Lecco perduta/472: 66 ore di cammino da Malgrate/Lecco a Roma nel 1975
Merita doverosa memoria la storica “cavalcata” del 1975 da Malgrate/Lecco sino a Roma, nell’anno giubilare, con i camminatori di Pian Sciresa di Malgrate.

L’impresa dei giallorossi, guidati da Francesco Ferranti, venne compiuta in “66 ore di perdifiato” da Malgrate/Lecco sino a Roma, superando una distanza di quasi 800 chilometri.

Sono trascorsi cinquant’anni. Una “carovana” di otto vetture seguiva i marciatori; c’era anche un ciclista, Mario Butti: affiancava lo staffettista di turno, affidando la bicicletta a qualche altro componente la comitiva nei momenti di riposo.

Il crinale appenninico venne superato percorrendo il Passo della Cisa. L’arrivo è stato a Roma, nel cortile del mitico Palazzo del Campidoglio, sede municipale della Città Capitale e del museo della lupa capitolina. Venne consegnata ai rappresentanti del Comune di Roma Capitale la “Lucia” manzoniana, la caratteristica barca dell’Addio Monti con i cerchi sovrastanti lo scafo.

La stessa barca “Lucia” venne consegnata all’Hotel Palatino, dove la comitiva di Malgrate soggiornò per due giornate di riposo, prima di riprendere, ovviamente non a piedi, la strada di casa.
La partenza della comitiva da Malgrate/Lecco a Roma aveva visto tre momenti distinti: da Palazzo Agudio di Malgrate, sede municipale, con il compianto sindaco Pietro Scola; dal municipio di Lecco, con l’assessore Sergio Gatti; da Villa Locatelli, allora sede distaccata a Lecco dell’Amministrazione Provinciale di Como, che aveva come presidente Giovanni Fiamminghi, già sindaco di Malgrate.

L’autentica sorpresa della lunga camminata verso Roma è stata la scoperta del castello di Malgrate, in Lunigiana, nella provincia di Lucca. Era un castello ancora abitato, con trentuno residenti. Sembrava lo spunto, quel veloce incontro di passaggio all’alba con i marciatori di Malgrate, per l’avvio di un rapporto di amicizia con il maniero dominante la pianura di Villafranca, Comune di cinquemila abitanti.

Si manifestò il desiderio di conoscere l’altra Malgrate collocata sul ramo manzoniano del Lario. Il progetto, però, si è perso nel tempo.
Il castello di Malgrate è stato più volte rievocato dai “reduci” della camminata a Roma nei loro incontri, insieme ad altre storiche imprese di Pian Sciresa, come la fiaccolata dalla Madonna del Ghisallo, protettrice dei ciclisti, a Magreglio, sino a Bassano del Grappa, dove si tenevano i campionati mondiali su pista, ed anche la Marcia degli Altipiani di Asiago, storico fronte di baluardi bellici durante la Prima Guerra Mondiale 1915/’18.

Insomma, la camminata verso Roma è un “trofeo” tra i trofei, che ha punteggiato le tante camminate di Pian Sciresa, non solo in zone lontane, ma anche del territorio di Lombardia, come quella dei 140 anni di Lecco città, con fiaccola da Bormio a Lecco, e dei 150 sempre della città, dal Museo Storico del Risorgimento, in Milano, sino al palazzo municipale di Piazza Diaz, in Lecco.

La partenza da Villa Locatelli, sede dell'Amministrazione Provinciale, con il presidente Giovanni Fiamminghi
L’impresa dei giallorossi, guidati da Francesco Ferranti, venne compiuta in “66 ore di perdifiato” da Malgrate/Lecco sino a Roma, superando una distanza di quasi 800 chilometri.

La partenza dal Municipio di Lecco, con l'assessore Sergio Gatti
Sono trascorsi cinquant’anni. Una “carovana” di otto vetture seguiva i marciatori; c’era anche un ciclista, Mario Butti: affiancava lo staffettista di turno, affidando la bicicletta a qualche altro componente la comitiva nei momenti di riposo.

Cartelli stradali verso il castello di Malgrate, in Lunigiana
Il crinale appenninico venne superato percorrendo il Passo della Cisa. L’arrivo è stato a Roma, nel cortile del mitico Palazzo del Campidoglio, sede municipale della Città Capitale e del museo della lupa capitolina. Venne consegnata ai rappresentanti del Comune di Roma Capitale la “Lucia” manzoniana, la caratteristica barca dell’Addio Monti con i cerchi sovrastanti lo scafo.

La torre del castello di Malgrate
La stessa barca “Lucia” venne consegnata all’Hotel Palatino, dove la comitiva di Malgrate soggiornò per due giornate di riposo, prima di riprendere, ovviamente non a piedi, la strada di casa.

La consegna della "Lucia" al Comune di Roma
La partenza della comitiva da Malgrate/Lecco a Roma aveva visto tre momenti distinti: da Palazzo Agudio di Malgrate, sede municipale, con il compianto sindaco Pietro Scola; dal municipio di Lecco, con l’assessore Sergio Gatti; da Villa Locatelli, allora sede distaccata a Lecco dell’Amministrazione Provinciale di Como, che aveva come presidente Giovanni Fiamminghi, già sindaco di Malgrate.

I marciatori di Pian Sciresa presso la baita sul Monte Barro
L’autentica sorpresa della lunga camminata verso Roma è stata la scoperta del castello di Malgrate, in Lunigiana, nella provincia di Lucca. Era un castello ancora abitato, con trentuno residenti. Sembrava lo spunto, quel veloce incontro di passaggio all’alba con i marciatori di Malgrate, per l’avvio di un rapporto di amicizia con il maniero dominante la pianura di Villafranca, Comune di cinquemila abitanti.

Un raduno di reduci delle storiche camminate
Si manifestò il desiderio di conoscere l’altra Malgrate collocata sul ramo manzoniano del Lario. Il progetto, però, si è perso nel tempo.
Il castello di Malgrate è stato più volte rievocato dai “reduci” della camminata a Roma nei loro incontri, insieme ad altre storiche imprese di Pian Sciresa, come la fiaccolata dalla Madonna del Ghisallo, protettrice dei ciclisti, a Magreglio, sino a Bassano del Grappa, dove si tenevano i campionati mondiali su pista, ed anche la Marcia degli Altipiani di Asiago, storico fronte di baluardi bellici durante la Prima Guerra Mondiale 1915/’18.

Una panoramica della Baita di Pian Sciresa, sul Monte Barro
Insomma, la camminata verso Roma è un “trofeo” tra i trofei, che ha punteggiato le tante camminate di Pian Sciresa, non solo in zone lontane, ma anche del territorio di Lombardia, come quella dei 140 anni di Lecco città, con fiaccola da Bormio a Lecco, e dei 150 sempre della città, dal Museo Storico del Risorgimento, in Milano, sino al palazzo municipale di Piazza Diaz, in Lecco.
A.B.