Calolzio: traguardo dei 100 anni per Piera Lazzarini, la levatrice

Ha compiuto 100 anni Pierina Lazzarini - per tutti Piera - conosciuta a Calolziocorte per il suo ruolo di levatrice. Una figura di riferimento importante per molte famiglie, avendo seguito le future mamme durante la gravidanza per poi assisterle durante il parto che, svariati decenni fa, avveniva in casa.
''A lei si ricorreva per avere consigli anche durante i primi mesi di vita del bambino, ma il suo ruolo non finiva qui'' ha ricordato l'assessore ai servizi sociali, Tina Balossi. ''Aiutava le donne a superare paure, preoccupazioni dettate molte volte da ignoranza superstizioni Diventava insomma una "seconda mamma' e godeva di un'alta stima''.
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Piera Lazzarini con i tre figli e l'assessore Balossi (prima da sinistra)

Nata il 7 dicembre 1924 a Borgo di Terzo, grazioso paese della Val Cavallina ad una ventina di chilometri da Bergamo, Pierina non ha mai conosciuto il padre biologico in quanto deceduto in Francia prima che lei nascesse. 
''Mia mamma Gina si risposò in seguito con Francesco, fratello di Pietro ed ebbero altri due figli, Giovanni e Clelia'' ha ricordato in questi giorni la neo centenaria, spiegando che Gina faceva la cameriera in una casa signorile di Borgo e papà Francesco -chiamato Ceco - il taglialegna, sia in Italia che in Svizzera. ''Sono cresciuta nell'antico nucleo contadino collegato a Palazzo Terzi, dove le famiglie erano tutte imparentate. Da piccola, quando i miei genitori erano a lavorare, le zie di casa si occupavano di me durante la giornata; giocavo con i miei cugini coetanei a rincorrerci lungo le crive dei campi, alla corda, a topa (nascondino). Possedevo anche una Pua, piccola bambolina in stoffa che mia mamma aveva confezionato per me''.
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Piera Lazzarini ha frequentato la scuola dell'obbligo a Borgo. Di quel periodo ricorda ancora oggi la severità della maestra Pia e la sua amica Luigina che la faceva sempre ridere. Ma aveva un sogno e a vent'anni, nel 1944 e in piena guerra, riuscì a convincere i genitori lasciarla andare a Milano per frequentare la Scuola di Ostetricia della Clinica Mangiagalli.
''Furono anni difficili, sia a causa della guerra che della nostalgia della mia casa, dei miei cari, con la paura delle bombe, il freddo del piccolo appartamentino vicino alla stazione Centrale, qualche volta anche la fame. Ma, dopo i 3 anni di corso, il 7 giugno 1947 mi diplomai, diventai Ostetrica ed iniziai la professione, per me, più bella del mondo: far nascere i bambini. Dopo alcuni anni di supplenza nei primi anni Cinquanta, vinsi la condotta al Comune di Carenno, in cui mi trasferii. In quegli anni nacquero tantissimi bambini e, spesse volte anche di notte, salivo al Pertüs O a Colle di Sogno per assistere le partorienti. Naturalmente a piedi, con la flebile illuminazione della mia fidata pila'' ha raccontato l'anziana. ''Anni belli, faticosi certo, ma che ricordo con tanto piacere''.
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Il 4 ottobre 1952 poi, le nozze con Tarcisio, un bel giovane biondo con gli occhi azzurri; un'unione dalla quale sono nati tre figlia: Cinzia, Gianpaolo e Simonetta.
''A metà anni Sessanta diventai ostetrica condotta nel Comune di Calolziocorte fino al termine della mia vita lavorativa. Poi la decisione, con Tarcisio, di ritornare alle origini e rientrammo a Terzo, in una nuova casa. In quegli anni, liberi ormai da impegni lavorativi, io e mio marito girammo un po' per I'Italia e nel 2002 raggiunsi il paese più lontano da me visitato, il Marocco. Ci siamo inoltre occupati dei nostri cinque nipoti, felici di trascorrere del tempo dai nonni, soprattutto durante le vacanze estive'' ha aggiunto Piera.
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Con la scomparsa del marito e l'avanzare dell'età, la scelta di ritornare a Calolziocorte dove la festeggiata risiede da circa un anno, ospite presso la Casa della Madonna della Fiducia.
''Ho la soddisfazione di avere i miei figli vicini, poi i nipoti e ben cinque pronipoti, più uno in arrivo. Credo di aver avuto una buona vita, al netto dei periodi più o meno difficoltosi che ciascuno di noi attraversa. Non sono mai stata una bigotta, ma la fede mi ha spesso sostenuta nei momenti difficili, anche con l'aiuto della preghiera. Adesso, allo scoccare dei 100 anni, che mai avrei pensato di raggiungere, mi sorprendo a guardare verso il Pertüs... la mente vola e mi perdo nei ricordi'' ha aggiunto Pierina, che sogna di guardare ancora una volta il mare, chiudendo con un invito rivolto alle giovani generazioni. ''Non siate egoisti''. 
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Una bella testimonianza di vita, davvero intensa, quella di Piera Lazzarini alla quale l'assessore Balossi, il sindaco Marco Ghezzi e l'amministrazione comunale tutta, si rivolgono con un augurio carico di riconoscenza, per aver svolto con coraggio, conoscenza e competenza un lavoro così importante.
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