La politica della pistola ad acqua

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La mezz’ora gratuita di sosta per i residenti? Un obiettivo condivisibile. Ma una cosa è chiedere che venga realizzata, un’altra è fingere che basti schioccare le dita per farlo.
LA MOZIONE del capogruppo del PD Regazzoni presentata ieri in Consiglio comunale chiedeva alla Giunta di accelerare i tempi e, entro 60 giorni, spiegare come, quando e con quali risorse attuare una promessa elettorale prevista però nell’arco dell'intero mandato. Non chiedeva di cancellarla, né di rinviarla alle calende greche. Chiedeva di farla quando diceva lui. Una differenza non proprio trascurabile.
LA MAGGIORANZA ha ribadito che l’impegno sarà mantenuto, ma che tempi e modalità devono essere coordinati con il lavoro sul trasporto pubblico locale, in vista della gara per il nuovo affidamento. Una questione di programmazione e responsabilità, non di magia.
IL RESTO è stato soprattutto fumo. Con la consigliera Lo Monte del Pd impegnata, come Regazzoni, a sostenere forse più a sé stessa, che la maggioranza non volesse più attuare la misura, nonostante gli interventi precedenti avessero appena ribadito il contrario. O si strumentalizza il dibattito, oppure si fatica a comprenderlo: tertium non datur.
CURIOSO anche l’intervento dell’ex assessora alla mobilità Renata Zuffi, contraria alla riduzione della sosta per i residenti. Una posizione almeno coerente con la sua idea di limitare le auto in centro, anche se stride con l’aumento dei ricavi della sosta e con i progetti di nuovi parcheggi che, nella precedente stagione amministrativa, non mancavano certo di sostenitori anche tra i suoi colleghi di Giunta.
SE l’obiettivo era costruire una soluzione, servivano un confronto preventivo e un minimo di lavoro sui tempi e sulle risorse.
SE invece si voleva alzare un po’ di polvere, la mozione è risultata perfetta: una provocazione con la forza d’urto di una pistola ad acqua, quando non di bolle di sapone.
D’ALTRA parte, dopo sei anni di attesa per la promessa dei treni da/per Milano in 30 minuti, c’è chi oggi ingordamente vorrebbe arrivare al dolce prima ancora di essersi messo il tovagliolo sulle ginocchia.
E POI c’è la ciliegina. Nell’ultimo Consiglio comunale il capigruppo del Pd Regazzoni aveva annunciato che, dopo il comportamento "vergognoso" della maggioranza, lui e la minoranza non si sarebbero più presentati in Aula. Ieri sera, invece - fortunatamente - erano regolarmente al loro posto. Evidentemente, tra una promessa e l’altra, anche la coerenza può concedersi una sosta.
Paolo Trezzi
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