Greppi saluta la 'sua' Comunità Montana: non abbiamo dormito, in 5 anni portati a casa 14 milioni. Ne hanno beneficiato tutti, Resinelli in primis

Il passaggio di consegne, c'è stato, questa mattina, come del resto aveva già annunciato mercoledì in Assemblea il neo eletto Antonio Rusconi. Carlo Greppi è fuori dalla “sua” Comunità Montana, una Comunità Montana che ha visto nascere, da sindaco di Vercurago, contribuendo con i colleghi di allora, a plasmare il primo esecutivo post fusione tra la vecchia Lario Orientale e la vecchia Val San Martino. Una Giunta, quella del 2009, con il malgratese Giovanni Codega Presidente e lo stesso Greppi suo vice, prima dell'avvicendamento che lo ha portato poi a mantenere le redini dell'Ente per dieci anni, portando a termine dunque due mandati consecutivi, dopo la riconferma del 2019 a saluti già fatti mettere a verbale.
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Carlo Greppi e Antonio Rusconi

“Questa volta sono stato, giustamente, escluso da tutto”, risponde alla domanda volta a indagare come ha vissuto i nove mesi che si sono resi necessari per arrivare a una convergenza sulla squadra del suo successore. “Anche perché avrei dovuto fare solo cinque anni come Presidente, ne ho fatti invece dieci e non sarei andato oltre. Giustamente, ripeto, non mi è stato chiesto nulla. Poi certamente ero informato, nel confronto con il mio sindaco. Resta il dispiacere per essermi sentito un po' una appendice esterna”.
Nel riavvolgere il nastro, vi è però soddisfazione per il lavoro svolto, a cominciare dall'iniziale predisposizione del nuovo Statuto, allineando quelli delle due Comunità fuse, e dalla ricognizione della situazione finanziaria che, attraverso economie, ha permesso di accantonare un fondo, “quello che – racconta Greppi – definisco come il tesoretto che, pur assottigliandosi anno dopo anno, ci ha permesso di coprire le spese per i progetti in co-finanziamento come anche di pareggiare un bilancio che tutte le volte è... sbilanciato” spiega, tornando su un punto che ha voluto rimarcare anche l'altro giorno in Assemblea, nel congedarsi, e dunque sulla necessità di mantenere costante l'afflusso di risorse tramite bandi.
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Una foto d'archivio dell'inaugurazione della Casa Museo ai Resinelli

“Negli ultimi cinque anni abbiamo portato a casa progetti per 14 milioni di euro e gli interventi sono stati in tutti i Comuni, questo lo può confermare chiunque, nonostante le parole della sindaca di Torre' de Busi: non abbiamo mai guardato ai colori politici. Detto ciò i beneficiari maggiori sono stati i Resinelli. Come ho detto questa mattina a Rusconi, c'è pronta una delibera per il progetto relativo alla strada da Ballabio di 650.000 euro; altri 250.000 sono destinati all'apiario nel Parco Valentino, dopo sono previsti anche due interventi; ancora, ci sono 200.000 euro per la strada ciclabile Abbadia-Resinelli, anche nel tratto poi verso Pasturo e una richiesta ulteriore per le miniere, oltre al parco avventura che sarà allestito per il 2027. Per non parlare poi delle attività che, con Elena Remondini, sono state portate avanti per quanto attiene la cultura. Cito solo il 50° del Cerro Torre e una serata, già prevista per maggio, per i dieci anni dalla morte di Marco Anghileri, con la proiezione del filmato “Il Butch e le Grigne”. Qualcuno ha detto che questa Comunità Montana ha dormito. Io non mi sento in difetto. Come poi è stato ricordato anche in Assemblea, in questi anni due assessori non ci sono mai stati perché impegnati in altro. Siamo andati avanti facendo fatica. Ma sono in pensione e un po' di esperienza l'ho: ho sempre cercato di essere presente. Ho solo un rammarico: aver dato poca visibilità alle cose. Dicono che  non abbiamo fatto niente: non è vero, ma non abbiamo fatto vedere molto. Eppure le cose ci sono, chi arriva ora avrà modo di accorgersene”. 
Carlo Greppi, invece, cosa farà ora? "Il vicesindaco di Vercurago".
"Sono in Comune dal 1990...", aggiunge.
A.M.
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