Lecco, luce verde per il progetto di riqualificazione di fronte a via dell'isola
È stato approvato dal consiglio comunale il permesso di costruire convenzionato inerente al progetto di ristrutturazione che trasformerà un immobile dismesso a Pescarenico in un nuovo condominio di tre palazzine. Si tratta di una ristrutturazione urbanistica per 5.630 metri quadrati di superficie utile che rientra nei parametri previsti dall’articolo 40 bis della legge regionale sulla rigenerazione urbana che prevede, per chi recupera immobili dismessi che presentano criticità, tutta una serie di deroghe dal Piano di governo del territorio vigente e da qui la necessità di ottenere il voto favorevole del consiglio comunale.
È proprio in questa sede che si è accesa una discussione che ha messo in luce le problematiche di questo intervento che vedrà la luce all’incrocio tra Corso Martiri e via dell’Isola, proprio di fronte all’Isola Viscontea sull’area che attualmente è di proprietà di Eusider immobiliare Srl e sarà acquistata da Schiavi Spa qualora la pratica avesse un buon esito.
Alcune delle perplessità manifestate sono legate proprio al contesto dell’intervento: “Sicuramente stiamo parlando di un’area in stato di abbandono, quindi l’intervento in sé è riqualificante - ha detto Filippo Boscagli (Fratelli d’Italia) - Però, segnalo che non c’è nessun edificio in tutta Pescarenico che raggiunge l’altezza che avranno quei condomini. I palazzi devono rispettare il contesto dove abbiamo la via ciclabile, i luoghi manzoniani, il lungo Adda e gli ultimi pescatori rimasti”.
Anche Corrado Valsecchi (Appello per Lecco) ha posto l’attenzione sul contesto più generale: “Se questo intervento fosse un unicum mi vedrebbe anche d’accordo, ma siamo in un’area strategica già congestionata dalle auto, a meno di un chilometro dalla ex area Leuci dove si farà più o meno la stessa cosa, ma qual è la visione della trasformazione di questa città? Qual è il prezzo che vogliamo pagare per avere un’aiuola in più?”.
Una posizione condivisa da Stefano Parolari (Lega): “Bisogna intendersi su che città si vuole, perché bisognerebbe approfittare di questi interventi per implementare i posti auto dei residenti del quartiere, per fare case dove le persone possono andare a vivere. Invece stiamo facendo il solito intervento lecchese: fare edificazioni che accontenteranno chi ha il reddito sufficiente. Questo è un intervento senza infamia e senza lode che però pregiudica un’urbanistica per la città sul lungo fiume”.
Posizione un po’ diversa per Alberto Anghileri (Con la sinistra cambia Lecco): “Andiamo a ridare vita a un pezzo di terreno oggi in situazione di degrado. Del futuro della città ne discuteremo presto in sede di ridefinizione del Pgt”.
Alcune rassicurazioni sono venute dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Rusconi: “La legge regionale sulla rigenerazione urbana prevede delle regole che noi abbiamo accettato come consiglio comunale ma ogni intervento poi viene valutato singolarmente. In questo caso abbiamo verificato che l’altezza di 23 metri non è diversa da altri edifici introno all’area dell’intervento il quale è stato assoggettato al parere della soprintendenza. Poi è chiaro che la legge sulla rigenerazione urbana si porta dietro delle criticità una su tutte il complesso impatto sul Piano dei servizi del Comune”.

Alcune delle perplessità manifestate sono legate proprio al contesto dell’intervento: “Sicuramente stiamo parlando di un’area in stato di abbandono, quindi l’intervento in sé è riqualificante - ha detto Filippo Boscagli (Fratelli d’Italia) - Però, segnalo che non c’è nessun edificio in tutta Pescarenico che raggiunge l’altezza che avranno quei condomini. I palazzi devono rispettare il contesto dove abbiamo la via ciclabile, i luoghi manzoniani, il lungo Adda e gli ultimi pescatori rimasti”.
Anche Corrado Valsecchi (Appello per Lecco) ha posto l’attenzione sul contesto più generale: “Se questo intervento fosse un unicum mi vedrebbe anche d’accordo, ma siamo in un’area strategica già congestionata dalle auto, a meno di un chilometro dalla ex area Leuci dove si farà più o meno la stessa cosa, ma qual è la visione della trasformazione di questa città? Qual è il prezzo che vogliamo pagare per avere un’aiuola in più?”.
Una posizione condivisa da Stefano Parolari (Lega): “Bisogna intendersi su che città si vuole, perché bisognerebbe approfittare di questi interventi per implementare i posti auto dei residenti del quartiere, per fare case dove le persone possono andare a vivere. Invece stiamo facendo il solito intervento lecchese: fare edificazioni che accontenteranno chi ha il reddito sufficiente. Questo è un intervento senza infamia e senza lode che però pregiudica un’urbanistica per la città sul lungo fiume”.
Posizione un po’ diversa per Alberto Anghileri (Con la sinistra cambia Lecco): “Andiamo a ridare vita a un pezzo di terreno oggi in situazione di degrado. Del futuro della città ne discuteremo presto in sede di ridefinizione del Pgt”.
Alcune rassicurazioni sono venute dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Rusconi: “La legge regionale sulla rigenerazione urbana prevede delle regole che noi abbiamo accettato come consiglio comunale ma ogni intervento poi viene valutato singolarmente. In questo caso abbiamo verificato che l’altezza di 23 metri non è diversa da altri edifici introno all’area dell’intervento il quale è stato assoggettato al parere della soprintendenza. Poi è chiaro che la legge sulla rigenerazione urbana si porta dietro delle criticità una su tutte il complesso impatto sul Piano dei servizi del Comune”.
M.V.