Calolzio: 25 Aprile con autorità, studenti e associazioni. ''Ricordare è nostro dovere''
Anche quest'anno gli studenti di tutte le scuole calolziesi e i rappresentanti della tante associazioni del territorio hanno voluto unirsi alle autorità e alle forze armate per ricordare il 25 aprile e onorare quanti hanno lottato e si sono sacrificati per la Liberazione dalla dittatura nazifascista.
Tante le tappe della cerimonia: alla scultura dedicata agli Alpini nel parco Ana di via Marconi, alle lapidi nel cortile interno del Municipio, al monumento dedicato ai Carabinieri in corso Dante per poi concludere presso il grande monumento ai Caduti, dove si sono tenuti i discorsi ufficiali.
Un sacrificio - questo il messaggio lanciato - che ci chiede, anzi ci obbliga a impegnarci in prima persona per difendere gli ideali e i valori di libertà, giustizia e uguaglianza che mossero la lotta di Liberazione.
"Lunedì abbiamo voluto incontrare gli anziani alla casa di riposo Madonna della Fiducia" ha spiegato Sara. "Abbiamo ascoltato i loro racconti e abbiamo conosciuto cosi le difficoltà e le sofferenze portate dalla guerra. Abbiamo capito che oggi diamo per scontato i diritti di cui godiamo, e che dobbiamo essere ogni giorno grati a tutti coloro che lottato per la nostra libertà. Oggi noi giovani dobbiamo impegnarci per far si che queste atrocità non vengano mai dimenticate, cosi che non si ripetano mai più".
"Oggi vogliamo omaggiare quei ragazzi che presero in mano il proprio destino e scelsero di affrontare il nemico per costruire un futuro migliore per tutti gli italiani, mossi da un istintivo e profondo desiderio di libertà. Loro ci hanno insegnato che nella vita si può e si deve scegliere, anche quando tutto sembra perduto" è stato l'intervento di Marica Ara, rappresentanti dell'Anpi Valle San Martino. "Oggi dobbiamo essere capaci di respingere i nuovi fenomeni fascisti e razzisti, che oggi cercano di sfruttare i peggiori istinti egoistici, strumentalizzando ad esempio politicamente il dramma dei tanti disgraziati del mare che cercano la libertà e che trovano invece sofferenza e morte".
L'Anpi Val San Martino ha voluto donare alla biblioteca Caterina Cittadini una copia del volume "Le donne nella Resistenza".
"Ringrazio tutti coloro che oggi sono qui per testimoniare la loro riconoscenza verso tutte le persone, gli uomini, le donne e i ragazzi che si sono sacrificati, per donarci questi anni di pace di democrazia, pace e libertà" ha concluso il sindaco Cesare Valsecchi. "Ci hanno dato una grande libertà ma anche una grande responsabilità: siamo chiamati al dovere di reagire e stimolare tutte le forze che possono far tornare un benessere diffuso, per costruire una società migliore dopo anni di crisi che non devono offuscare il nostro sguardo verso il futuro. La libertà ci chiama alla responsabilità di difendere l'avvenire. Dobbiamo fare si che le future generazioni trovino sempre nelle scelte di allora la forza e il coraggio della partecipazione, che è il vero sangue della democrazia".
La commemorazione si è conclusa con i canti dal Coro Ana dell'Adda e con la Santa Messa in Chiesa Arcipresbiterale presieduta da Don Leone Maestroni.
Il sindaco Cesare Valsecchi
Tante le tappe della cerimonia: alla scultura dedicata agli Alpini nel parco Ana di via Marconi, alle lapidi nel cortile interno del Municipio, al monumento dedicato ai Carabinieri in corso Dante per poi concludere presso il grande monumento ai Caduti, dove si sono tenuti i discorsi ufficiali.
Un sacrificio - questo il messaggio lanciato - che ci chiede, anzi ci obbliga a impegnarci in prima persona per difendere gli ideali e i valori di libertà, giustizia e uguaglianza che mossero la lotta di Liberazione.
"Lunedì abbiamo voluto incontrare gli anziani alla casa di riposo Madonna della Fiducia" ha spiegato Sara. "Abbiamo ascoltato i loro racconti e abbiamo conosciuto cosi le difficoltà e le sofferenze portate dalla guerra. Abbiamo capito che oggi diamo per scontato i diritti di cui godiamo, e che dobbiamo essere ogni giorno grati a tutti coloro che lottato per la nostra libertà. Oggi noi giovani dobbiamo impegnarci per far si che queste atrocità non vengano mai dimenticate, cosi che non si ripetano mai più".
"Oggi vogliamo omaggiare quei ragazzi che presero in mano il proprio destino e scelsero di affrontare il nemico per costruire un futuro migliore per tutti gli italiani, mossi da un istintivo e profondo desiderio di libertà. Loro ci hanno insegnato che nella vita si può e si deve scegliere, anche quando tutto sembra perduto" è stato l'intervento di Marica Ara, rappresentanti dell'Anpi Valle San Martino. "Oggi dobbiamo essere capaci di respingere i nuovi fenomeni fascisti e razzisti, che oggi cercano di sfruttare i peggiori istinti egoistici, strumentalizzando ad esempio politicamente il dramma dei tanti disgraziati del mare che cercano la libertà e che trovano invece sofferenza e morte".
L'Anpi Val San Martino ha voluto donare alla biblioteca Caterina Cittadini una copia del volume "Le donne nella Resistenza".
"Ringrazio tutti coloro che oggi sono qui per testimoniare la loro riconoscenza verso tutte le persone, gli uomini, le donne e i ragazzi che si sono sacrificati, per donarci questi anni di pace di democrazia, pace e libertà" ha concluso il sindaco Cesare Valsecchi. "Ci hanno dato una grande libertà ma anche una grande responsabilità: siamo chiamati al dovere di reagire e stimolare tutte le forze che possono far tornare un benessere diffuso, per costruire una società migliore dopo anni di crisi che non devono offuscare il nostro sguardo verso il futuro. La libertà ci chiama alla responsabilità di difendere l'avvenire. Dobbiamo fare si che le future generazioni trovino sempre nelle scelte di allora la forza e il coraggio della partecipazione, che è il vero sangue della democrazia".
La commemorazione si è conclusa con i canti dal Coro Ana dell'Adda e con la Santa Messa in Chiesa Arcipresbiterale presieduta da Don Leone Maestroni.
P.V.