Abbadia: in aula l'incidente costato la vita ad un 26enne A giudizio un automobilista

Era il 29 giugno 2023 quando Manuel Pistoia, 26enne di Concorezzo (MB), perse la vita in un sinistro stradale verificatosi ad Abbadia Lariana. Fatale al giovane brianzolo, che viaggiava in sella alla sua due ruote in direzione Mandello, fu l'impatto con una vettura in fase di svolta.
Una vicenda tragica di cui si è discusso stamani in Tribunale a Lecco, dove si sta svolgendo il procedimento penale nei confronti del conducente della Volkswagen Tiguan coinvolta nel sinistro. I.G. (le sue iniziali) è infatti imputato per omicidio stradale (art.589 bis cp).
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Difeso dagli avvocati Giuseppe Lo Curcio e Stefano Pelizzari, l'uomo ha deciso di sottoporsi al dibattimento, senza ricorrere a eventuali riti alternativi. Se la prossima udienza - calendarizzata per il prossimo 13 maggio - potrebbe risultare decisiva per approfondire ulteriormente la dinamica dell'incidente costato la vita al giovane, stamani sono stati escussi i testi citati dal pubblico ministero.
A partire dagli agenti della polstrada di Bellano che quel lunedì di quasi due anni fa, giunsero in Via Nazionale ad Abbadia per gli accertamenti finalizzati a ricostruire la dinamica del sinistro. Quando gli operanti arrivarono in posto però, per il giovane motociclista non vi era già più nulla da fare. Troppo gravi i traumi rimediati nel sinistro, rivelatisi incompatibili con la vita. Da una sommaria ricostruzione, era emerso che l'impatto tra lo scooter Malaguti Spidermax sul quale viaggiava Pistoia e la vettura condotta dall'anziano, era avvenuto mentre quest'ultima stava effettuando manovra di svolta a sinistra verso Via Di Vittorio, all'altezza della Trattoria del Viandante. In particolare il centauro, disarcionato dalla due ruote - a seguito forse di una violenta frenata - avrebbe colpito l'angolo posteriore destro della Tiguan, all'altezza dello pneumatico.
Una versione confermata stamani da un amico della vittima che viaggiava dietro di lui, ad una ventina di metri di distanza. I due giovani brianzoli stavano approfittando della bella giornata di sole per recarsi al lago; ad Abbadia però, la tragedia.
''Ho visto Manuel inchiodare perchè un'auto stava girando a sinistra'' ha detto il teste, classe 1999, riferendo che l'amico a seguito della frenata, sarebbe scivolato in avanti, colpendo con la testa il cerchio dello pneumatico posteriore dell'auto. A quel punto il casco, così come le scarpe, sarebbero volate.
Preziosa anche la testimonianza del 76enne che, negli istanti in cui si era verificato il sinistro mortale, si trovava al volante della propria auto, diretta da Mandello verso Lecco. ''Ad un certo punto ho notato, nella corsia opposta rispetto alla mia, una moto che ha cominciato a sbandare, come se il conducente si trovasse in difficoltà. Sono passato oltre, ma poco dopo, dallo specchietto retrovisore, ho visto una scena terribile: il ragazzo non era più sulla moto, ma a terra e l'auto in fase di svolta a sinistra, verso Via Di Vittorio. Non ricordo se il motociclista indossasse il casco, ma soltanto il colpo, davvero violento, con la parte terminale destra dell'auto''.
Stamani in aula - alla presenza della mamma della vittima, non costituitasi parte civile nel processo - sono stati escussi altri due testimoni che avevano tentato di prestare soccorso al giovane negli istanti successivi al sinistro, prima che arrivasse il personale del 118. Un altro operante della polstrada di Bellano ha poi riferito l'esito degli accertamenti condotti sul casco indossato dalla vittima. Esso presentava due rotture all'altezza del mento, ai lati ed era sprovvisto di visiera. Sono emersi segni di strisciature e abrasioni compatibili con lo sfregamento sul manto stradale e contro uno degli pneumatici.
''Il ragazzo ha perso il casco, che risultava omologato e allacciato. Non abbiamo però prove che fosse ben regolato'' ha concluso l'esponente della polizia.
Terminata l'udienza odierna il giudice Bianchi ha aggiornato il processo al prossimo 13 maggio quando saranno escussi i consulenti scelti da Procura e difesa; in quella sede verranno presumibilmente approfondite in particolare, condizioni di visibilità e velocità dei mezzi in transito, per capire se l'impatto poteva essere in qualche modo evitato e se la morte del giovane sia stata (o meno) conseguenza diretta della condotta dell'automobilista.
Due settimane più tardi sono state calendarizzate invece le conclusioni, con il processo che si avvierà quindi alle battute finali. 
G.C.
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