Premana, 4 novembre: 'coesione e sicurezza doni non scontati'

Anche Premana si è unita alle celebrazioni per la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, con la manifestazione commemorativa in onore dei Caduti di tutte le guerre, tenutasi ieri – 4 novembre – in serata. Le scolaresche del paese, il Gruppo Alpini di Premana e alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale si sono riuniti presso il municipio, formando un corteo che ha raggiunto la chiesa parrocchiale per la Santa Messa delle 20.30, in suffragio di tutti i Caduti. 
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Al termine della funzione, celebrata dal parroco don Matteo Albani, la cerimonia si è conclusa al vicino monumento dei Caduti, dove tre alunni delle scuole elementari – accompagnati da Morris Codega, capogruppo degli Alpini – hanno scandito, uno per uno, i nomi dei premanesi caduti nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale e della Guerra di Liberazione. “Presente!” la risposta corale della comunità, a perpetuare la memoria di coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà di cui godiamo oggi. 
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Prima della benedizione finale impartita da don Matteo, il sindaco di Premana Elide Codega ha preso la parola per pronunciare il suo discorso, rivolgendo dapprima “un pensiero commosso a chi ha dato la vita per mantenere la pace nel mondo. Ricordiamo in particolare i quattro militari italiani caduti in Bosnia: Simone, Claudio, Franco e Laura. Il loro ricordo e il loro sacrificio ci insegnano quanto siano preziose e delicate la pace e la convivenza tra i popoli”. Proseguendo in un ragionamento legato ai fatti di attualità, Codega ha esortato a “fare memoria” non come “una semplice ricorrenza formale”, bensì “chiedendosi con coraggio quali frutti stia portando il seme che i nostri giovani connazionali hanno piantato. Nelle scorse settimane, le cronache arrivate dalla vicina Milano ci raccontano fatti preoccupanti: episodi di violenza, di rabbia e di tensione tra i giovani. Di fronte a queste immagini è facile provare sconforto. Ma la risposta non può essere la rassegnazione, né il voltarsi dall'altra parte. Manifestare i propri disagi, esprimere le proprie difficoltà, chiedere aiuto o far sentire la propria voce di fronte alle ingiustizie è un diritto sacrosanto di ciascun cittadino. La democrazia vive del confronto e del coraggio di non nascondere i problemi. Ma c'è un confine invalicabile: la fragilità, la rabbia o il dissenso non devono mai trasformarsi in un motivo o in una giustificazione per la violenza, che distrugge il senso stesso di comunità e danneggia tutti”. In questo senso, il primo cittadino premanese ha voluto ringraziare “tutte le Donne e gli Uomini delle Forze dell’Ordine, i Carabinieri e tutte le forze di polizia che ogni giorno presidiano i nostri territori con dedizione, professionalità e spirito di servizio. È grazie al loro lavoro constante e silenzioso se le nostre comunità possono vivere nella sicurezza, nella legalità e nel rispetto reciproco, garantendo quella cornice di serenità indispensabile per la nostra vita quotidiana”.

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Muovendo infine verso la “sua” Premana, Codega ha sottolineato come “il nostro paese ha una storia forte, fondata sulla fatica, sul lavoro e su un tessuto associativo straordinario. Chi vive in montagna sa bene che ci si salva solo se si cammina insieme, se ci si sostiene nei passaggi più impervi. La violenza e la solitudine nascono dove si smette di sentirsi responsabili del proprio vicino”. Spiegando che “oggi la nostra comunità affronta sfide nuove e impegnative, legate al calo demografico e al progressivo invecchiamento della popolazione. Nei prossimi anni e decenni queste dinamiche ci imporranno di ripensare il nostro modo di fare comunità. Un ringraziamento sincero va a tutte le nostre associazioni e realtà del territorio, che rappresentano il cuore pulsante di Premana. In modo particolare, voglio rivolgere un pensiero all’associazione Casa Madonna della Neve e la San Vincenzo, con la nostra RSA, e all'Associazione della Scuola dell'Infanzia. A loro spetta un compito delicato e fondamentale: dovranno lavorare sempre più in sinergia per il benessere del paese. Soltanto una rete salda tra prima infanzia, terza età, forze dell'ordine, volontariato e istituzioni potrà garantire la tenuta sociale di Premana”. 
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Il sindaco si è rivolto poi ai giovanissimi presenti: “a voi, ragazze e ragazzi di Premana, voglio dire una cosa con il cuore in mano: la coesione sociale e la sicurezza non sono doni scontati, ma beni da custodire insieme. Siete voi i custodi del nostro presente e del nostro futuro. Avete la responsabilità di scegliere ogni giorno il dialogo rispetto allo scontro, la legalità e l'attenzione verso chi è fragile rispetto all'indifferenza”, formulando inoltre “un augurio speciale al nostro parroco, Don Matteo, per la sua recente nomina a Decano del Decanato di Primaluna - Valsassina. A lui vanno i nostri più sinceri e affettuosi auguri di buon lavoro per questo nuovo e importante incarico al servizio di tutto il nostro territorio”.
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“Rendiamo onore ai nostri Caduti e a chi serve ogni giorno le Istituzioni, dimostrando con i fatti che il loro sacrificio e il loro impegno continuano a dare frutti. Facciamo in modo che Premana rimanga un luogo sicuro e unito, dove le generazioni si aiutano a vicenda e dove nessuno viene lasciato solo. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, e  iva Premana!” ha concluso il primo cittadino di Premana.
A.Te.
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