Lecco, 4 Novembre: l’ANPI chiede nuove parole per la pace
Memoria dei soldati caduti, riabilitazione dei fucilati della Grande guerra e impegno contro i conflitti di oggi. Questi sono stati i temi al centro dell’iniziativa promossa ieri sera, mercoledì 4 novembre, dall’ANPI provinciale di Lecco in largo Montenero, davanti alle lapidi dedicate ai caduti della lotta di Liberazione.
Nel giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate, l’associazione ha proposto una riflessione sulle vittime di tutte le guerre e sul contributo dei militari alla Resistenza, richiamando gli articoli 11 e 52 della Costituzione e la necessità di costruire percorsi di difesa civile, non armata e non violenta.

Il presidente provinciale Enrico Avagnina ha ricordato il valore della ricorrenza per l’ANPI. ''Non si tratta solo di un momento dedicato ai caduti, ma anche di un’occasione per rinnovare il rifiuto della guerra e interrogarsi sugli strumenti per costruire la pace'', ha esordito. Nel suo intervento, ha richiamato un discorso pronunciato da Sandro Pertini a Lecco nel 1976, nel quale l’allora presidente ricordava i militari che avevano combattuto accanto ai partigiani, i soldati della divisione Acqui e gli internati militari deportati nei campi tedeschi. Avagnina ha invitato a rileggere quella storia per affrontare gli scenari attuali e riflettere sui concetti di patria, difesa, partecipazione e resistenza.

La parola è poi passata all’ex professore di storia Alberto Magni, il quale ha dedicato il suo intervento ai soldati italiani fucilati durante la Prima guerra mondiale e al dibattito sulla loro riabilitazione. Magni ha ripercorso l’iter della proposta di legge approvata dalla Camera nel 2015 e successivamente discussa al Senato, criticando l’impostazione che, a suo giudizio, ''finiva per offrire un perdono alle vittime anziché restituire loro pienamente dignità e onore''. Tra le vicende ricordate, quella degli alpini fucilati a Cercivento nel 1916 dopo essersi opposti a un attacco diurno, ritenuto troppo rischioso. Magni ha richiamato anche la legge regionale approvata dal Friuli Venezia Giulia nel 2021 per la restituzione dell’onore ai soldati nati o caduti nel territorio regionale e condannati alla fucilazione, come possibile alternativa alla regolamentazione attualmente in vigore a livello nazionale.

A riportare l’attenzione sull’esperienza concreta della trincea è stata infine la vicepresidente provinciale dell’ANPI, Patrizia Milani, con la lettura della lettera di un soldato di Molteno. Nelle sue parole emergono la sete, i patimenti e i maltrattamenti subiti dai militari al fronte: una testimonianza individuale attraverso cui l’associazione ha ricordato il costo umano della guerra.

Nel giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate, l’associazione ha proposto una riflessione sulle vittime di tutte le guerre e sul contributo dei militari alla Resistenza, richiamando gli articoli 11 e 52 della Costituzione e la necessità di costruire percorsi di difesa civile, non armata e non violenta.

Enrico Avagnina
Il presidente provinciale Enrico Avagnina ha ricordato il valore della ricorrenza per l’ANPI. ''Non si tratta solo di un momento dedicato ai caduti, ma anche di un’occasione per rinnovare il rifiuto della guerra e interrogarsi sugli strumenti per costruire la pace'', ha esordito. Nel suo intervento, ha richiamato un discorso pronunciato da Sandro Pertini a Lecco nel 1976, nel quale l’allora presidente ricordava i militari che avevano combattuto accanto ai partigiani, i soldati della divisione Acqui e gli internati militari deportati nei campi tedeschi. Avagnina ha invitato a rileggere quella storia per affrontare gli scenari attuali e riflettere sui concetti di patria, difesa, partecipazione e resistenza.


Alberto Magni
La parola è poi passata all’ex professore di storia Alberto Magni, il quale ha dedicato il suo intervento ai soldati italiani fucilati durante la Prima guerra mondiale e al dibattito sulla loro riabilitazione. Magni ha ripercorso l’iter della proposta di legge approvata dalla Camera nel 2015 e successivamente discussa al Senato, criticando l’impostazione che, a suo giudizio, ''finiva per offrire un perdono alle vittime anziché restituire loro pienamente dignità e onore''. Tra le vicende ricordate, quella degli alpini fucilati a Cercivento nel 1916 dopo essersi opposti a un attacco diurno, ritenuto troppo rischioso. Magni ha richiamato anche la legge regionale approvata dal Friuli Venezia Giulia nel 2021 per la restituzione dell’onore ai soldati nati o caduti nel territorio regionale e condannati alla fucilazione, come possibile alternativa alla regolamentazione attualmente in vigore a livello nazionale.


Patrizia Milani
A riportare l’attenzione sull’esperienza concreta della trincea è stata infine la vicepresidente provinciale dell’ANPI, Patrizia Milani, con la lettura della lettera di un soldato di Molteno. Nelle sue parole emergono la sete, i patimenti e i maltrattamenti subiti dai militari al fronte: una testimonianza individuale attraverso cui l’associazione ha ricordato il costo umano della guerra.
M.E.




















