Lecco: un martedì d'attesa per i negozianti. Via i tavoli in piazza e c'è chi ha svuotato completamente il locale
L'Ottica Valli di via Roma ha completamente svuotato il negozio. Non hanno lasciato nulla. “Prevenire è meglio che curare”, l'adagio che ha mosso i proprietari, indaffarati nello stivare gli occhiali tolti dagli scaffali in scatoloni da mettere al sicuro.
Poco dopo la Cartoleria Cattaneo ha levato dalla vetrina la collezione di Montblanc. “Solo quella”, puntualizzano cercando di minimizzare il buco che si è venuto a creare con la rimozione di zaini e penne di un certo valore.

E in piazza XX Settembre? Quasi tutti i locali – tra bar e ristoranti – hanno portato via i tavoli, la maggior parte stamattina alle 10 non era ancora aperta. “Ve lo hanno chiesto o lo state facendo di iniziativa?” la domanda che viene spontaneo fare all'esercente impegnato nell'impilare le sedie davanti alla “Bottega del Maiale”: “Gli arredi sono nostri, meglio evitare danni”.

Questo è il cuore di Lecco questa mattina, con il salotto buono della città “comunque in ostaggio, anche se non succederà magari nulla”, come ripetono le commesse di più negozi, tutte schierate sull'uscio a monitorare la situazione.

Le forze dell'ordine non mancano (QUI l'articolo). Assente però la serenità. “Ho paura e sono arrabbiata” commenta la titolare della gioielleria artigianale Nuvole, in via Roma. “Ho lasciato a casa le commesse e chi lavora nel mio laboratorio. Siamo una piccola realtà, non abbiamo dietro marchi. Comunque andrà oggi sarà una giornata persa”. Sperando sempre che l'annunciato ritrovo di contestatori (?), maranza (?), deliquenti (?) o come li si voglia chiamare non si verifichi o comunque non degeneri come a Milano.

“Siamo in attesa” aggiungono le ragazze di Wit-In, parlando di quella odierna come una giornata sospesa. Un pre-covid dice qualcuno. E alla pandemia richiama anche la titolare di Carpisa, intenta comunque a rifare la vetrina, come da programma: “Nelle mia vita lavorativa ho vissuto due volte questa sensazione: oggi e quando in tempo di pandemia sono venuta a controllare il negozio. Non si sa cosa può accadere. Mio figlio ieri sera mi ha detto “mamma domani stai attenta”. Siamo arrivati a questo. E' pieno di polizia e andrei personalmente a ringraziare tutti gli agenti schierati: ma dobbiamo davvero vivere così?”.

Domande che rimbalzano per il centro città. Senza trovare risposta. Nel mentre sta iniziando a piovere. E qualcuno ci sperava.

L'ottica Valli completamente svuotata a scopo precauzionale
Poco dopo la Cartoleria Cattaneo ha levato dalla vetrina la collezione di Montblanc. “Solo quella”, puntualizzano cercando di minimizzare il buco che si è venuto a creare con la rimozione di zaini e penne di un certo valore.

La vetrina di Cattaneo
E in piazza XX Settembre? Quasi tutti i locali – tra bar e ristoranti – hanno portato via i tavoli, la maggior parte stamattina alle 10 non era ancora aperta. “Ve lo hanno chiesto o lo state facendo di iniziativa?” la domanda che viene spontaneo fare all'esercente impegnato nell'impilare le sedie davanti alla “Bottega del Maiale”: “Gli arredi sono nostri, meglio evitare danni”.

La rimozione in corso dei tavoli della Bottega del Maiale
Questo è il cuore di Lecco questa mattina, con il salotto buono della città “comunque in ostaggio, anche se non succederà magari nulla”, come ripetono le commesse di più negozi, tutte schierate sull'uscio a monitorare la situazione.

I tavolini già rimossi (anche nelle foto a seguire)
Le forze dell'ordine non mancano (QUI l'articolo). Assente però la serenità. “Ho paura e sono arrabbiata” commenta la titolare della gioielleria artigianale Nuvole, in via Roma. “Ho lasciato a casa le commesse e chi lavora nel mio laboratorio. Siamo una piccola realtà, non abbiamo dietro marchi. Comunque andrà oggi sarà una giornata persa”. Sperando sempre che l'annunciato ritrovo di contestatori (?), maranza (?), deliquenti (?) o come li si voglia chiamare non si verifichi o comunque non degeneri come a Milano.

“Siamo in attesa” aggiungono le ragazze di Wit-In, parlando di quella odierna come una giornata sospesa. Un pre-covid dice qualcuno. E alla pandemia richiama anche la titolare di Carpisa, intenta comunque a rifare la vetrina, come da programma: “Nelle mia vita lavorativa ho vissuto due volte questa sensazione: oggi e quando in tempo di pandemia sono venuta a controllare il negozio. Non si sa cosa può accadere. Mio figlio ieri sera mi ha detto “mamma domani stai attenta”. Siamo arrivati a questo. E' pieno di polizia e andrei personalmente a ringraziare tutti gli agenti schierati: ma dobbiamo davvero vivere così?”.

Domande che rimbalzano per il centro città. Senza trovare risposta. Nel mentre sta iniziando a piovere. E qualcuno ci sperava.




















