Monte Marenzo, 4 Novembre: i bambini protagonisti, chiesta la pace
La ripugnanza della guerra, il rispetto per i caduti, l’elogio della pace: questi i temi principali della commemorazione del 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, che ha avuto luogo a Monte Marenzo.

Assoluti protagonisti i bambini, della scuola dell’infanzia e delle scuole elementari, che attraverso il loro entusiasmo, le infinite bandiere italiane e della pace e i loro interventi hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: la guerra non è contemplata dalle nuove generazioni, che chiedono invece a gran voce la pace. Ad affiancare i più piccoli, oltre agli insegnanti, non potevano mancare gli alpini, Don Angelo e il sindaco Paola Colombo.

L’apertura della cerimonia è stata caratterizzata dall’inno italiano, a cui è seguito il tradizionale alzabandiera. Per quanto riguarda gli interventi, è stato il parroco a rompere il ghiaccio, con la lettura dell’ultima enciclica di Papa Leone, contro le guerre e in generale contro qualsiasi conflitto. Tutt’oggi sono in corso numerose guerre, sempre più cruente, e le parole del Papa portano a riflettere sul loro senso, quando dovremmo essere tutti operatori di pace e fratelli.

I motivi della commemorazione sono stati ripresi dal sindaco, che ha posto l’attenzione sull’importanza della presenza dei bambini, come messaggio per le nuove generazioni. Ha ringraziato poi tutti i presenti e ha lasciato la parola ai veri protagonisti, gli alunni delle scuole, che non hanno fatto mancare il loro prezioso contributo. Il messaggio dell’inutilità della guerra, utilizzata come strumento di predominio e potere e la pace come vero gesto concreto sono stati i temi centrali toccati dai più piccoli; questi sono stati seguiti da una rappresentazione dell’inno di Mameli, particolarmente emozionante.
E’ stato invitato a intervenire anche Adriano Crisafi, rappresentante di Emergency, associazione che vuole essere un aiuto concreto, per tutti coloro che sono colpiti dalle guerre.

Assoluti protagonisti i bambini, della scuola dell’infanzia e delle scuole elementari, che attraverso il loro entusiasmo, le infinite bandiere italiane e della pace e i loro interventi hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: la guerra non è contemplata dalle nuove generazioni, che chiedono invece a gran voce la pace. Ad affiancare i più piccoli, oltre agli insegnanti, non potevano mancare gli alpini, Don Angelo e il sindaco Paola Colombo.

L’apertura della cerimonia è stata caratterizzata dall’inno italiano, a cui è seguito il tradizionale alzabandiera. Per quanto riguarda gli interventi, è stato il parroco a rompere il ghiaccio, con la lettura dell’ultima enciclica di Papa Leone, contro le guerre e in generale contro qualsiasi conflitto. Tutt’oggi sono in corso numerose guerre, sempre più cruente, e le parole del Papa portano a riflettere sul loro senso, quando dovremmo essere tutti operatori di pace e fratelli.

I motivi della commemorazione sono stati ripresi dal sindaco, che ha posto l’attenzione sull’importanza della presenza dei bambini, come messaggio per le nuove generazioni. Ha ringraziato poi tutti i presenti e ha lasciato la parola ai veri protagonisti, gli alunni delle scuole, che non hanno fatto mancare il loro prezioso contributo. Il messaggio dell’inutilità della guerra, utilizzata come strumento di predominio e potere e la pace come vero gesto concreto sono stati i temi centrali toccati dai più piccoli; questi sono stati seguiti da una rappresentazione dell’inno di Mameli, particolarmente emozionante.

D.L.



















