Lecco, dividendi dell'acqua alla cultura? Continua la discussione

Si trascina anche in aula il dibattito attorno al tema dei dividendi delle partecipate. La scintilla era stata innescata la scorsa settimana dalla delibera su una variazione di bilancio portata in commissione seconda dall’assessore Roberto Pietrobelli. Il provvedimento, approvato lunedì sera dal consiglio comunale, prevede di utilizzare buona parte dei 540mila euro che il Comune di Lecco avrà sotto forma di dividendi per la sua partecipazione a Lario reti holding per finanziare gli eventi culturali e turistici della stagione primaverile ed estiva.
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L'assessore Roberto Pietrobelli

Già nei giorni seguenti alla presentazione in commissione il consigliere Giovanni Tagliaferri del Gruppo per Lecco aveva avanzato delle perplessità: “Le società partecipate, quelle che in poche parole erogano servizi per i cittadini a fronte delle bollette che loro pagano, producono, fortunatamente, attivo e dunque dividendo. Ben venga: significa che sono in salute, ben gestite e che ci sono risorse da investire perché questi servizi siano erogati ancora meglio. Quello su cui però si dovrebbe avere il coraggio di aprire un serio dibattito e su cui i cittadini stessi dovrebbero aprire gli occhi è, oltre alla necessità di tenere basse le bollette anziché aumentarle di anno in anno, l'utilizzo di tali dividendi”.
Un ragionamento ripreso durante il consiglio comunale: “D’accordo che non c’è un nesso diretto tra la tariffa dell’acqua e il dividendo ma c’è un nesso tra le società partecipate che producono dividendi e le tariffe dell’acqua, che la Conferenza dei sindaci nell'Ambito territoriale di Lecco ha stabilito saranno aumentate per i prossimi sei anni del 5-6% ogni anno. Quello che chiediamo è di aprire una riflessione”.

Un invito raccolto da Filippo Boscagli di Fratelli d’Italia: “Ben venga discutere dei dividendi delle partecipate e della loro distribuzione, dal mio punto di vista le partecipate non dovrebbero generare utili se non quelli necessari per essere reinvestiti”.
Anche Corrado Valsecchi di Appello per Lecco ha criticato l’operazione: “Trovo assurdo prendere i soldi dei dividendi di un bene primario come l’acqua e poi usarli per qualcosa anche non c’entra niente con il sistema idrico in una città in cui le tubazioni sono un disastro e non è ancora stato fatto un serio esame del depuratore”.
Analoga sottolineatura da Stefano Parolari delle Lega che ha ricordato come a fronte di aumenti che sono arrivati al 600% motivati dalla necessità di sostituire i tubi, ci siano dei condomini che hanno dovuto dotarsi di autoclave per portare l’acqua ai piani superiore dal momento che Lario reti holding ha abbassato la pressione per ridurre le perdite.

Replica netta dell’assessore Pietrobelli il quale già aveva evidenziato che i dividendi di Lario Reti Holding non derivano dalla gestione del servizio idrico lecchese ma dalla partecipazione alla multi-utility Acinque. “Gli aumenti tariffari - ha aggiunto - sono legati a cordone unico con gli investimenti e gli investimenti sono una cosa importantissima per la nostra rete idrica e non riguardano solo un comune ma tutto il territorio”.
M.V.
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