a lei dedicata è quello di promuovere la cultura e supportare la crescita personale, valori che si sono riflessi pienamente nel lavoro di Francesco Cagliani, l’autore del libro protagonista della mattinata. Un libro che  ha un impatto sociale significativo, promuove valori importanti e che crea un'eredità culturale. I disegni all’interno del libro sono stati opera di Giacomo Perego, a cui invece è dedicata l’esposizione in apertura nel pomeriggio.
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Angelo Isella, sindaco di Civate, ha aperto la giornata. Successivamente, hanno preso la parola Raffaella Brioni, vicesindaca di Valmadrera e assessora alla cultura che ha introdotto il progetto.
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"Questo è un evento che parla di eccellenze", che sfatano il luogo comune del disagio giovanile, ha dichiarato l’assessora alla cultura. "Qui abbiamo due eccellenze: Francesco, che all’apparenza è timido, ma nasconde una grande energia, e Giacomo Perego.
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Paolo Dell'Oro, Segretario della Fondazione Comunitaria del Lecchese, ha parlato al pubblico in sala del Fondo Memoriale di Vanda - Generazione Futuro: ha avuto origine da una situazione dolorosa, ma ha dato vita a iniziative che hanno ricordato una persona cara e i temi a lei cari, come, in questo caso, l'attenzione all'educazione. 
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A seguire, ha preso la parola Augusto Sala, rappresentante dell’associazione Vanda - Generazione Futuro che ha come obiettivo l'organizzazione di eventi e manifestazioni culturali, in collaborazione con l’omonimo Fondo. Sentito il suo grazie per "il sostegno delle istituzioni, che ci hanno sempre accompagnati. I giovani sono il futuro, simbolo di democrazia: dobbiamo aiutarli" ha sostenuto, introducendo Francesco Cagliani, 26 anni, laureato in filosofia a Bergamo, sottolineandone il notevole spessore e la profondità, qualità che sono emerse chiaramente nel suo libro. Pinocchio è stato una metafora della vita, ha rappresentato un’importante riflessione su temi universali. Il testo presentato quest’oggi a Civate ha ricevuto il patrocinio della Fondazione Collodi, un riconoscimento non scontato, tanto che la Fondazione stessa ha richiesto alcune copie per la propria biblioteca.
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Francesco Cagliani ha esordito, emozionato, ringraziando i comuni di Civate e Valmadrera, la Fondazione Collodi, la Fondazione Comunitaria del Lecchese, gli editori di Missaglia Bellavita e Giacomo Perego, nonché il supporto personale che ha ricevuto. Ha poi risposto alle domande "Perché il libro?" e "Perché Pinocchio?". Il progetto è nato durante alcuni laboratori nelle scuole, per rispondere a un bisogno profondo: affrontare domande sul senso dell’esistenza nel percorso educativo dei ragazzi. Stare davanti alla vita, alla sofferenza e all'accettazione. Qui la fiaba può essere un aiuto prezioso, toccando temi come giustizia, amore, guerra, male e speranza. Pinocchio è stato scelto perché ha rappresentato il desiderio di diventare un essere umano buono, qualcosa di più di un semplice pezzo di legno. Tra i temi affrontati: la vita, il male e l’amore.libropinocchio__9_.JPG (799 KB)
La vita come un dono. La vita è nata in un contesto culturale e sociale, ma la sua origine profonda è stata legata al desiderio di bene e di vita da parte degli altri, in primis i nostri genitori. Qui è emersa la differenza tra Mastro Ciliegia e Geppetto: il primo ha visto nel legno solo un mezzo pratico, mentre Geppetto ha desiderato "costruire un burattino meraviglioso". È stato evidente un richiamo alla cultura creazionista cristiana, e quindi il riferimento finale a Dante è risultato naturale.
Il male. Il male si è manifestato in diverse forme: come tentazione, come dolore e come morte. Tuttavia, l’essere umano ha mantenuto sempre la libertà di scelta di fronte ad esso.
L’amore. L’amore è stato una forza creatrice, il motore del bene e il principio della verità. Pinocchio è stato un racconto che ha raccontato le cadute e le rinascite: si nasce grazie agli altri, ma ci si rinasce grazie ai propri valori. L’amore ha portato al bene, non in senso razionale, ma in senso sentimentale, facendo "sentire ciò che è giusto". 
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Il riferimento è sembrato a Kant: "Il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me." (Critica della ragion pratica). Tuttavia, l’autore ha scelto di concludere con Dante, citando gli ultimi versi del Paradiso, che hanno racchiuso il senso ultimo della ricerca umana e dell’armonia universale:
"A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle." (Paradiso, XXXIII, 142-145)
M.Bo.
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