Lecco: Alessandra Selmi presenta ‘La prima regina’
Sabato 8 marzo, presso la Libreria Volante, è stata proposta una presentazione del libro La prima regina (Nord Editore), un po’ teatrale, un po’ stand-up comedy “alla Sandra e Raimondo”. Ma dalla libraia fondatrice dal negozio ci si può aspettare questo e altro.

La storia segue le vicende intrecciate di due donne nella Villa Reale di Monza nel 1868: Nina, una giovane sguattera, e Margherita, la futura prima regina d'Italia. Nina, inizialmente una pedina negli intrighi di corte, trova riscatto grazie all’istruzione, all’amore e alla vicinanza della regina. Margherita, invece, affronta un matrimonio infelice con Umberto, ma riesce a conquistare il popolo e diventare un’icona.

In libreria, Anna Masciadri, nelle vesti di Umberto, ha intervistato Alessandra Selmi, l’autrice, vestita da Regina Margherita. Ad aprire l’incontro è stata Serena, la libraia per l’appunto, che ha ringraziato le due ospiti.

"Come sta andando il libro in classifica?"
"Bene, meglio del Milan!". Il primo scambio di battute tra l’intervistatrice e la scrittrice.

"Si vede che è un atto d’amore per Monza. Quanto ti sei divertita a scriverlo?"
"Non è stato facile. Dopo il successo del mio libro precedente, le aspettative erano alte. La cosa più difficile è stata entrare sotto la pelle di Margherita, una donna perfetta, che non sbagliava mai nulla. Solo una volta ha perso il controllo: ha sparato a Umberto poco dopo le nozze."
Margherita, infatti, è una donna nata e istruita per fare la regina, con tutti i doveri del caso. “Anche la sera in cui si slogò la caviglia, continuò a ballare perché quello era il suo dovere". Scrivere, ha spiegato l’autrice, è sofferenza. Ma è divertente nel momento in cui ci si sfida sul piano della conoscenza interiore.
"Quanta ricerca storica c’è in questo libro?"
"Scrivere questo romanzo è stato anche un grande lavoro di documentazione. È bello essere pagati per studiare, ma poi bisogna iniziare a scrivere. ‘Rem tene, verba sequentur’ […] Il libro ha richiesto due anni e mezzo di lavoro."
Due anni di studio abbinati a sei mesi di scrittura da perdere il senno.

"Il fascino delle storie dei reali non passa. Perché?"
"Siamo attratti da quel mondo: The Crown o Bridgerton. Siamo attratti dal gossip e dalla curiosità di osservare regole e tradizioni lontane dalle nostre.”
E la lettura ha il potere di portarci lontano da “tasse, tabelline e parcheggi!"
"Il tema dell’emancipazione femminile è centrale nel romanzo. Quanto è importante per te?"
"Molto. La maggior parte dei lettori sono donne".
Infatti, nel romanzo tutte le protagoniste cercano il riscatto in modi diversi: chi con lo studio, chi con la propria beltà. Alcuni personaggi si liberano dal loro destino, altri no. “Ma ciò che conta è provarci."

"Se potessi essere uno dei tuoi personaggi, chi sceglieresti?"
"Uno scrittore è un po’ tutti i suoi personaggi. Ma so di essere una che lavora sodo."
Ogni personaggio nasce prima come tema e solo poi prende vita come soggetto, ha spiegato l’autrice.
"Nestore, il precettore di Nina. Qual è il suo ruolo nella storia?"
"Nestore incarna il tema della decadenza senile. È toccante assistere al declino di chi abbiamo conosciuto nel pieno delle sue forze.”
Il sapere e la saggezza sono le uniche cose che possediamo davvero. Trasmetterle prima di perderle è un atto d’amore, soprattutto in un contesto in cui persino i figli legittimi non sono figli, ma eredi.
L’incontro alla Libreria Volante ha saputo coniugare cultura e intrattenimento, in un clima di grande ilarità.
La storia segue le vicende intrecciate di due donne nella Villa Reale di Monza nel 1868: Nina, una giovane sguattera, e Margherita, la futura prima regina d'Italia. Nina, inizialmente una pedina negli intrighi di corte, trova riscatto grazie all’istruzione, all’amore e alla vicinanza della regina. Margherita, invece, affronta un matrimonio infelice con Umberto, ma riesce a conquistare il popolo e diventare un’icona.
In libreria, Anna Masciadri, nelle vesti di Umberto, ha intervistato Alessandra Selmi, l’autrice, vestita da Regina Margherita. Ad aprire l’incontro è stata Serena, la libraia per l’appunto, che ha ringraziato le due ospiti.
"Come sta andando il libro in classifica?"
"Bene, meglio del Milan!". Il primo scambio di battute tra l’intervistatrice e la scrittrice.
"Si vede che è un atto d’amore per Monza. Quanto ti sei divertita a scriverlo?"
"Non è stato facile. Dopo il successo del mio libro precedente, le aspettative erano alte. La cosa più difficile è stata entrare sotto la pelle di Margherita, una donna perfetta, che non sbagliava mai nulla. Solo una volta ha perso il controllo: ha sparato a Umberto poco dopo le nozze."
Margherita, infatti, è una donna nata e istruita per fare la regina, con tutti i doveri del caso. “Anche la sera in cui si slogò la caviglia, continuò a ballare perché quello era il suo dovere". Scrivere, ha spiegato l’autrice, è sofferenza. Ma è divertente nel momento in cui ci si sfida sul piano della conoscenza interiore.
"Quanta ricerca storica c’è in questo libro?"
"Scrivere questo romanzo è stato anche un grande lavoro di documentazione. È bello essere pagati per studiare, ma poi bisogna iniziare a scrivere. ‘Rem tene, verba sequentur’ […] Il libro ha richiesto due anni e mezzo di lavoro."
Due anni di studio abbinati a sei mesi di scrittura da perdere il senno.
"Il fascino delle storie dei reali non passa. Perché?"
"Siamo attratti da quel mondo: The Crown o Bridgerton. Siamo attratti dal gossip e dalla curiosità di osservare regole e tradizioni lontane dalle nostre.”
E la lettura ha il potere di portarci lontano da “tasse, tabelline e parcheggi!"
"Il tema dell’emancipazione femminile è centrale nel romanzo. Quanto è importante per te?"
"Molto. La maggior parte dei lettori sono donne".
Infatti, nel romanzo tutte le protagoniste cercano il riscatto in modi diversi: chi con lo studio, chi con la propria beltà. Alcuni personaggi si liberano dal loro destino, altri no. “Ma ciò che conta è provarci."
"Se potessi essere uno dei tuoi personaggi, chi sceglieresti?"
"Uno scrittore è un po’ tutti i suoi personaggi. Ma so di essere una che lavora sodo."
Ogni personaggio nasce prima come tema e solo poi prende vita come soggetto, ha spiegato l’autrice.
"Nestore, il precettore di Nina. Qual è il suo ruolo nella storia?"
"Nestore incarna il tema della decadenza senile. È toccante assistere al declino di chi abbiamo conosciuto nel pieno delle sue forze.”
Il sapere e la saggezza sono le uniche cose che possediamo davvero. Trasmetterle prima di perderle è un atto d’amore, soprattutto in un contesto in cui persino i figli legittimi non sono figli, ma eredi.
L’incontro alla Libreria Volante ha saputo coniugare cultura e intrattenimento, in un clima di grande ilarità.
M.Bo.