Lecco: il ricordo di Emilio Gattinoni per l'83° anniversario della Battaglia di Erna
La funivia in manutenzione ha spostato da lassù al cuore della città la cerimonia. L’ANPI, ieri sera, ha ricordato l’83° anniversario della Battaglia dei Piani d’Erna, dando appuntamento al Monumento ai Caduti di Largo Montenero, luogo altamente simbolico.

La commemorazione è avvenuta infatti davanti alle lapidi che ricordano le partigiane e i partigiani, le antifasciste e gli antifascisti e gli internati militari che persero la vita per la Libertà e la Pace. Dopo l’omaggio floreale, Angelo De battista ha introdotto l'incontro raccontando proprio alcune biografie dei caduti i cui nomi tappezzano il Monumento.

Dopo di lui ha preso parola Virginia Tentori, presidente consiglio comunale di Lecco, che ha portato il saluto del sindaco Filippo Boscagli e dell'intera amministrazione. "Oggi ricordiamo l'anniversario della battaglia dei Piani d'Erna, un episodio che rappresenta uno dei primi momenti della resistenza lombarda. In quel contesto, degli uomini e dei giovani decisero di assumersi la responsabilità di difendere la libertà delle persone. Dobbiamo essere grati a queste scelte coraggiose e portare avanti quell'idea di libertà che è alla base di qualsiasi paese democratico. La battaglia dei Piani d'Erna ci ricorda questo valore ed è il simbolo di scelte civili e di sacrifici che hanno costruito l'Italia di oggi. A distanza di ottant'anni non dobbiamo mai dare per scontati i diritti e le responsabilità di cui oggi godiamo".

Il presidente di ANPI Enrico Avagnina ha proseguito il discorso iniziato da Tentori, raccontando anche la storia della Banda Pisacane, una delle prime organizzazioni partigiane italiane, creatasi appunto ai Piani d'Erna: "Dopo solo quaranta giorni dalla loro formazione, ci fu uno dei primi scontri armate tra lo schieramento partigiano e quello nazista: la ragione di questa repentina risposta sta nel fatto che il nostro territorio era considerato una via di fuga per le truppe tedesche ed era una zona molto ricca di manodopera e di industrie. Questo fu il primo dei tanti rastrellamenti che hanno caratterizzato il nostro territorio".

Dopo aver raccontato le vicissitudini di alcuni partigiani, Avagnina ha affermato che sono proprio questi racconti che ANPI cerca di portare nelle scuole, per fare in modo che i ragazzi si rendano conto effettivamente di cosa sia stata la guerra.

Come ultimo intervento della cerimonia, Gaetano Chiappa ha portato la testimonianza di Emilio Gattinoni, un'esperienza di resistenza civile. Gattinoni, deceduto nel 2009, aveva solo quindici anni nel 1943, quando la guerra lo raggiunse. L'osteria dei genitori fungeva da punto di riferimento per le attività di supporto alla lotta partigiana e Emilio partecipava attivamente agli eventi di resistenza.
"Papà Emilio – ha aggiunto la figlia - è stato papà due volte, essendo stato mio papà adottivo. Ringrazio molto per questo momento non tanto per una sua celebrazione, quanto per il ricordo di quello che hanno passato e che hanno vissuto tantissimi ragazzi come lui. Lui mi ha insegnato che non si deve piegare la testa di fronte a nessun'ingiustizia".
Al termine della cerimonia, i partecipanti hanno continuato questo momento di ricordo con una polentata e con un concerto del Coro Popolare Antifascista.

La commemorazione è avvenuta infatti davanti alle lapidi che ricordano le partigiane e i partigiani, le antifasciste e gli antifascisti e gli internati militari che persero la vita per la Libertà e la Pace. Dopo l’omaggio floreale, Angelo De battista ha introdotto l'incontro raccontando proprio alcune biografie dei caduti i cui nomi tappezzano il Monumento.

Dopo di lui ha preso parola Virginia Tentori, presidente consiglio comunale di Lecco, che ha portato il saluto del sindaco Filippo Boscagli e dell'intera amministrazione. "Oggi ricordiamo l'anniversario della battaglia dei Piani d'Erna, un episodio che rappresenta uno dei primi momenti della resistenza lombarda. In quel contesto, degli uomini e dei giovani decisero di assumersi la responsabilità di difendere la libertà delle persone. Dobbiamo essere grati a queste scelte coraggiose e portare avanti quell'idea di libertà che è alla base di qualsiasi paese democratico. La battaglia dei Piani d'Erna ci ricorda questo valore ed è il simbolo di scelte civili e di sacrifici che hanno costruito l'Italia di oggi. A distanza di ottant'anni non dobbiamo mai dare per scontati i diritti e le responsabilità di cui oggi godiamo".

Il presidente di ANPI Enrico Avagnina ha proseguito il discorso iniziato da Tentori, raccontando anche la storia della Banda Pisacane, una delle prime organizzazioni partigiane italiane, creatasi appunto ai Piani d'Erna: "Dopo solo quaranta giorni dalla loro formazione, ci fu uno dei primi scontri armate tra lo schieramento partigiano e quello nazista: la ragione di questa repentina risposta sta nel fatto che il nostro territorio era considerato una via di fuga per le truppe tedesche ed era una zona molto ricca di manodopera e di industrie. Questo fu il primo dei tanti rastrellamenti che hanno caratterizzato il nostro territorio".

Dopo aver raccontato le vicissitudini di alcuni partigiani, Avagnina ha affermato che sono proprio questi racconti che ANPI cerca di portare nelle scuole, per fare in modo che i ragazzi si rendano conto effettivamente di cosa sia stata la guerra.

Come ultimo intervento della cerimonia, Gaetano Chiappa ha portato la testimonianza di Emilio Gattinoni, un'esperienza di resistenza civile. Gattinoni, deceduto nel 2009, aveva solo quindici anni nel 1943, quando la guerra lo raggiunse. L'osteria dei genitori fungeva da punto di riferimento per le attività di supporto alla lotta partigiana e Emilio partecipava attivamente agli eventi di resistenza.
"Papà Emilio – ha aggiunto la figlia - è stato papà due volte, essendo stato mio papà adottivo. Ringrazio molto per questo momento non tanto per una sua celebrazione, quanto per il ricordo di quello che hanno passato e che hanno vissuto tantissimi ragazzi come lui. Lui mi ha insegnato che non si deve piegare la testa di fronte a nessun'ingiustizia".
Al termine della cerimonia, i partecipanti hanno continuato questo momento di ricordo con una polentata e con un concerto del Coro Popolare Antifascista.
G.I.





















